“La corsa Semitic, da un lato, aderita alla loro vecchia fede, Cristianità rifiutata, poichè era stata formulata dai Aryans ed ha fatta influenzare piccolo sul mondo. I Israelites, effettivamente, hanno disperso tra altre nazioni, mantenute l'idea dell'un dio spiritoso in tutta la relativa purezza e la civilizzazione sarebbe stata molto obbligata a loro per questa idea razionale del dio se avessero capito più chiaro il relativo cuscinetto scientifico e la natura dell'uomo; molti di loro effettivamente giusto sono autorizzati a fama in ogni reparto di scienza. Ma preso da soli e come gente, hanno avuti scarso effetto sulla civilizzazione, poiché difettavano dell'energia di scopo, di coraggio, di superiorità mentale e dell'immaginazione, che generano una civilizzazione durevole e potente.
“Gli arabi, destati per un certo tempo da fanatismo Mahometan, hanno sorpassato la grande parte di Europa, dell'Asia e dell'Africa, ma senza influenzare la civilizzazione. Mentre in possesso di grande ed idea produttiva, sono rimanere uno sterile e la gente del nomade, o ha fondato le dinastie improduttive. Per la corsa Semitic, l'intervallo fra il dio e l'uomo e conseguentemente fra il dio e la civilizzazione, era ed è infinito, invalicabile. Gli arabi posseduto niente ma la forza devastante di proselitismo fertilizzare le loro menti e rapporti sociali; e, con l'eccezione di l'architettura, geografia e scienze cognate, erano geralmente soltanto i trasmettitori della scienza di altre. Noi, sul contrario, riempito in su il golfo disponendo il Uomo-Dio fra il dio e l'uomo e la civilizzazione ha un potere e un vigore che non ha diminuito mai e che, ora che il dogma è trasformato in motivo, non diminuirà mentre il mondo dura. “[31]
Questo estratto da un'opera pubblicata molti anni fa, sembra a me confermare la teoria dei miti che ho spiegato; mostra come infine sono fusi in una forma semplice, conformemente alle idee della società civilizzata ed inoltre metterà in evidenza che cosa è seguire.
Se consideriamo la genesi e lo sviluppo primitivi del mito, confermati da tutti i fatti della storia e dell'etnografia, sembrerà che anche se la materia su cui ha pensato è stata esercitata era mythical e fantastico, la forma ed il metodo d'organizzazione era lo stesso di quelli di scienza. È, infatti, un processo scientifico per osservare, spontaneamente inizialmente ed allora deliberatamente, i punti della somiglianza ed il unlikeness fra gli oggetti speciali della percezione; dobbiamo aumentare dal particolare al General, dall'individuo alla specie, così mai ingrandicendo il cerchio dell'osservazione, per arrivare ai tipi, leggi ed ultima unità, o almeno un'unità supposta per essere ultimi, a cui tutto è riduttore. In modo che la facoltà mythical di pensiero sia scientifica nella relativa forma logica e sia esercitata allo stesso modo della facoltà scientifica.
Ma la scienza soltanto non consiste nella disposizione sistematica dei fatti in cui comincia, né nella loro combinazione nelle leggi generali e complete; la sequenza delle cause e degli effetti deve anche essere capita e non è abbastanza per classificare il fatto senza spiegare la relative genesi e causa. Abbiamo veduto che la facoltà innata di la percezione ha coinvolto l'idea di una causa nella supposizione che il fenomeno è stato attuato da un oggetto e mentre il pensiero ha classificato i feticci e gli idoli in un senso mythical, un potere inerente per buon o la malvagità è stata attribuita a loro, non solo nel loro rapporto per equipaggiare, ma nei loro effetti sulla natura. Che Vico ha chiamato “la poesia di fisica„ costituito nella spiegazione dei fenomeni naturali dall'efficacia degli agenti mythical e soprannaturali. Da questo punto di vista ancora, il mito e la scienza perseguono identicamente lo stesso metodo e la stessa forma generale di cognizione.
