La forma più ulteriore, per quanto la sostanza del mito e le relative varie modifiche sono interessate, è in gran parte il lavoro riflesso dell'uomo; i relativi cambiamenti di funzione in conformità con l'atteggiamento e la forza delle facoltà degli individui, la gente e corse ed esso dipende da un'energia a cui gli stati del priori_ di _a, come le abbiamo definite appena, non si applicano rigorosamente per quanto la forma determinata è interessata.

È precisamente in questo lavoro più ulteriore dello sviluppo del mito, che nel fatto elementare della relativa essenza primitiva ha avuto relativa origine nella predisposizione della mente e del corpo, che possiamo discernere il germe e l'origine intercambiabili sia del mito che della scienza. Se, quindi; la spiegazione razionale di scienza non può essere trovata nella forma generale di mythical rappresentazioni, la materia che servisce ad esercitare la mente; tuttavia il modo della relativa esercitazione e della facoltà logica e psichica e del metodo spontaneo perseguito, è identico: i due mythical e le facoltà scientifiche, infatti, sono considerate in se stesso, fuso in una.

Per quanto l'origine del mito, il modo di considerazione del relativo sviluppo ed il relativo collegamento organico con scienza, differiamo da altri mythologists quanto alle fonti a cui seguono questa immensa elaborazione dell'intelligenza umana. Possiamo sbagliarci, ma comunque stiamo entrando sui sensi inesplorati e se andiamo smarrito, l'audacia di un'impresa che intraprendiamo con diffidence supplica per indulgenza.

Omettendo per notare le opinioni ben note sull'origine del mito che erano correnti nell'antichità classica, nel mondo greco-latino, o in India, [2] limitiamo la nostra inchiesta ai tempi moderni a seguito di Lavori imparati e vasti del Creuzer. In un metodo più scientifico e privato del pregiudizio, proponiamo di seguire generalmente le fonti del mito e fra la varia gente in particolare.

La scienza delle lingue, o la filologia comparativa, è il capo lo strumento richiesto in tali ricerca e molta luce si è acquistata in nostri giorni, che ha condotto ai risultati sorprendenti, almeno all'interno della sfera delle corse speciali a cui si è applicata. I nomi di Kuhn, di Weber, di Sonne, di Benfey, di Grimm, di Schwartz, di Hanusch, di Maury, di Breal, di Pictet, l'Ascoli, di De Gubernatis e di molti altri, sono ben noti per le loro scoperte meravigliose in questo nuovo e campo arduo. Non solo hanno fuso in uno antico ed immagine che primitiva i vari miti hanno sparso nelle forme differenti fra le corse Aryan, ma hanno rivelato la concezione originale, come è esistito nel significato più iniziale delle parole prima della loro dispersione. Quindi è venuto la molteplicità di miti, sviluppata nei gruppi antropomorfici brillanti in teologie differenti, diventanti gradualmente più semplici mentre il tempo ha acceso, allora unendosi nella personificazione primitiva vaga dei venti, le tempeste, il sole, l'alba; in breve, dei fenomeni astrali e meteorologici.

Da un lato, Mueller massimo, di cui la teoria dei miti originali è particolare a sè, ha usato questo strumento filologico per dimostrare che i miti Aryan possono ad ogni modo riferirsi a una singola fonte, vale a dire alla metafora, o al doppio significato delle parole, dovuto la povertà delle lingue primitive. Denomina questo doppio significato l'infermità di discorso.