Il sig. Arnold ci dice che il significato della coltura è “di conoscere il meglio che è stato pensato e detto stato nel mondo.„ È la critica di vita contenuta in letteratura. Quella critica considera “Europa come essendo, per gli scopi intellettuali e spiritosi, una grande confederazione, limite ad un'azione unita ed al funzionamento ad un risultato comune; e di cui i membri hanno, per la loro attrezzatura comune, una conoscenza di greco, romano e l'antichità orientale e di una un altro. Speciale, vantaggi locali e e provvisori che sono messi dal cliente, che la nazione moderna nella sfera intellettuale e spiritosa renderà la maggior parte del progresso, che effettua il più completamente questo programma. E che cosa è quello ma dicendo che anche, tutti noi, come individui, lo trasportiamo più completamente fuori, realizzerà i più progressi?„ [3]
Abbiamo qui occuparci di due proposte distinte. Il primo, quello una critica di vita è l'essenza di coltura; il secondo, quello la letteratura contiene i materiali che bastano per la costruzione di una tal critica.
Penso che dobbiamo tutta l'approvazione alla prima proposta. Per coltura certamente significa qualcosa abbastanza differente dall'apprendimento o dall'abilità tecnica. Implica il possesso di un ideale e l'abitudine di criticamente valutare valore delle cose in confronto alla a campione teoretico. La coltura perfetta dovrebbe fornire una teoria completa di vita, basata egualmente su una conoscenza libera delle relative possibilità e delle relative limitazioni.
Ma possiamo accosentiree al tutto questo, ma forte al dissenso dal presupposto che la letteratura da solo è competente per assicurare questa conoscenza. Dopo imparando il tutto che l'antichità greca, romana ed orientale ha pensiero e detta e tutto quella literatures moderni deve dirci, non è manifesto che abbiamo gettato la base sufficiente vasta e profonda per quella critica di vita, che costituisce la coltura.
Effettivamente, a qualunque al corrente della portata di scienza fisica, è per niente evidente. Considerando il progresso soltanto “nella sfera intellettuale e spiritosa,„ mi trovo interamente incapace di ammettere che le nazioni o gli individui realmente avanzeranno, se la loro attrezzatura comune non ricava niente dai depositi di scienza fisica. Dovrei dire che un esercito, senza armi di precisione e senza la base dei funzionamenti particolare, potrebbe più eventualmente iniziare una campagna sul Reno, che un uomo, privo di una conoscenza di che cosa la scienza fisica ha fatto in secolo scorso, su una critica di vita.
Il sig. Arnold ci dice che il significato della coltura è “di conoscere il meglio che è stato pensato e detto stato nel mondo.„ È la critica di vita contenuta in letteratura. Quella critica considera “Europa come essendo, per gli scopi intellettuali e spiritosi, una grande confederazione, limite ad un'azione unita ed al funzionamento ad un risultato comune; e di cui i membri hanno, per la loro attrezzatura comune, una conoscenza di greco, romano e l'antichità orientale e di una un altro. Speciale, vantaggi locali e e provvisori che sono messi dal cliente, che la nazione moderna nella sfera intellettuale e spiritosa renderà la maggior parte del progresso, che effettua il più completamente questo programma. E che cosa è quello ma dicendo che anche, tutti noi, come individui, lo trasportiamo più completamente fuori, realizzerà i più progressi?„ [3]
Abbiamo qui occuparci di due proposte distinte. Il primo, quello una critica di vita è l'essenza di coltura; il secondo, quello la letteratura contiene i materiali che bastano per la costruzione di una tal critica.
Penso che dobbiamo tutta l'approvazione alla prima proposta. Per coltura certamente significa qualcosa abbastanza differente dall'apprendimento o dall'abilità tecnica. Implica il possesso di un ideale e l'abitudine di criticamente valutare valore delle cose in confronto alla a campione teoretico. La coltura perfetta dovrebbe fornire una teoria completa di vita, basata egualmente su una conoscenza libera delle relative possibilità e delle relative limitazioni.
Ma possiamo accosentiree al tutto questo, ma forte al dissenso dal presupposto che la letteratura da solo è competente per assicurare questa conoscenza. Dopo imparando il tutto che l'antichità greca, romana ed orientale ha pensiero e detta e tutto quella literatures moderni deve dirci, non è manifesto che abbiamo gettato la base sufficiente vasta e profonda per quella critica di vita, che costituisce la coltura.
Effettivamente, a qualunque al corrente della portata di scienza fisica, è per niente evidente. Considerando il progresso soltanto “nella sfera intellettuale e spiritosa,„ mi trovo interamente incapace di ammettere che le nazioni o gli individui realmente avanzeranno, se la loro attrezzatura comune non ricava niente dai depositi di scienza fisica. Dovrei dire che un esercito, senza armi di precisione e senza la base dei funzionamenti particolare, potrebbe più eventualmente iniziare una campagna sul Reno, che un uomo, privo di una conoscenza di che cosa la scienza fisica ha fatto in secolo scorso, su una critica di vita.