La scrittura medica più importante che viene a noi da Salerno, nel senso almeno del lavoro che ha avuto maggior parte di effetto sulla riuscita le generazioni, il più delle volte è stata trascritta, tradotto il più spesso ed impegnato nella memoria tramite molte generazioni di medici, è poesia medica celebrata di Salernitan sull'igiene. Il titolo del Latino originale era “regime Sanitatis Salernitanum.„ Probabilmente è stato scritto circa l'inizio del dodicesimo secolo. Un secolo o così più successivamente è venuto ad essere l'abitudine per denominare i libri medici dopo i fiori ed in modo da abbiamo avuti “il Lilium Medicinae„ e “il Flos Medicinae„ giù a Montpellier e questo si è trasformato in “nel Flos Medicinae„ di Salerno. Pagel lo denomina quintessenza di terapeutica di Salernitan.

Per molti secoli parti almeno di questa poesia medica latina erano comuni nelle bocche dei medici in tutta Europa quanto gli aforismi di Hippocrates o i detti di Galen. Probabilmente questo ci permette a capire la grande reputazione di che la scuola di Salernitan ha goduto e l'influenza che ha maneggiato più meglio di niente altro. La poesia è divisa in dieci parti principali, contenenti complessivamente circa 3.500 linee. La prima parte sull'igiene ha 855 linee in otto capitoli. La seconda parte sul medica_ di _materia, pur contenendo soltanto quattro capitoli, ha inoltre circa 800 linee. L'anatomia e la fisiologia sono ammucchiate in circa 200 linee, l'eziologia ha qualcosa oltre 200, la semiotica ha circa 250, la patologia ha ma trenta linee più o meno e terapeutica circa 400; la nosologia ha circa 600 più ed infine ci è qualcosa circa il medico egli stesso e un epilogue. Poichè latino i versi vanno, una volta scritti per tali scopi, questi non sono così difettosi, benchè alcuni di loro abbiano grattato su un orecchio letterario. Il lavoro di tutto fa un compendio piuttosto interessante di medicina, con le indicazioni e le controindicazioni terapeutiche e di qualunque il medico del periodo medioevale ha avuto bisogno per avere pronto alla memoria. Alcune delle relative prescrizioni, sia nel senso delle formule che dei sensi al paziente, hanno abbastanza un'aria moderna.

Un contributo molto interessante a letteratura medica che viene a noi da Salerno porta il titolo, “la venuta di un medico al suo paziente, o un'istruzione per il medico egli stesso.„ Abbiamo fatti un certo numero di tali pubblicare negli ultimi anni impianti, ma è poco un sorprendente per avere l'oggetto preso così presto nella storia di moderno vita professionale. È un documento estremamente importante, As stava dimostrando quanto pratico l'insegnamento a Salerno. Il lavoro è attribuito solitamente a Archimattheas e certamente dà un chiaro immagine delle abitudini mediche del tempo. L'istruzione per la venuta immediata del medico al suo paziente funziona come segue: “Quando il medico entra nella dimora del suo paziente, non dovrebbe sembrare altero, né bramoso, ma dovrebbe accogliere con contegno gentile e modesto coloro che è presente ed allora mettendosi a sedere vicino all'uomo ammalato accettare la bevanda che è offerta lui (_sic_) e l'elogio in alcune parole la bellezza della vicinanza, la situazione della casa e generosità ben nota della famiglia,--se sembra a lui adatto agire in tal modo. Il paziente dovrebbe essere messo alla sua facilità prima che l'esame cominci e l'impulso dovrebbe essere ritenuto deliberatamente e con attenzione. Le barrette non dovrebbero essere mantenute sull'impulso almeno fino a che il centesimo battimento per giudicare il relativi genere e carattere; gli amici che si levano in piedi in tondo tanto più saranno impressionati a causa del ritardo e le parole del medico saranno ricevute con appena quell'molto più attenzione. “