Il punto seguente è, accertare della precisione con cui il principiante può bisecare un oggetto con i legare del telescopio. Ciò può essere fatta a meno di assistenza. Non è necessario neppure da registrare lo strumento, ma soltanto da indicarlo un distante oggetto. Quando biseca qualsiasi punto notevole, leggere fuori dal i vernieri ed annotano il risultato; allora spostare il telescopio un piccolo e registrarlo ancora. Una serie di tali osservazioni mostrerà alla fiducia quale è dovuto l'occhio dell'osservatore nella bisezione dell'oggetto ed anche nella lettura dei vernieri; e poichè il primo senso gli ha dato una certa misura degli ultimi, può, in una grande misura, apprezzare la sua abilità nel precedente. Dovrebbe inoltre, quando trova una deviazione nella lettura, ritorno al telescopio e si convince se abbia reso il bisection completo come può. L'allievo dovrebbe esercitarsi generalmente esclusivamente in ogni registrazione ed annota i risultati dovunque possa misurare le relative deviazioni.

Così esercitandosi nelle registrazioni, il punto seguente è di fare un'osservazione; ma per per provare gli entrambi egli stesso e lo strumento, lo ha lasciato prendere l'altezza di un certo oggetto fisso, terrestre e registrando il risultato, lo ha lasciato scombussolare la registrazione e ripetere i cinquanta trattati o cento volte. Ciò soltanto non lo permetterà pratica eccellente, ma gli permette al giudice della sua propria abilità.

Il primo punto nell'uso di ogni strumento, è di trovare i limiti all'interno di cui il relativo datore di lavoro può misurare lo STESSO OGGETTO IN STESSE CIRCOSTANZE. Proviene soltanto da una conoscenza di questo, quello può avere fiducia nelle sue misure dello STESSO OGGETTO IN CIRCOSTANZE VARIE e dopo quella, di OGGETTI DIFFERENTI IN CIRCOSTANZE VARIE.

Questi principi sono applicabili a quasi tutti gli strumenti. Se una persona è desiderosa di accertamento delle altezze da una montagna il barometro, lo ha lasciato comincia registrando lo strumento nel suo proprio studio; e stabilendo il contatto superiore, lasciarlo annotano la lettura del verniero ed allora lasciarlo scombussolare la TOMAIA la registrazione SOLTANTO, riadatta e ripete la lettura. Quando è soddisfatto circa i limiti all'interno di cui può fare quello la registrazione, lo ha lasciato fare ripetutamente lo stessi con il più basso; ma lasciarlo non, fino a che non conosca i suoi propri errori nella lettura e la registrazione, pronuncia su quelle dello strumento. Nel caso di un barometro, deve anche essere rassicurante, che la temperatura del mercurio non cambia durante l'intervallo.

Un amico ha portato una volta me una parte in modo bello costruita del meccanismo, per le parti di minuto della marcatura di tempo; i tre le centesime parti di un secondo sono state indicate da esso. Era un genere di vigilanza, con un perno per l'arresto dell'una delle mani. Ho proposto che noi dovrei ogni attività arrestarla venti volte dentro successione, allo stesso punto. Eravamo entrambe il ugualmente unpractised e le nostre prime attività hanno indicato che non potremmo essere sicuri della ventesima parte di un secondo. Infatti, entrambi il tempo occupato nel indurre le estremità delle barrette ad obbedire alla volontà, come pure il tempo impiegato nella compressione della carne prima che le barrette si comportassero sull'arresto, sembrano influenzare l'esattezza delle nostre osservazioni. Da alcuni pochi esperimenti ho fatto, ho pensato che percepissi che la rapidità della trasmissione degli effetti della volontà, dipesi dalla condizione di affaticamento o dalla salute del corpo. Se qualunque fosse di fare gli esperimenti a questo proposito, potrebbe essere interessante, confrontare la rapidità della trasmissione di volontà in persone differenti, con il tempo occupato dentro cancellando un'impressione fatta su uno dei sensi delle stesse persone. Per esempio, avendo un meccanismo per fare una parte di carbone di legna bruciato girare con differenti gradi di velocità, alcune persone percepiranno un cerchio continuo di luce prima di altri, di cui la retina non mantiene le impressioni così lunghe che siano fatte su esso.