“La corsa Semitic, da un lato, aderita alla loro vecchia fede, Cristianità rifiutata, poichè era stata formulata dai Aryans ed ha fatta influenzare piccolo sul mondo. I Israelites, effettivamente, hanno disperso tra altre nazioni, mantenute l'idea dell'un dio spiritoso in tutta la relativa purezza e la civilizzazione sarebbe stata molto obbligata a loro per questa idea razionale del dio se avessero capito più chiaro il relativo cuscinetto scientifico e la natura dell'uomo; molti di loro effettivamente giusto sono autorizzati a fama in ogni reparto di scienza. Ma preso da soli e come gente, hanno avuti scarso effetto sulla civilizzazione, poiché difettavano dell'energia di scopo, di coraggio, di superiorità mentale e dell'immaginazione, che generano una civilizzazione durevole e potente.
“Gli arabi, destati per un certo tempo da fanatismo Mahometan, hanno sorpassato la grande parte di Europa, dell'Asia e dell'Africa, ma senza influenzare la civilizzazione. Mentre in possesso di grande ed idea produttiva, sono rimanere uno sterile e la gente del nomade, o ha fondato le dinastie improduttive. Per la corsa Semitic, l'intervallo fra il dio e l'uomo e conseguentemente fra il dio e la civilizzazione, era ed è infinito, invalicabile. Gli arabi posseduto niente ma la forza devastante di proselitismo fertilizzare le loro menti e rapporti sociali; e, con l'eccezione di l'architettura, geografia e scienze cognate, erano geralmente soltanto i trasmettitori della scienza di altre. Noi, sul contrario, riempito in su il golfo disponendo il Uomo-Dio fra il dio e l'uomo e la civilizzazione ha un potere e un vigore che non ha diminuito mai e che, ora che il dogma è trasformato in motivo, non diminuirà mentre il mondo dura. “[31]
Questo estratto da un'opera pubblicata molti anni fa, sembra a me confermare la teoria dei miti che ho spiegato; mostra come infine sono fusi in una forma semplice, conformemente alle idee della società civilizzata ed inoltre metterà in evidenza che cosa è seguire.
Se consideriamo la genesi e lo sviluppo primitivi del mito, confermati da tutti i fatti della storia e dell'etnografia, sembrerà che anche se la materia su cui ha pensato è stata esercitata era mythical e fantastico, la forma ed il metodo d'organizzazione era lo stesso di quelli di scienza. È, infatti, un processo scientifico per osservare, spontaneamente inizialmente ed allora deliberatamente, i punti della somiglianza ed il unlikeness fra gli oggetti speciali della percezione; dobbiamo aumentare dal particolare al General, dall'individuo alla specie, così mai ingrandicendo il cerchio dell'osservazione, per arrivare ai tipi, leggi ed ultima unità, o almeno un'unità supposta per essere ultimi, a cui tutto è riduttore. In modo che la facoltà mythical di pensiero sia scientifica nella relativa forma logica e sia esercitata allo stesso modo della facoltà scientifica.
Ma la scienza soltanto non consiste nella disposizione sistematica dei fatti in cui comincia, né nella loro combinazione nelle leggi generali e complete; la sequenza delle cause e degli effetti deve anche essere capita e non è abbastanza per classificare il fatto senza spiegare la relative genesi e causa. Abbiamo veduto che la facoltà innata di la percezione ha coinvolto l'idea di una causa nella supposizione che il fenomeno è stato attuato da un oggetto e mentre il pensiero ha classificato i feticci e gli idoli in un senso mythical, un potere inerente per buon o la malvagità è stata attribuita a loro, non solo nel loro rapporto per equipaggiare, ma nei loro effetti sulla natura. Che Vico ha chiamato “la poesia di fisica„ costituito nella spiegazione dei fenomeni naturali dall'efficacia degli agenti mythical e soprannaturali. Da questo punto di vista ancora, il mito e la scienza perseguono identicamente lo stesso metodo e la stessa forma generale di cognizione.