Dobbiamo anche osservare la mobilità e il interchangeableness di questi feticci, miti ed entità immaginarie nei tempi primitivi della razza umana e perfino nelle età successive; contemporaneamente il feticcio funge da mito, ad un altro che il mito abbia un'esistenza logica. Di questa ci sono molte prove nelle tradizioni della gente antica, nella vita intellettuale dei selvaggi moderni ed in quanto delle nazioni civilizzate a cui noi stessi apparteniamo. Lo sviluppo storico non segue sempre il corso che normale abbiamo descritto appena, anche se queste sono, in un senso rigorosamente logico, le fasi necessarie di sviluppo intellettuale. Spesso sono spinte storicamente e confuse insieme dalla predisposizione e dall'alacrità vivaci dell'immaginazione dell'uomo primitivo ed è precisamente questa caratteristica che rende queste età meravigliose così fertili nelle creazioni fantastiche ed anche in scientifico intuizioni.
Qualsiasi chi sufficientemente è informato della letteratura antica della gente civilizzata e con le leggende di quelli che sono maleducati e selvaggi; qualunque chi ha riflesso sul valore spontaneo delle parole e delle concezioni nel discorso moderno, mosto ha osservato spesso come il mito ha assunto la forma di concezione logica mentre il tempo ha acceso; e per contro come l'entità logica ha assunto la forma di mito e quanto intercambiabile sono. È ben noto che i miti finora si sono adattati alle necessità di discorso quanto a be sono convertiti nei verbi; _libare_ da _liber_, che forse è venuto a sua volta da _liba_, una torta propitiatory, mentre il _Libra_ era il genio che nelle età mitologiche ha presieduto produttività ed abbondanza. Così ancora _juvare_, dal _jov_ della radice, dopo che già era stato usato per il _Jove_ antropomorfico. Troviamo in Plautus il _summanare_ di verbo, dal _Summanus_ del dio, il cielo notturno. Non solo i verbi ma gli aggettivi sono stati derivati nel discorso comune dai nomi mythical dei dei; da _Genius_, un potere multiform ed universale in mitologia latina antica, abbiamo _genialis_ e quindi il lectus_ di _genialis di espressioni, il homo_ di _genialis, il hiems_ di _genialis ed i poeti ed i filosofi applicano lo stesso epiteto anche agli elementi ed alle stelle. Da un lato, la virtù, la fede, la devozione ed altra gradicono le concezioni morali, in primo luogo considerate reali, tuttavia le entità impersonali, sono state trasformate in un mito perfetto e nelle forme umane degne di culto divino.
Anche nel nostro proprio tempo e non solo fra la gente non istruita ma fra gli uomini di alta coltura--quando non fanno una pausa per considerare il reale stimare delle parole nella familiarità della conversazione quotidiana--qualunque chi lo cerca per il significato diretto dei termini usa ammetterà la verità di che cosa dico. Attribuiamo costantemente un'esistenza reale alle concezioni astratte ed alle qualità, trattante lei come oggetti che hanno essere notevole e che si comportano geralmente con scopo intenzionale, anche se non sono trasformati come nel caso dei miti nelle figure umane.
In astratto, le concezioni intellettuali, come quelle dell'uguaglianza, distanza, numero, e simili, la stessa facoltà e gli stessi elementi sono sul lavoro come in quelli che esprimono le qualità fisiche e morali. Queste concezioni, che poichè la civilizzazione avanza i simboli intellettuali puri infine diventati necessari per discorso logico, sono inizialmente formato tramite il confronto reale delle cose e quindi dal sussidio dei sensi. Anche se dovevamo asserire con alcune scuole di pensiero che erano priori_ formato di _a nella mente, la sensazione ancora sarebbe necessaria come l'occasione di visualizzazione loro. Quando tali concezioni sono espresse nelle parole ci è una ricorrenza fisiologica alla mente di che cosa può essere chiamato l'ombra delle sensazioni o delle percezioni precedenti, che sono unite in un tipo intellettuale per provocare tali concezioni. E nell'apparenza di questa base fenomenale, il pensiero incosciente compie la legge fondamentale di presupporre, o potrei dire realmente di _feeling_, la realtà dell'oggetto.
