Il lavoro notevole del sig. Novicow [14] recentemente ha dato un segnale conferma al mio parere, anche se Novicow non ha preso la lotta sessuale in considerazione. Svilupperò la mia dimostrazione più completamente nel capitolo votato a _l'avenir de l'humanite_ morale (il futuro intellettuale di umanità), nella seconda edizione del _Socialismo e Criminalita_.

Per il momento sufficientemente ho risposto al anti-socialista obiezione, poiché ho indicato non soltanto che la sproporzione fra il numero delle nascite ed il numero di coloro che sopravvive a tende a diminuire costantemente, ma anche quello che “la lotta per l'esistenza„ in se cambia essenzialmente e che si sviluppa più delicata nei relativi processi a ciascuno fase successiva dello sviluppo biologico e sociale.

Il socialismo può allora insistere che gli stati dell'esistenza umani debbano essere garantiti a tutti gli uomini--in cambio di lavori ammobiliati alla società collettiva--senza quindi contraddire la legge darwiniana della sopravvivenza dei vincitori nella lotta per l'esistenza, poiché questa legge darwiniana deve essere capita ed applicarsi in ciascuna della relativa variazione manifestazioni, nell'armonia con la legge di progresso umano.

Il socialismo, capito scientifico, non nega e non può negare, che fra l'umanità ci siano sempre alcuni “perdenti„ nella lotta per l'esistenza.

Questo problema più direttamente è collegato con i rapporti che esistono fra _socialism_ e _criminality_, poiché coloro che si contende che la lotta per l'esistenza è una legge che non si applica alla società umana, dichiarano, di conseguenza, che il _crime_ (una forma anormale ed antisociale della lotta per vita, appena poichè il _labor_ è la relativa forma normale e sociale) è destinato per sparire. Inoltre pensano che scoprano un sicuro contraddizione fra il socialismo e gli insegnamenti del criminale antropologia riguardo al criminale congenito, benchè questi insegnamenti inoltre siano dedotti da darwinismo. [15]

Riservo questo problema al trattamento più completo altrove. Qui è nel riassunto il mio pensiero come socialista e come antropologo criminale.

In primo luogo la scuola dei criminologisti scientifici si occupa di vita mentre ora è--ed innegabilmente ha il merito di applicazione dei metodi di scienza sperimentale allo studio sui fenomeni criminali, di indicare l'assurdità ipocrita dei sistemi penali moderni basati sulla nozione della delinquenza free-will e morale e con conseguente sistema di relegazione cellulare, una delle aberrazioni mentali del diciannovesimo secolo, come altrove lo ho qualificato. Nel relativo posto i criminologisti desiderano sostituire la segregazione semplice degli individui che non misura per vita sociale a causa di patologico circostanze, congenito o acquistato, permanente o transitorio.

In secondo luogo, contendersi che il socialismo causerà la scomparsa di tutte le forme di crimine è di comportarsi sull'impulso di un sentimento generoso, ma il conflitto non è sostenuto tramite un'osservazione rigorosamente scientifica dei fatti.

La scuola scientifica di criminologia dimostra che il crimine è a fenomeno naturale e sociale--come infermità mentale ed il suicidio--determinato dalla costituzione anormale, organica e psicologica del delinquente e dalle influenze dell'ambiente fisico e sociale. i fattori antropologici, fisici e sociali, tutti, si comportano sempre simultaneamente nella determinazione di tutte le offese, il più chiaro così come il più grave--asse, inoltre, fanno nel caso di tutte le altre azioni umane. Che cosa varia nel caso di ogni delinquente e di ogni offesa, è l'intensità decisiva di ogni ordine dei fattori. [16]