E, rispetto alla mia dichiarazione che la scienza contemporanea complessivamente è dominata dall'idea e dal fatto del aggregate_ _social--e, quindi, del socialismo--contrariamente alla glorificazione del l'individuo e, pertanto, di individualismo, che si è verificato in XVIIIesimo secolo, M. Garofalo risponde me quello “la storia di Robinson Crusoe è stato preso in prestito da una storia molto in maniera fidata, “ed aggiunge che sarebbe possibile citare molti casi degli anacoreti e delle eremite “chi non ha avuto bisogno dell'azienda dei loro colleghi„ (pagina 82).

Crede che abbia dimostrato così che mi sono sbagliato quando ho dichiarato che la specie è la sola realtà eterna di vita e che l'individuo--egli stesso un'aggregazione biologica--non vive da solo e solo da solo, ma soltanto in virtù del fatto che fa parte di una collettività, a cui deve tutti gli stati creativi della sua esistenza materiale, morale ed intellettuale.

Nella verità, se il M. Garofalo impieghi tali discussioni per esporre le assurdità di scienza del diritto penale metafisica e difendere le eresie della scuola positiva, gli ultimi non certamente lo numerano fra i relativi fondatori e campioni più eloquenti e più indicativi. * * * * *

Ma, il M. Garofalo, invece di ripetizione delle queste banalità soporifiche, deve potere discutere seriamente la tesi fondamentale del socialismo, che, con la proprietà sociale della terra ed i mezzi di produzione, tende ad assicurare più degno ad ogni individuo le circostanze di un essere umano di esistenza e di un pieno e perfettamente libero sviluppo della sua personalità fisica e morale. Per allora, quando il pane quotidiano del corpo e della mente è garantito, ogni uomo potrà soltanto, come Goethe ha detto, “diventare quello quale è,„ invece di spreco ed uso egli stesso fuori nella lotta spasmodic e sfibrante per pane quotidiano, ottenuta troppo spesso a scapito della dignità personale o del sacrificio delle attitudini intellettuali, mentre le energie umane sono sperperato ovviamente al grande svantaggio di intera società e tutto questo in seguito all'apparizione della libertà personale, ma, infatti, con la vasta maggioranza dell'umanità si è ridotto a dipendenza sul codice categoria in possesso del monopolio economico.

Ma il M. Garofalo complessivamente si è astenuto da da queste discussioni, che ammettono delle discussioni scientifiche su la una o la altra mano. Si è limitato, al contrario, anche quando ha tentato di discutere seriamente, alla ripetizione dei luoghi comuni più superficiali.

Quindi, per esempio (pagina 92), opponendosi ai socialisti che effettuano che le variazioni dell'ambiente sociale determineranno inevitabilmente un cambiamento nelle diverse attitudini ed attività, scrive: “Ma il mondo non può cambiare, se gli uomini in primo luogo non cominciano trasformandosi nell'ambito dell'influenza di quei due fattori ideali: onore e dovere.„

Quello è lo stesso del dicendo che un uomo non deve saltare nell'acqua… a meno che abbia imparato in anticipo nuotare, mentre terra rimanente accea.

Niente, al contrario, è più nell'armonia con lo scientifico induzioni di biologia e di sociologia che l'idea socialista, secondo cui cambia nei cambiamenti correlativi di causa dell'ambiente, sia fisiologici che psichici, in individui. L'anima di darwinismo, non sono interamente esso nella variabilità, organico e funzionale, degli individui e della specie, nell'ambito dell'influenza di modificazione dell'ambiente, riparata e trasmessa tramite la selezione naturale? E neo-Darwinism in se, non consiste interamente nell'importanza costantemente aumentante attribuita ai cambiamenti nell'ambiente come spiegazioni delle variazioni degli esseri viventi?