Prima di andare più avanti devo brevemente ricapitolare l'ordine delle idee e dei fatti che abbiamo osservato, di modo che il processo può essere rigorosamente logico come è pratico. Poiché, negli elementi dell'apprensione, la percezione è assolutamente identica nell'uomo ed in animali, i relativi effetti primitivi nell'animazione dei fenomeni naturali sono gli stessi. Ma l'uomo, per mezzo di sua facoltà reduplicative, mantiene un'immagine mentale dell'oggetto personificato che è soltanto transitorio nel caso degli animali e si trasforma in così in un feticcio interno, la stessa legge e consistendo degli stessi elementi di quello che è soltanto estrinseco. Queste illusioni sono, inoltre, personificato tramite il processo di classificazione dei tipi, sono trasformate nelle immagini umane e sono organizzate in una gerarchia ed a questa le varie religioni e mitologie del mondo devono la loro origine. Poiché un tal processo è inoltre lo stato e la forma di conoscenza, la fonte di mito e di scienza è fondamentalmente la stessa, dato che sono generate dallo stesso fatto psichico. È in questo modo che il progresso di intelligenza umana è stato sviluppato nel corso delle età; il relativo atteggiamento varia in varie corse, ma gli impulsi, la facoltà ed i relativi elementi sono identici. Non penso che questo fatto unico in cui il mito e la scienza hanno loro fonte sia stato osservato prima; ancora di meno ha qualunque ha definito i limiti di intelligenza umana e riconosciuto gli atti semplici degli animali nei termini convenzionali ed assoluti di scienze umane e l'origine del mito.

Se non sono ingannato da un pregiudizio per il mio proprio ricerca, questa teoria è un contributo alla verità. È confermata dalla solidarietà che stabilisce fra gli atti e le leggi della facoltà umana psichica e da quella degli animali che necessariamente lo hanno preceduto. Nessuna scienza può essere costituita senza tale solidarietà; questa grande verità è stata ritenuta e, dopo il loro modo, è stata dimostrata dai filosofi scolastici, o, poichè in seguito è stata espressa scientifico dal genio di Leibniz: saltum non facit di _Natura! _

CAPITOLO VI.

LA LEGGE INTRINSECA DELLA FACOLTÀ DELL'APPRENSIONE.

Ora abbiamo considerato con attenzione gli atti e l'attività dinamica di pensiero umano. Abbiamo veduto in che percezione animale ed umana consiste e come si comporta; come gli oggetti sviluppati nella nostra immaginazione sono uniti gradualmente nelle forme specifiche o nei tipi e sono organizzati in un sistema, da dove seguire le prime rappresentazioni simboliche di scienza. Ma la nostra operazione non fa ancora, poiché molto più è necessario visualizzare tutti che questo fatto coinvolga, di modo che possiamo completamente capire lo sviluppo interno del mito e della scienza nella storia e nella nostra corsa e non soltanto nell'uomo specifico.

La facoltà ed i relativi effetti, che potrebbero soprattutto essere ridotti a questo fatto unico ed indivisibile, esclusivamente non appartengono alle età primordiali, ma accendono con tutto il tempo, il nostro proprio incluso, mentre presupporre gli operatori subacquei si forma e funzioni fresche mentre la facoltà dell'intelletto è sviluppata. È una verità incontestabile che l'influenza del mito su pensiero e sull'immaginazione, una sopravvivenza dalle età preistoriche, ancora prevale fra la gente comune sia in città che in provincia, fra coloro che è incolto e perfino nell'più alta società convenzionalmente denominata dei codici categoria buona.