Dobbiamo anche osservare la mobilità e il interchangeableness di questi feticci, miti ed entità immaginarie nei tempi primitivi della razza umana e perfino nelle età successive; contemporaneamente il feticcio funge da mito, ad un altro che il mito abbia un'esistenza logica. Di questa ci sono molte prove nelle tradizioni della gente antica, nella vita intellettuale dei selvaggi moderni ed in quanto delle nazioni civilizzate a cui noi stessi apparteniamo. Lo sviluppo storico non segue sempre il corso che normale abbiamo descritto appena, anche se queste sono, in un senso rigorosamente logico, le fasi necessarie di sviluppo intellettuale. Spesso sono spinte storicamente e confuse insieme dalla predisposizione e dall'alacrità vivaci dell'immaginazione dell'uomo primitivo ed è precisamente questa caratteristica che rende queste età meravigliose così fertili nelle creazioni fantastiche ed anche in scientifico intuizioni.
Qualsiasi chi sufficientemente è informato della letteratura antica della gente civilizzata e con le leggende di quelli che sono maleducati e selvaggi; qualunque chi ha riflesso sul valore spontaneo delle parole e delle concezioni nel discorso moderno, mosto ha osservato spesso come il mito ha assunto la forma di concezione logica mentre il tempo ha acceso; e per contro come l'entità logica ha assunto la forma di mito e quanto intercambiabile sono. È ben noto che i miti finora si sono adattati alle necessità di discorso quanto a be sono convertiti nei verbi; _libare_ da _liber_, che forse è venuto a sua volta da _liba_, una torta propitiatory, mentre il _Libra_ era il genio che nelle età mitologiche ha presieduto produttività ed abbondanza. Così ancora _juvare_, dal _jov_ della radice, dopo che già era stato usato per il _Jove_ antropomorfico. Troviamo in Plautus il _summanare_ di verbo, dal _Summanus_ del dio, il cielo notturno. Non solo i verbi ma gli aggettivi sono stati derivati nel discorso comune dai nomi mythical dei dei; da _Genius_, un potere multiform ed universale in mitologia latina antica, abbiamo _genialis_ e quindi il lectus_ di _genialis di espressioni, il homo_ di _genialis, il hiems_ di _genialis ed i poeti ed i filosofi applicano lo stesso epiteto anche agli elementi ed alle stelle. Da un lato, la virtù, la fede, la devozione ed altra gradicono le concezioni morali, in primo luogo considerate reali, tuttavia le entità impersonali, sono state trasformate in un mito perfetto e nelle forme umane degne di culto divino.
Anche nel nostro proprio tempo e non solo fra la gente non istruita ma fra gli uomini di alta coltura--quando non fanno una pausa per considerare il reale stimare delle parole nella familiarità della conversazione quotidiana--qualunque chi lo cerca per il significato diretto dei termini usa ammetterà la verità di che cosa dico. Attribuiamo costantemente un'esistenza reale alle concezioni astratte ed alle qualità, trattante lei come oggetti che hanno essere notevole e che si comportano geralmente con scopo intenzionale, anche se non sono trasformati come nel caso dei miti nelle figure umane.
In astratto, le concezioni intellettuali, come quelle dell'uguaglianza, distanza, numero, e simili, la stessa facoltà e gli stessi elementi sono sul lavoro come in quelli che esprimono le qualità fisiche e morali. Queste concezioni, che poichè la civilizzazione avanza i simboli intellettuali puri infine diventati necessari per discorso logico, sono inizialmente formato tramite il confronto reale delle cose e quindi dal sussidio dei sensi. Anche se dovevamo asserire con alcune scuole di pensiero che erano priori_ formato di _a nella mente, la sensazione ancora sarebbe necessaria come l'occasione di visualizzazione loro. Quando tali concezioni sono espresse nelle parole ci è una ricorrenza fisiologica alla mente di che cosa può essere chiamato l'ombra delle sensazioni o delle percezioni precedenti, che sono unite in un tipo intellettuale per provocare tali concezioni. E nell'apparenza di questa base fenomenale, il pensiero incosciente compie la legge fondamentale di presupporre, o potrei dire realmente di _feeling_, la realtà dell'oggetto.