Se, quindi, ci è nella coscienza animale e l'intelligenza tre elementi dell'apprensione, in seguito fusi in un singolo fatto, esso segue che i rapporti estrinseci degli esseri e delle forze sono soggettivamente reciproco; ci è la forma data di fenomeno e, intrinsecamente, consiste di un potere attivo, eterno sul lavoro, poiché non ci è essere né forma che stanno fermo e non è riprodotto nello sviluppo infinito dell'universo.

Poiché, al percettivo, la forma estrinseca, qualunque può essere, rimane la stessa di quella che in primo luogo è stato presentato lui, il fenomeno è limitato dalla sua facoltà della percezione, seguita dal presupposto immediato ed implicito di un oggetto e conseguentemente di una causalità possibile ed indefinita. Questo processo interno e psichico dell'animale corrisponde allo stato reale delle cose, poichè compaiono e realmente sono; una corrispondenza che è in sé una conferma potente della verità.

Poiché un animale è privo del processo esplicito e riflesso dell'intelletto, non ha e non può avere alcuna concezione della cosa in sé, l'essenza intrinseca del fenomeno, né tuttavia del causa obiettiva e cosmica; perché anima il fenomeno con la relativa propria personalità, che ha assunto la forma esterna di questo fenomeno, è cosciente di una causa, come se, transfused nell'oggetto in questione. Abbiamo indicato che i fenomeni interessano gli animali in questo modo e che sono coscienti di essere in un mondo degli oggetti viventi, attuato costantemente dallo scopo intenzionale di influenza loro.

La facoltà e gli elementi dell'apprensione sono precisamente simili nell'uomo e gli animali, dal presente estrinseco di cose la stessa apparenza ad entrambi i simili ed al potere perceptive si comporta nello stesso senso. Non possiamo, effettivamente, andare indietro ai nostri primi inizi ed è difficile per coloro che non accustomed a tali ricerca per scoprire i fatti primitivi dei loro propri che sono, che così tanto sono stati modificati tramite l'esercitazione e l'uso intrinseco della riflessione per molte età; tuttavia alcuni determinati segni rimangono, né ora sarebbe impossible da riprodurrli. Nessuno possono dubitare che l'uomo inoltre ha cominciato a comunicare con il mondo e con sè dalla sua percezione di un fenomeno, di certa qualità o forma estrinseca. Da questa direttamente ha compreso la cosa e la relativa causa. No la persona intelligente può credere indipendentemente che l'uomo abbia avuto c'è ne intuizione diretta della cosa in sé, dal fenomeno estrinseco da cui è stata presentata alle sue percezioni: non potrebbe dall'improvviso l'apprensione di tutti gli oggetti naturali intuitivo afferra il _Idea_. Ciò più completamente sarà indicata nel seguente capitolo.

In conformità con questa dichiarazione, l'uomo, che ancora mantiene la sua natura animale, ha esercitato la stessa facoltà dell'apprensione tramite il processo sintetico dei tre elementi che lo compongono nel caso degli animali; raggiunge quindi agli stessi risultati, cioè, anima l'oggetto della percezione e lo considera come causa efficiente. Questa facoltà identica della percezione nell'uomo ed in animali era soltanto differenziato quando il potere riflesso dell'uomo successivamente gli ha permesso di considerare gli oggetti, come ora facciamo, come inanimato e conforme alle leggi della natura universali.

Neppure ora, dopo tutti i nostri raggiungimenti scientifici, non siamo interamente esenti dalla precedente illusione innata; ci comportiamo spesso verso le cose come se abbiamo vissuto in inizi della nostra corsa e continuiamo quel processo primitivo della personificazione nel caso di determinati oggetti.