Così fornito, il professor Hale ha iniziato l'operazione di studiando il sole e registrandogli da un giorno all'altro tutti i cambiamenti che continuano, using gli strumenti specialmente inventati per ciascuno scopo in vista. La fotographia è usata con quasi l'intera ricerca. Una descrizione completa del lavoro richiederebbe un'enumerazione dei particolari tecnici, a cui non dobbiamo prendparteere attualmente. Lasciate esso, quindi, bastare dire in un senso generale che lo studio del sole sta continuando su una scala e con un'energia degna dell'oggetto più importante che presenta in se all'astronomo. È associato molto attentamente con questo lavoro quello del professor Langley e del Dott. Abbot, all'osservatorio astrofisico dell'istituzione di Smithsonian, che recentemente ha ultimato uno dei lavori più importanti effettuati mai sulla luce del sole. Per gli anni stanno analizzando quelli dei relativi raggi che, anche se interamente invisibile ai nostri occhi, sono della stessa natura di quelli di luce e sono ritenuti da noi come calore. Per fare questo, Langley ha inventato una specie di occhio artificiale, che ha denominato un bolometro, in cui il nervo ottico è fatto di una striscia di metallo estremamente sottile, così slight che uno può appena vederlo, che è attraversata da una corrente elettrica. Questo occhio sarebbe in modo da abbagliato dal calore irradiato dal suo corpo che, in uso, deve essere protetto dal tutto tale calore dall'acclusione in un caso ha mantenuto ad una temperatura costante dall'immersione in acqua. Con questo occhio i due osservatori hanno tracciato i raggi di calore del sole giù in misura e con una precisione che erano prima di interamente sconosciuto.

La domanda dei cambiamenti possibili nella radiazione del sole e del rapporto di quelle cambia a benessere umano, ancora elude il nostro esame accurato. Con tutti gli sforzi che sono stati fatti, il fisico di oggi ancora non ha potuto fare qualche cosa come una determinazione esatta della somma totale di calore ricevuta dal sole. Le più grandi misure sono il più piccolo quasi doppio. Ciò è parzialmente dovuto l'atmosfera che assorbe una frazione sconosciuta e variabile dei raggi del sole che attraversano esso e parzialmente alla difficoltà di distinzione del calore irradiato dal sole da quello irradiato dagli oggetti terrestri.