II. Che, dall'analogia, il crimine non potrebbe sparire _absolutely_ fra dall'umanità, i socialisti italiani di quei giorni hanno suggerito vago.

Ora, in primo luogo non sarebbe stato a tutto il contradditorio se, dopo parzialmente accettando il socialismo, che già avevo fatto in 1883, lo sviluppo progressivo del mio pensiero, dopo studiante la forma sistematica e scientifica data al socialismo da Marx e sua i colleghe, lo avévano condotto a riconoscere (oltre a tutto il vantaggio personale) la verità completa del socialismo. Ma, in particolare, precisamente perché socialismo scientifico ([il lavoro di] da Marx, Engels, Malon, de Paepe, Dramard, Lanessan, Guesde, Schaeffle, George, Bebel, Loria, Colajanni, Turati, de Greef, Lafargue, Jaures, Renard, Denis, Plechanow, Vandervelde, Letourneau, il L. Jacoby, Labriola, Kautsky, ecc.) è differente dal socialismo sentimentale che ho avuto da solo in mente in 1883, è per quella molto ragione per cui ancora effettuo oggi queste due stesse tesi principali e mi trovo in questo modo nell'armonia perfetta con il socialismo scientifico internazionale.

E quanto alla scomparsa assoluta di tutta la criminalità, I ancora effettuare la mia tesi di 1883 e nel libro attuale (sec. 3), ho scritto che, anche nell'ambito del regime socialista, ci sarà--comunque infinitamente meno--alcuni che sia conquistato nella lotta per l'esistenza e quella, benchè le forme croniche ed epidemiche di malattia, di crimine, di infermità mentale e di suicidio nervosi, siano destinate per sparire, l'acuto e le forme sporadiche completamente non spariranno.

A questa dichiarazione M. Garofalo manifesta una sorpresa che, poichè non posso supporre ha simulato, dichiaro allineare inspiegabile in un sociologo ed in un criminologista; per questo mi ricorda troppo forte dell'ignaro sorprender indicato da una revisione di giurisprudenza classica rispetto ad un nuovo fatto scientifico registrato dai _Archives de psychiatrie_ del M. Lombroso, il caso che è la scomparsa di ogni tendenza criminale in una donna dopo la rimozione chirurgica delle sue ovaie.

Ma che trepanning del cranio in un caso dell'epilessia traumatica o che il ovariotomy può curare il sistema nervoso centrale e, pertanto, per ristabilire il carattere e perfino la moralità dell'individuo, questi è fatti che possono essere sconosciuti soltanto ad un idealista metafisico, in un avversario della scuola del positivist di criminologia.

Ma questo è come il M. Garofalo commenta la mia induzione (P. 240); questo commento è riprodotto ancora alle pagine 95, 100, 134 e 291:

“È allineare straordinario che M. ferri, nonostante quell'antropologia criminale, di cui ha in modo da lungamente stato (ed ancora è) uno dei partigiani più ardenti, dovrebbe permettersi che sia in modo da accecato dal miraggio del socialismo. Una dichiarazione come quella che ho citato inizialmente lascia il lettore stordito, poiché vede assolutamente il _no connection_ fra le malattie nervose e la proprietà collettiva. Sarebbe appena come ragionevole dire quello dallo studio sull'algebra una può assicurarsi del suo bambino di first-born che è un maschio. “Come esattamente come osservazioni della rassegna di giurisprudenza riguardo al caso del rimozione delle ovaie!

Ora, lasciarli vedono se è possibile, da uno sforzo supremo del nostro intelletto debole, precisare un collegamento fra le malattie nervose e la proprietà collettiva.

Quella povertà, _ i. e. _, nutrizione fisica e mentale inadeguata--nella vita dell'individuo ed attraverso la trasmissione ereditaria--è, se non l'unica e causa esclusiva, certamente la causa principale di degenerazione umana, è d'ora in poi un fatto incontestabile ed indiscusso.