La stessa idea essenziale di quella dell'unguento dell'arma si è riprodotta nella POLVERE SIMPATICA ancora più famosa. Questa polvere è stata detta per avere la facoltà, se applicato agli indumenti macchiati di sangue di una persona ferita, per curare le sue lesioni, anche se era allora ad una grande distanza. Un frate, rinviante dall'est, ha portato piuttosto la ricetta ad Europa prima della metà del diciassettesimo secolo. Il grande duca di Firenze, quale in città il frate stava risedendo, ha sentito parlare le sue cure ed ha provato, ma senza successo, ad ottenere il suo segreto. Il sir Kenehn Digby, un inglese noto a fama, era abbastanza fortunato farlo un favore, che modellato sulle sue sensibilità ed indotto lui da comunicare a suo benefattore la composizione della sua polvere straordinaria. Questo cavaliere inglese era ai periodi differenti di sua vita un ammiraglio, un teologo, un critico, un metaphysician, un politico e un discepolo dell'alchemia. Come non è unfrequent con la gente versatile ed infiammabile, ha interferito il fuoco alla prima scintilla di nuova scoperta medica e della casa no più presto ottenuta in Inghilterra che ha cominciato a spargere la conflagrazione.

Un'occasione presto si è offerta per provare i poteri della polvere famosa. Sig. J. Howell, che è ferireito nello sforzo parte due dei suoi amici che stavano combattendo un duello, presentato ad una prova della polvere simpatica. I quattro giorni dopo che ha ricevuto le sue ferite, il sir Kenehn ha tuffato una delle guaine del sig. Howell in una soluzione della polvere ed immediatamente, è detto, le ferite, che erano molto dolorose, si è sviluppato facile, anche se il paziente, che stava conversando in un angolo dell'alloggiamento, non ha avuto, la meno idea di che cosa stava facendo con la sua giarrettiera. Allora ha rinviato a casa, lasciando la sua giarrettiera nelle mani del sir Kenelm, che la avévano appesa fino ad asciutto, quando il sig. Howell ha trasmesso il suo servo in una grande fretta per dirgli che le sue ferite stavano facendolo soffrire orribile; la giarrettiera quindi è stata sostituita nella soluzione della polvere, “e del paziente ha ottenuto bene dopo i cinque o sei giorni della relativa immersione continuata.„