Ai quei il familiare con il precedente lavoro dell'autore, questo libro, dalla prima pagina al dura, presenta un contrasto notevole fra il M. Garofalo, il criminologista heterodox mai pronto a criticare con criminologia classica di penetrazione, sempre nella sommossa contro luoghi comuni lisi di tradizione giuridica e del M. Garofalo, il anti-socialista, il sociologo ortodosso, il seguicamma conservatore di tradizione, che trova che tutta è bene nel mondo di oggi. Che si è distinto prima dal tono delle sue pubblicazioni, sempre sereno e nobilitato, ora ci permette di pensare, che più di meno è convinto della precisione della sua posizione che ci farebbe credere ed all'occultamento questa mancanza della convinzione grida e grida alla parte superiore della sua voce.

Per esempio, alla pagina 17, in uno stile che è nè aristocratico nè borghese, scrive che “Bebel ha avuto il _impudence_ per difendere Essere in comunione in una sessione pubblica del Reichstag; “e dimentica che il comune di Parigi non deve essere giudicato storicamente contando solamente sulle impressioni revolting lasciate sulla mente dall'artificiale e clienti exaggerated della pressa borghese di quel tempo. Malon e Marx hanno indicato da prova documentata incontestabile e su impregnable motivi storici che cosa il verdetto sul comune del giudizio imparziale deve essere, nonostante gli eccessi che--come il M. Alfred Maury ha detto a me al Pere-Lachaise, un giorno in 1879--lontano erano sorpassati dalla ferocità di una repressione sanguinante e selvaggia.

Nello stesso senso, alle pagine 20-22, parla (non posso vedere perché) “del disprezzo„ dei socialisti di Marxian per il socialismo sentimentale, che nessun Marxian ha sognato mai di _despising_, benchè riconosciamo è piccolo nell'armonia con il metodo sistematico e sperimentale di scienza sociale.

E, alla pagina 154, sembra pensare, lui sta continuando una discussione scientifica quando scrive: “Nella verità, quando una vede che gli uomini che professano tali dottrine riescono a ottenere un'udienza, una è obbligata per riconoscere che non ci sono limiti a imbecility umano.„

Ah! il mio caro Baron Garofalo, come questa lingua mi ricorda di quello di alcuni dei criminologisti classici--la ricordate? --a chi ha provato combattere la scuola del positivist con la lingua troppo come questa di il vostro, che cela dietro le frasi trite, la mancanza assoluta di idee opporrsi a all'eresia odiata, ma vittoriosa! * * * * *

Ma oltre a questa lingua, così sconosciuto dalla penna del M. Garofalo, è impossible da non percepire il contrasto sconosciuto fra il suo talento critico e le numerose dichiarazioni in questo libro che sono, dire i minimo, caratterizzato da un naivete uno non avrebbe ritenuto sospetto mai in lui. * * * * *

È allineare che, alla pagina 74, come un individualista di buoni vecchi giorni e con un assolutismo che possiamo d'ora in poi denominare preistorico, deplora la promulgazione persino di quei Diritti Civili che hanno limitato il utendi et il abutendi_ di _jus (liberamente, la destra di fare che cosa una con il suo proprio--Il TR.) e che hanno seriamente “ha mutilato l'istituzione della proprietà privata,„ dato che, dice, “i codici categoria più bassi soffre crudele, non dall'esistenza di grandi fortune, ma piuttosto dall'imbarazzo economico dei ceti alti„ (pagina 77). Che audacia di pensiero e di profundity critici nella scienza economica!