CAPITOLO I.
LE IDEE E LE FONTI DI MITO.
Mito, poichè è capito da noi e poichè sarà sviluppato e spiegati in questo lavoro, non possono essere in breve i concetti definiti, poiché la relativa natura multiform e completa abbraccia e comprende tutta l'azione primitiva, così come molto che sia successivo e storico nell'intelligenza e nelle sensibilità dell'uomo, riguardo all'immediato e l'interpretazione riflessa del mondo, dell'individuo e della società in cui la nostra vita comune è passata.
Sosteniamo che il mito è, nel relativo più generale e la natura completa, la forma spontanea ed immaginativa in cui l'intelligenza umana e le emozioni umane concepiscono e si rappresentano e le cose generalmente esso è il modo psichico e fisico in cui l'uomo si proietta in tutti quei fenomeni che può comprendere e percepire. [1]
Non proponiamo di considerare in questo trattato i miti particolari ad una gente, né ad una corsa; non cerchiamo di valutare il valore intrinseco dei miti nel momento in cui già sono stati sviluppati fra la varia gente e sono stati costituiti in un Olympus, o della religione speciale; non desideriamo determinare la causa speciale e storica del loro manifestazioni nella vita di qualsiasi una gente, poiché ora ci asteniamo da dall'entrare sul campo della mitologia comparativa. È la portata e l'oggetto del nostro modesto ricerca per seguire l'origine rigorosamente primitiva dei miti umani in generale; per per raggiungere l'ultimo fatto e le cause di questo fatto, da dove il mito, nella relativa forma necessaria ed universale, è evoluto ed ha relativa origine.
Dobbiamo quindi cercare di scoprire se, oltre che le varie cause assegnate per il mito nelle età più giovani ed ancora più nei tempi moderni dai nostri grandi philologists, ethnologists e filosofi di ogni scuola--causa che sono geralmente estrinseci--ci non è un motivo più profondamente messo in nostra natura, che in primo luogo è manifestata come funzione necessaria e spontanea dell'intelligenza e che è quindi intrinseca ed inevitabile.
In questo caso il mito comparirà a noi, non come incidente nella vita della gente primitiva che varia nell'intensità e nel limite, non come concezione vaga delle cose dovuto l'interpretazione errata delle parole e delle frasi, né ancora come la creazione fantastica delle menti ignare; ma sembrerà essere una facoltà speciale della mente umana, ispirata dalle emozioni che accompagnano ed animano i relativi prodotti. Poiché questa facoltà innata del mito è indigena e terreno comunale a tutti gli uomini, non solo sarà la parte di tutta la gente, ma di ciascuno specifico in ogni età, in ogni corsa, qualunque può essere le loro rispettive circostanze.
Il mito, quindi, non sarà risolto ancora da noi in una manifestazione di un'età obsoleta, o della gente in una condizione barbara e selvaggia, né come componente del ciclo attraverso cui le nazioni e gli individui hanno, passato rispettivamente, o quasi sono passato; ma rimane a questo giorno, nonostante la civilizzazione prevalente che notevolmente è aumentato ed ancora sta aumentando, esso ancora persiste come modo di fisico medica e forza intellettuale negli elementi organici che la costituiscono.
Né, lasciarla be è osservato, io dicono che così facoltà mythical persiste come tali soltanto fra le masse ignare in città o in provincia, sotto forma di quelle superstizioni molto antiche che sono state raccolte con lavori immensi dai mythologists e dai ethnologists istruiti; sul contrario, effettuo che la facoltà mythical ancora esiste in tutti gli uomini, indipendentemente da questa sopravvivenza di vecchie superstizioni, a che cosa gente e codice categoria possono appartenere; e continuerà ad esistere come funzione innata dell'intelligenza, se non riguardo alla sostanza, che può alterarsi, ad ogni modo nel modo di relativi atti ed atti.
CAPITOLO I.
LE IDEE E LE FONTI DI MITO.
Mito, poichè è capito da noi e poichè sarà sviluppato e spiegati in questo lavoro, non possono essere in breve i concetti definiti, poiché la relativa natura multiform e completa abbraccia e comprende tutta l'azione primitiva, così come molto che sia successivo e storico nell'intelligenza e nelle sensibilità dell'uomo, riguardo all'immediato e l'interpretazione riflessa del mondo, dell'individuo e della società in cui la nostra vita comune è passata.
Sosteniamo che il mito è, nel relativo più generale e la natura completa, la forma spontanea ed immaginativa in cui l'intelligenza umana e le emozioni umane concepiscono e si rappresentano e le cose generalmente esso è il modo psichico e fisico in cui l'uomo si proietta in tutti quei fenomeni che può comprendere e percepire. [1]
Non proponiamo di considerare in questo trattato i miti particolari ad una gente, né ad una corsa; non cerchiamo di valutare il valore intrinseco dei miti nel momento in cui già sono stati sviluppati fra la varia gente e sono stati costituiti in un Olympus, o della religione speciale; non desideriamo determinare la causa speciale e storica del loro manifestazioni nella vita di qualsiasi una gente, poiché ora ci asteniamo da dall'entrare sul campo della mitologia comparativa. È la portata e l'oggetto del nostro modesto ricerca per seguire l'origine rigorosamente primitiva dei miti umani in generale; per per raggiungere l'ultimo fatto e le cause di questo fatto, da dove il mito, nella relativa forma necessaria ed universale, è evoluto ed ha relativa origine.
Dobbiamo quindi cercare di scoprire se, oltre che le varie cause assegnate per il mito nelle età più giovani ed ancora più nei tempi moderni dai nostri grandi philologists, ethnologists e filosofi di ogni scuola--causa che sono geralmente estrinseci--ci non è un motivo più profondamente messo in nostra natura, che in primo luogo è manifestata come funzione necessaria e spontanea dell'intelligenza e che è quindi intrinseca ed inevitabile.
In questo caso il mito comparirà a noi, non come incidente nella vita della gente primitiva che varia nell'intensità e nel limite, non come concezione vaga delle cose dovuto l'interpretazione errata delle parole e delle frasi, né ancora come la creazione fantastica delle menti ignare; ma sembrerà essere una facoltà speciale della mente umana, ispirata dalle emozioni che accompagnano ed animano i relativi prodotti. Poiché questa facoltà innata del mito è indigena e terreno comunale a tutti gli uomini, non solo sarà la parte di tutta la gente, ma di ciascuno specifico in ogni età, in ogni corsa, qualunque può essere le loro rispettive circostanze.
Il mito, quindi, non sarà risolto ancora da noi in una manifestazione di un'età obsoleta, o della gente in una condizione barbara e selvaggia, né come componente del ciclo attraverso cui le nazioni e gli individui hanno, passato rispettivamente, o quasi sono passato; ma rimane a questo giorno, nonostante la civilizzazione prevalente che notevolmente è aumentato ed ancora sta aumentando, esso ancora persiste come modo di fisico medica e forza intellettuale negli elementi organici che la costituiscono.
Né, lasciarla be è osservato, io dicono che così facoltà mythical persiste come tali soltanto fra le masse ignare in città o in provincia, sotto forma di quelle superstizioni molto antiche che sono state raccolte con lavori immensi dai mythologists e dai ethnologists istruiti; sul contrario, effettuo che la facoltà mythical ancora esiste in tutti gli uomini, indipendentemente da questa sopravvivenza di vecchie superstizioni, a che cosa gente e codice categoria possono appartenere; e continuerà ad esistere come funzione innata dell'intelligenza, se non riguardo alla sostanza, che può alterarsi, ad ogni modo nel modo di relativi atti ed atti.