Certamente ci può essere--e questi sono più o meno frequente eccezioni--qui e là un proprietario che contraddice questa regola, particolarmente quando vive in contatto quotidiano con i suoi lavoratori. Nessuni possono esso essere negati che i codici categoria ricchi sono spostati occasionalmente dallo spirito di benevolenza--anche oltre al fad_ di _charity--e quello che mettono così per riposare la voce interna, il sintomo della malattia morale da cui soffrono, ma la regola inesorabile è tuttavia come segue: con la forma moderna di industria il lavoratore ha guadagnato la libertà politica, la destra di suffragio, dell'associazione, ecc. (diritti che è permesso usare soltanto quando non li utilizza per formare un codice categoria-partito, basati sull'apprensione intelligente del punto essenziale del social la domanda), ma lui ha perso la garanzia di pane quotidiano e di una casa.

Il socialismo desidera dare questa garanzia a tutti gli individui--ed esso dimostra la possibilità matematica di questo dalla sostituzione della proprietà sociale per la proprietà specifica dei mezzi di produzione--ma non segue da questa che il socialismo eliminerà tutte le conquiste utili e vero fruttuose della fase attuale di civilizzazione e delle fasi preceding.

E qui è un esempio caratteristico di questo: l'invenzione di macchinario industriale ed agricolo, quell'applicazione meravigliosa di scienza alla trasformazione delle forze naturali che devono avere soltanto conseguenze caritatevoli, hanno causato ed ancora stanno causando la miseria e la rovina di migliaia e di migliaia di lavoratori. La sostituzione delle macchine per i lavori dell'essere umano ha condannato inevitabilmente il gran numero di operai alle torture di ozio fatta rispettare ed all'azione crudele della legge del ferro dei salari minimi a mala pena sufficienti per impedirli la morte della fame.

La prima reazione o impulso istintiva di questi unfortunates era ed ancora è, infelicemente, distruggere le macchine e vedere in loro soltanto gli strumenti delle loro sofferenze undeserved.

Ma la distruzione delle macchine sarebbe, infatti, solo un ritorno puro e semplice a barbarie e questo non è il desiderio o lo scopo di socialismo che rappresenta un'più alta fase di civilizzazione umana.

Ed ecco perchè il socialismo da solo può fornire una soluzione di questa difficoltà tragica che non può essere risolta da individualismo economico che coinvolge l'occupazione e l'introduzione costanti di macchinario migliore perché il relativo uso dà un vantaggio evidente ed irresistibile al capitalista.

È necessario--e non ci è altra soluzione--che le macchine diventa la proprietà collettiva o sociale. Allora, ovviamente, il loro soltanto effetto sarà di diminuire l'importo globale di sforzo di lavoro e muscolare necessario per produrre una quantità data di prodotti. Ed il lavoro quotidiano di ogni operaio sarà diminuito così ed il suo livello dell'esistenza costantemente aumenterà e starà bene più molto attentamente al corrispondente con la dignità di un essere umano.

Questo effetto è già manifesto, in misura limitata, in quei casi di dove, per esempio, parecchi piccoli proprietari dell'azienda agricola hanno trovato le società cooperative per l'acquisto, per esempio, trebbiatrici. Se si unisce ai piccoli proprietari, in un grande fraterno la cooperazione, i lavoratori o i contadini (e questo essere possibile soltanto quando la terra avrà proprietà sociale diventata) e se le macchine fossero proprietà comunale, per esempio, come sono le autopompe antincendio e se il comune dovesse assegnare il loro uso per i lavori dei campi, le macchine più non producessero alcuni effetti diabolici e tutti gli uomini vedessero in loro i loro liberatori.