Quanto all'analogia da trovare fra l'azione presunta del dosi infinitamente attenuate e gli effetti di alcune sostanze odorose che hanno il potere straordinario di diffusione delle loro emanazioni imponderabili attraverso uno spazio molto largo, comunque può essere abusato nella discussione e velocemente mentre si volatilizza su esame, non è come quella accennata appena, interamente senza significato. Il fatto della diffusione ampia di alcuni odori, così quello di muschio o la rosa, per esempio, lungamente è stato citato quanto l'illustrazione più notevole della divisibilità della materia e la delicatezza dei sensi. E se questo sia stato paragonato agli effetti di una dose molto minuscola del sistema di morphia nel complesso, o l'impressione improvvisa e mortale di singola goccia di acido prussico, o, con che cosa viene ancora più vicino, dell'influenza tossica di un'atmosfera impregnata di malaria invisibile, dovremmo trovare in ciascuno di questi esempi una prova del grado a cui natura, in alcuni pochi casi, qualità potenti dei concentrati nelle forme minuscole o subtile di materia. Ma se un uomo viene a me con un pestello e un mortaio in sua mano e mi dice che prenderà una piccola macchietta di una certa sostanza nessuno ha pensato mai per quale tutto l'odore affatto, di un asse, per esempio, un grano di gesso o di carbone di legna e che, dopo un'ora o due dello sfregamento e di raschio, sviluppare in una parte di esso un odore quale, se l'intero grano sia stato usato, sarebbe capace di pervadere un appartamento, una casa, un villaggio, una provincia, un impero, no, l'intera atmosfera di questo vasto pianeta su cui percorriamo; e quello da ciascuna di cinquanta o sessanta sostanze può in questo modo sviluppare un odore distinto e fino ad ora sconosciuto: e se prova ad indicare che tutto questo è reso abbastanza ragionevole dall'analogia di muschio e delle rose, certamente sarò giustificato nella considerazione lui incapace di ragionamento ed oltre la portata della mia discussione. Che cosa se, anziché questo, professa sviluppare i nuovi e poteri medicinali meravigliosi dalla stessa macchietta di gesso o di carbone di legna, in tali proporzioni come impregnerebbe ogni stagno, lago, fiume, mare ed oceano del nostro globo e fa appello a alla stessa analogia per la probabilità della sua asserzione.