=Nature di sviluppo di Control.=--Il bambino in giovane età non può inizialmente evidentemente esercitare questo potere di controllo sopra le sue esperienze. Quando un bambino molto in giovane età è destato, dire dal suono che continua da una campana, l'impressione può provocare i movimenti casuali sicuri, ma nessun di questi indicano sulla sua parte tutta l'esperienza o scopo definita. Quando, tuttavia, nell'ambito dello stesso stimolo, al posto di questi movimenti casuali, il bambino reagisce mentalmente in un senso definito, indica sulla sua parte il riconoscimento di un oggetto esterno. Questo riconoscimento indica che il bambino ora ha, al posto della prima immagine vaga, di più o meno idea definita della cosa esterna. Prima di esso era il rumore vago; ora è una campana. Ma tuttavia il controllo più importante è guadagnato dal bambino quando dà a questa idea un significato più largo organizzandolo come elemento nelle esperienze più complesse, come quando lo riferisce con l'idea di un fuoco, del pranzo, o di una chiamata alla scuola. Prima di esso era soltanto una campana; ora è un allarme di fuoco. Finora, tuttavia, come il bambino sta difettando di nel controllo delle sue esperienze, lui rimane in gran parte una creatura pura di l'impulso e l'istinto ed è occupato con le impressioni attuali soltanto. Ciò implica inoltre un'incapacità di installare i problemi e risolverli con un processo di registrazione normale e una mancanza conseguente di potere a organizzare le esperienze come guide ad azione. Nel processo educativo, tuttavia, come precedentemente esemplificato, troviamo che il bambino non è uno schiavo alle impressioni transitorie di passaggio del presente, ma possiamo assicurare un controllo sopra la sua esperienza che gli permette di installare gli obiettivi intelligenti, di inventare i programmi per il loro raggiungimento e di applicare questi programmi nel guadagno dell'estremità voluta. Lo sviluppo di controllo avviene, quindi, nella misura a cui il bambino diventa così in grado di mantenere un'estremità in vista e di selezionare ed organizzare i mezzi per la relativa realizzazione.
=Nature di sviluppo di Control.=--Il bambino in giovane età non può inizialmente evidentemente esercitare questo potere di controllo sopra le sue esperienze. Quando un bambino molto in giovane età è destato, dire dal suono che continua da una campana, l'impressione può provocare i movimenti casuali sicuri, ma nessun di questi indicano sulla sua parte tutta l'esperienza o scopo definita. Quando, tuttavia, nell'ambito dello stesso stimolo, al posto di questi movimenti casuali, il bambino reagisce mentalmente in un senso definito, indica sulla sua parte il riconoscimento di un oggetto esterno. Questo riconoscimento indica che il bambino ora ha, al posto della prima immagine vaga, di più o meno idea definita della cosa esterna. Prima di esso era il rumore vago; ora è una campana. Ma tuttavia il controllo più importante è guadagnato dal bambino quando dà a questa idea un significato più largo organizzandolo come elemento nelle esperienze più complesse, come quando lo riferisce con l'idea di un fuoco, del pranzo, o di una chiamata alla scuola. Prima di esso era soltanto una campana; ora è un allarme di fuoco. Finora, tuttavia, come il bambino sta difettando di nel controllo delle sue esperienze, lui rimane in gran parte una creatura pura di l'impulso e l'istinto ed è occupato con le impressioni attuali soltanto. Ciò implica inoltre un'incapacità di installare i problemi e risolverli con un processo di registrazione normale e una mancanza conseguente di potere a organizzare le esperienze come guide ad azione. Nel processo educativo, tuttavia, come precedentemente esemplificato, troviamo che il bambino non è uno schiavo alle impressioni transitorie di passaggio del presente, ma possiamo assicurare un controllo sopra la sua esperienza che gli permette di installare gli obiettivi intelligenti, di inventare i programmi per il loro raggiungimento e di applicare questi programmi nel guadagno dell'estremità voluta. Lo sviluppo di controllo avviene, quindi, nella misura a cui il bambino diventa così in grado di mantenere un'estremità in vista e di selezionare ed organizzare i mezzi per la relativa realizzazione.