Eppure, è non solo nella biologia, ho detto ora, che un gusto dei tropici nella vita in anticipo impiega un profondo allargamento e un'influenza filosofica sull'intero orizzonte mentale dell'uomo. Nei sensi di diecimila, in quell'grande università tropicale, gli uomini si ritengono nel tocco più vicino che altrove con gli ultimi fatti e verità della natura. Non so se è tutte le immaginazione ed opinione preesistente, ma immagino spesso quando comunico con gli uomini nuovo-incontrati che posso rilevare un sicuro differenza nel tono e sensibilità alla prima vista fra coloro che ha e coloro che non ha passato il Tripos tropicale. Nei tropici, in breve, sembriamo ridurre alle radici stesse delle cose. Migliaia di domande, social, politico, economico, etico, si presentano immediatamente nelle nuove e più funzioni engagingly semplici. Le difficoltà spariscono, distinzioni spariscono, convenzioni si sbiadicono, vestiti sono ridotte al loro meno provvedimento comune, basamenti dell'uomo avanti nel suo nakedness natale. Cose che nel Nord eravamo venuto a considerare inevitabile--indumenti, infornamento, imposta sul reddito, moralità--volatilizzare o facilitar con facilità istruttiva e la prontezza fantasmagorica. Malthus e la domanda dell'alimento assumono le forme fresche, come nelle viste di dissoluzione, prima dei nostri occhi stessi. Come sono bassifondi immaginabili o gli estremi orientali possibili dove ogni uomo può piantare il suoi propri igname e cacao-dado e raccolgono la loro frutta quattro-cento-piegare? Come può la sig.ra Grundy prosperare dove ogni donna può elevare i suoi propri dieci bambini sul suo diagramma del dieci-rood senza sussidio o assistenza dai loro padri indeterminati? Che bisogno di carpenteria dove alcuni bambù, ridotti a caso, possono essere fissati insieme alle cinghie in una sedia comoda? Che uso di terraglie in cui i calabashes appendono su ogni albero e i cacao-dadi, con acqua fresca e pura dentro, forniscono immediatamente la tazza ed il filtro e il Apollinaris dentro?

Naturalmente non significo asserire, neanche, che questa università tropicale in sé basterà per tutti i bisogni di degli uomini istruiti o piuttosto educabili. Deve essere presa, _bien il entendu_, come corso supplementare al Literae Humaniores. Ci sono cose che possono essere imparate soltanto nelle tane e nelle città ammucchiate degli uomini--a Londra, Parigi, New York, Vienna. Ci sono cose che possono essere imparate soltanto nei centri di coltura o dell'artigianato artistico--a Oxford, Monaco di Baviera, Firenze, Venezia, Roma. Ci è soltanto un grande canale e soltanto un palazzo di Pitti. Dobbiamo avere Shakespeare, homer, Catullus, Dante; dobbiamo avere Phidias, Fra Angelico, Rafael, Mendelssohn; dobbiamo avere Aristotle, Newton, Laplace, tre-quarti anteriori. Ma dopo il tutto questi e prima del tutto questi, là sono qualcosa più di sinistra imparare. Avendo primo leggerli, noi deve leggersi da loro. Dobbiamo dimenticare tutta questa vita moderna convenzionale; dobbiamo romperci a partire da questo ristretto, il freddo, mondo nordico; dobbiamo trovarci faccia a faccia infine, in isole pacifiche o in foreste africane, con le verità di fondo della natura nuda semplice. Per quello, nella relativa perfezione, dobbiamo andare ai tropici; e là, impareremo e disimpareremo molto, ritornare, senza dubbio, con la fede frantumata e dei rotti e pregiudizi europei sconosciuto sconcertati, ma osservare fuori su vita con una nuova prospettiva, una prospettiva undimmed dai preconcetti di diecimila che orlano nella visione ed ostruiscono la vista temperato dell'istruito puro.