Supporre che sia stato che la durata e la fortuna di ogni di noi, un giorno perfettamente determinato o l'altra, dipendere da suo che vince o che perde un gioco agli scacchi. Non pensate che noi dovreste tutto considerarli per come un dovere primario per imparare almeno i nomi ed i movimenti delle parti; per avere una nozione di una manovra e un occhio acuto per tutti i mezzi di dare e di uscire del controllo? Non pensate che dovremmo osservare con un disapprobation che ammonta a disprezzo, sul padre che ha permesso il suo figlio, o sulla condizione che ha permesso i relativi membri, per svilupparci in su senza conoscere un pegno da un cavaliere?
Tuttavia è una verità molto normale ed elementare, quella la vita, la fortuna e la felicità di ogni uno di noi e, di più o meno, di coloro che è collegato con noi, dipendono da nostro sapendo qualcosa delle regole di gioco infinitamente più difficile e complicato che gli scacchi. È un gioco che è stato giocato per le età incalcolabili, ogni uomo e la donna di noi che siamo uno dei due giocatori in un gioco dei suoi propri. La scacchiera è il mondo, le parti è i fenomeni dell'universo, le regole del gioco è che cosa denominiamo le leggi della natura. Il giocatore dall'altro lato è nascosto da noi. Sappiamo appena che il suo gioco è sempre giusto, e paziente. Ma inoltre sappiamo, al nostro costo, che non trascura mai un errore, o tiene più piccolo conto dell'ignoranza. All'uomo che gioca bene, gli più alti pali sono pagati, con quella specie di generosità di straripamento con cui le forti esposizioni si dilettano nella resistenza. E si chi gioca il ill checkmated--senza rapidità, ma senza rimorso.
La mia metafora gli ricorderà dell'immagine famosa in cui Retzsch ha descritto Satan che gioca agli scacchi con l'uomo per la sua anima. Sostituire per il fiend di derisione in quell'immagine una calma, forte angelo che sta giocando per amore, come diciamo e piuttosto perderebbe che vincere--e dovrei accettarlo noi un'immagine di vita umana.
Supporre che sia stato che la durata e la fortuna di ogni di noi, un giorno perfettamente determinato o l'altra, dipendere da suo che vince o che perde un gioco agli scacchi. Non pensate che noi dovreste tutto considerarli per come un dovere primario per imparare almeno i nomi ed i movimenti delle parti; per avere una nozione di una manovra e un occhio acuto per tutti i mezzi di dare e di uscire del controllo? Non pensate che dovremmo osservare con un disapprobation che ammonta a disprezzo, sul padre che ha permesso il suo figlio, o sulla condizione che ha permesso i relativi membri, per svilupparci in su senza conoscere un pegno da un cavaliere?
Tuttavia è una verità molto normale ed elementare, quella la vita, la fortuna e la felicità di ogni uno di noi e, di più o meno, di coloro che è collegato con noi, dipendono da nostro sapendo qualcosa delle regole di gioco infinitamente più difficile e complicato che gli scacchi. È un gioco che è stato giocato per le età incalcolabili, ogni uomo e la donna di noi che siamo uno dei due giocatori in un gioco dei suoi propri. La scacchiera è il mondo, le parti è i fenomeni dell'universo, le regole del gioco è che cosa denominiamo le leggi della natura. Il giocatore dall'altro lato è nascosto da noi. Sappiamo appena che il suo gioco è sempre giusto, e paziente. Ma inoltre sappiamo, al nostro costo, che non trascura mai un errore, o tiene più piccolo conto dell'ignoranza. All'uomo che gioca bene, gli più alti pali sono pagati, con quella specie di generosità di straripamento con cui le forti esposizioni si dilettano nella resistenza. E si chi gioca il ill checkmated--senza rapidità, ma senza rimorso.
La mia metafora gli ricorderà dell'immagine famosa in cui Retzsch ha descritto Satan che gioca agli scacchi con l'uomo per la sua anima. Sostituire per il fiend di derisione in quell'immagine una calma, forte angelo che sta giocando per amore, come diciamo e piuttosto perderebbe che vincere--e dovrei accettarlo noi un'immagine di vita umana.