CAPITOLO IX
IL PROBLEMA DI LEZIONE
=Problem, un Motive.=--La descrizione e gli esempi precedenti del processo educativo hanno indicato i risultati di quella conoscenza nuova necessariamente ogni volta che la mente affronta una difficoltà, o il bisogno e si registra a ciò. Cioè la conoscenza è trovata per possedere un valore pratico e per presentare mentre l'uomo affronta le difficoltà, o i problemi, con cui è confrontato. La base di attività cosciente in tutto il senso è, quindi, una sensibilità del _need_. Se si analizza c'è ne dei suoi atti coscienti, troverà che il motivo è la soddisfazione di un certo desiderio che lui più o meno ritiene coscientemente. L'operaio si impiega ai suoi lavori perché avverte l'esigenza della soddisfazione del suo senso artistico o di fornitura delle necessità di coloro che dipende da lui; l'insegnante prepara le lezioni che deve presentare e mette avanti lo sforzo per insegnare loro con successo, perché avverte l'esigenza dell'istruzione delle pupille impegnate nella sua cura; il medico osserva da vicino i sintomi e consulta le autorità con attenzione, perché avverte l'esigenza di trattamento dei suoi pazienti; l'avvocato acquista padronanza di ogni particolare del caso che è supplicando, perché avverte l'esigenza di protezione degli interessi del suo cliente. Che cosa è vero per gli adulti è ugualmente vero per i bambini a scuola. La pupilla mette avanti lo sforzo nel lavoro della scuola perché ritiene che questo lavoro stia soddisfacendo alcune delle sue esigenze.
=Nature di Problem.=--Non deve essere presupposto, tuttavia, che l'unico problema che spingerà l'individuo a mettere avanti lo sforzo cosciente deve essere un bisogno puramente fisico, quale fame, sete, o un desiderio distinto per il raggiungimento di un oggetto definito, quanto a evita il pericolo o assicurare il beneficio finanziario o il piacere personale. Né è da capire che il principiante formuli sempre chiaro il problema nella sua propria mente. Effettivamente, come sarà veduto più completamente più successivamente, un motivo molto importante per la padronanza del problema attuale è l'istinto di curiosità. Come l'esempio di tali può essere notato un caso che è rientrato nell'osservazione del produttore, in cui la curiosità di piccolo bambino è stata destata con la vista di una fango-tartaruga che striscia lungo una camminata. Dopo alcuni momenti di ricerca intensa, ha gridato a quelli che fanno una pausa, “prossimo e vede l'insetto nel cestino.„ Qui, evidentemente, la curiosità del bambino ha dato all'apparenza sconosciuta il valore sufficiente per indurrla a rendergli un oggetto dello studio. Incitato da questa sensibilità, deve selezionare le idee a partire dalla sua precedente esperienza (insetto--cosa strisciante; cestino--incassando cosa), che è sembrato del valore nell'interpretazione della presentazione sconosciuta. Infine mettendo a fuoco questi su questo oggetto sconosciuto, ha formato un'idea, o l'immagine mentale, che gli ha dato un controllo ragionevole sopra il nuovo vago presentazione. Un motivo come la curiosità non può implicare agli stessi grado come alcuni altri un bisogno personale, né significa che il bambino dice coscientemente a sè che questo nuovo materiale o attività è soddisfacendo un bisogno specifico, ma in un certo senso vago sa che esso appelli a lui a causa della relativa attrattiva in sé o a causa del relativo rapporto ad un certo altro oggetto attraente. Nel riassunto, lo interessa e così genera una tendenza da parte di un individuo a prestargli sua attenzione. In tali situazioni, quindi, il principiante evidentemente ritiene ad una maggior o meno grado una necessità, o esigenza pratica, della soluzione del problema prima di lui.
CAPITOLO IX
IL PROBLEMA DI LEZIONE
=Problem, un Motive.=--La descrizione e gli esempi precedenti del processo educativo hanno indicato i risultati di quella conoscenza nuova necessariamente ogni volta che la mente affronta una difficoltà, o il bisogno e si registra a ciò. Cioè la conoscenza è trovata per possedere un valore pratico e per presentare mentre l'uomo affronta le difficoltà, o i problemi, con cui è confrontato. La base di attività cosciente in tutto il senso è, quindi, una sensibilità del _need_. Se si analizza c'è ne dei suoi atti coscienti, troverà che il motivo è la soddisfazione di un certo desiderio che lui più o meno ritiene coscientemente. L'operaio si impiega ai suoi lavori perché avverte l'esigenza della soddisfazione del suo senso artistico o di fornitura delle necessità di coloro che dipende da lui; l'insegnante prepara le lezioni che deve presentare e mette avanti lo sforzo per insegnare loro con successo, perché avverte l'esigenza dell'istruzione delle pupille impegnate nella sua cura; il medico osserva da vicino i sintomi e consulta le autorità con attenzione, perché avverte l'esigenza di trattamento dei suoi pazienti; l'avvocato acquista padronanza di ogni particolare del caso che è supplicando, perché avverte l'esigenza di protezione degli interessi del suo cliente. Che cosa è vero per gli adulti è ugualmente vero per i bambini a scuola. La pupilla mette avanti lo sforzo nel lavoro della scuola perché ritiene che questo lavoro stia soddisfacendo alcune delle sue esigenze.
=Nature di Problem.=--Non deve essere presupposto, tuttavia, che l'unico problema che spingerà l'individuo a mettere avanti lo sforzo cosciente deve essere un bisogno puramente fisico, quale fame, sete, o un desiderio distinto per il raggiungimento di un oggetto definito, quanto a evita il pericolo o assicurare il beneficio finanziario o il piacere personale. Né è da capire che il principiante formuli sempre chiaro il problema nella sua propria mente. Effettivamente, come sarà veduto più completamente più successivamente, un motivo molto importante per la padronanza del problema attuale è l'istinto di curiosità. Come l'esempio di tali può essere notato un caso che è rientrato nell'osservazione del produttore, in cui la curiosità di piccolo bambino è stata destata con la vista di una fango-tartaruga che striscia lungo una camminata. Dopo alcuni momenti di ricerca intensa, ha gridato a quelli che fanno una pausa, “prossimo e vede l'insetto nel cestino.„ Qui, evidentemente, la curiosità del bambino ha dato all'apparenza sconosciuta il valore sufficiente per indurrla a rendergli un oggetto dello studio. Incitato da questa sensibilità, deve selezionare le idee a partire dalla sua precedente esperienza (insetto--cosa strisciante; cestino--incassando cosa), che è sembrato del valore nell'interpretazione della presentazione sconosciuta. Infine mettendo a fuoco questi su questo oggetto sconosciuto, ha formato un'idea, o l'immagine mentale, che gli ha dato un controllo ragionevole sopra il nuovo vago presentazione. Un motivo come la curiosità non può implicare agli stessi grado come alcuni altri un bisogno personale, né significa che il bambino dice coscientemente a sè che questo nuovo materiale o attività è soddisfacendo un bisogno specifico, ma in un certo senso vago sa che esso appelli a lui a causa della relativa attrattiva in sé o a causa del relativo rapporto ad un certo altro oggetto attraente. Nel riassunto, lo interessa e così genera una tendenza da parte di un individuo a prestargli sua attenzione. In tali situazioni, quindi, il principiante evidentemente ritiene ad una maggior o meno grado una necessità, o esigenza pratica, della soluzione del problema prima di lui.