CAPITOLO VIII.

DEI SOGNI, ILLUSIONI, ALLUCINAZIONI NORMALI ED ANORMALI, DELIRIO E FOLLIA--CONCLUSIONE.

Nei capitoli preceding, ho indicato, come io credono, la genesi del mito, la facoltà fondamentale in cui necessariamente nasce ed il relativo sviluppo nell'uomo, specialmente nelle corse Aryan e Semitic. Abbiamo veduto che il fatto primitivo ed universale consiste in entification immediato e spontaneo dei fenomeni naturali e delle idee essi stessi; ed abbiamo risolto questo fatto nei relativi elementi, da cui tutte le fonti di generazione di edizione di mito, cioè, dagli effetti immediati della percezione. Mettendo l'uomo inammissibile, abbiamo accertato di che la stessa necessità innata era comune al regno animale.

Per completare la teoria, dobbiamo considerare alcuni altri fatti e fenomeni psichici, sia normali che anormale, in modo da accertare di se queste non sono dovuto la stessa causa, fino ai rispetti la loro qualità intrinseca si forma; vale a dire, la credenza nella realtà delle immagini vedute nei sogni, così come in quelle che compaiono nelle illusioni, nel normale allucinazioni dei sensi ed in quelli che sono anormali, nell'estasi, nel delirio, nella follia, nell'idiozia e nella demenza. In tutte queste circostanze mentali, attribuiamo un'esistenza del materiale e del corpo alle immagini che per varie cause sembrano realmente essere presentate ai nostri sensi.

Se possiamo indicare che tutte le tali apparenze sono credute per avere un'esistenza reale nella virtù della stesse legge e facoltà della percezione quale hanno generato il mito nella relativa manifestazione più iniziale, saremo riuscito a stabilire una genesi comune per tutti questi vari fenomeni psichici, così non permettendo contributo spregevole alla psicologia generalmente ed alla scienza di pensiero umano.

Per sognare non è soltanto un atto normale dell'uomo, ma, poichè compare da molti testimoni, è comune a tutti gli animali. Nei sogni le leggi ordinarie di tempo e di spazio sono modificate sconosciuto e le immagini di tutti i generi compaiono a volte confuso, a volte in un ordine razionale, spesso in conformità con le leggi dell'associazione, mentre l'esercitazione volontaria di pensiero può essere detta per essere dormente. Ciò è, parlando generalmente, il termine e la natura dei sogni, che dobbiamo attualmente considerare adeguatamente con l'analisi più sottile e più esatta.

Prima che seguiamo la causa della realtà apparente di queste immagini e le leggi che la governano, lasciarli considerano l'uomo nel suo stato di risveglio, in modo da accertare immediatamente della somiglianza e della differenza fra queste due condizioni. Dobbiamo in primo luogo domandare se il risveglio è assolutamente distinto dalla condizione di sogno per quanto l'apparenza delle immagini, la loro natura ed il modo di azione. È stata osservata da molti psicologi e fisiologi che nella condizione di risveglio, quando le immagini non risultano dalla presenza immediata di oggetti, o non sono diretti dalla volontà verso uno scopo definito, compaiono, si raggruppano e disperdono dall'associazione immediata delle idee e le misure di tempo e di spazio sono modificate appena mentre sono nei sogni. Questi le osservazioni sono corrette ed i fenomeni possono essere verificati da ogni per sè.

In questa condizione di risveglio, che realmente assomiglia a quella dei sogni, solo l'analogia della forma è stata percepita; le idee degli oggetti presenti alla mente hanno assomigliato a quelle delle immagini vedute nei sogni, ma hanno continuato ad essere idee pure, presentate all'immaginazione, mentre nei sogni le cose vedute sono state supposte per avere un'esistenza reale. A tale riguardo l'analisi è parzialmente allineare e parzialmente falsa; non è, poichè vederemo, perfetto ed esatto.