Non deve essere presunto, poichè è asserito con clamore sempre crescente, che un tal metodo e teoria può distruggere mai la base civilizzata della società e moralità e dignità con cui dovrebbe essere informato, come se stessimo riducendo ancora l'uomo allo stato di una bestia. Una tal protesta è in sé una pianura e una prova notevole che ancora non siamo emerso dall'età mythical di pensiero, poiché è precisamente una credenza mythical che richiama questa protesta arrabbiata contro la ricerca nobile ed indipendente dopo la verità.

È impossibile che i risultati di scienza positiva e razionale dovrebbero in tutto il senso distruggere le condizioni necessarie di vita civilizzata e di alto livello della qualità che dovrebbe formarlo, elevare e portare alla perfezione. Dobbiamo, tuttavia, ricordarci che non era scienza razionale, né l'etica di legge, che hanno stabilito le regole del priori_ di _a di società giusta e libera, ma le necessità della società in se principale alla formulazione del posteriori_ di _a delle leggi. La scienza teoretica successivamente ha spiegato queste leggi ed ha perfezionato la loro forma ed organismo, infondenti in loro uno scopo più nobile; ma era le necessità della natura che in primo luogo hanno dettato l'equilibrio, il sistema e l'armonia delle alleanze e delle associazioni dei materiali e dei fenomeni come ora esistono, che reso possibile il primo nucleo della società umana e che, nel corso di tempo, ha introdotto gli elementi nei rapporti definiti con a vicenda. Era successivamente il lavoro del montaggio e di riflesso di pensiero da alzarsi sulla base gettata dalla natura un sistema razionale di società ed allora portare le relative regole e forme a perfezione.

Quindi segue che non era uomo, né un certo potere mythical estrinseco che ha dettato arbitrariamente il codice di vita riservata e sociale, ma questo si è presentato all'uomo come risultato spontaneo della legge del mondo, relativamente alle circostanze possibili per vita sociale. Per se, come in effetti è il caso e come il progresso di conoscenza e, dell'essere umano la civilizzazione abbondantemente mostrerà, l'allineare e leggi eterne quale permettono la società e conseguentemente il relativo livello di onestà, è innato ed i risultati genuini delle leggi universali, esso è impossibli affinchè la scienza distruggano l'ordine inevitabile delle cose e da ridurre l'umanità ad un caos spaventoso.

Deve essere permesso che le grandi verità, non completamente capite dai predicatori incapaci, che a volte dai motivi ignoble fomentano il torbido gli istinti del gran numero ignaro, possono determinare, come hanno fatto di vecchi, malvagità e perfino crimini gravi in alcuni posti e per un breve periodo. Ma ci è nessun così insensato o così ignaro della storia quanto a credere che tutte le cose accadano nel senso migliore ed in una sequenza logica. Tali malvagità non invalidano o non distruggono la forza della nostra asserzione che l'ordine sociale è derivato da ed è basato sull'ordine della natura. Anche se passioni selvaggie, eccitate da un imperfetto la comprensione della verità, di tanto in tanto causa il rovesciamento delle società date e desta l'orrore e l'allarme dei votaries del pessimista del mito, natura quindi non è sormontato; ancora trionfa e ristabilisce l'ordine che è stato interrotto, per quanto l'istinto di tradizionalismo e dell'impulso ereditario a quel formulario speciale di l'associazione a cui ogni gente è abituata si oppone a allo spirito rivoluzionario e in questo modo all'equilibrio che è stato di disturbo è ristabilito.