Il lettore inquiring può qui fare un'altra domanda. Assegnando che tutte le stelle che possiamo vedere sono contenute entro questo limite, non può là essere alcun numero delle stelle fuori del limite che sono invisibile soltanto perché sono troppo lontane essere vedute?

Questo problema può essere risposto a abbastanza definitivamente se assegniamo che la luce dalle stelle più distanti si incontra senza l'ostruzione nel raggiungimento noi. La risposta più conclusiva è permessa dalla misura di starlight. Se le stelle estendessero indefinitamente fuori, quindi il numero di quelli di ogni ordine di grandezza sarebbe quasi quattro volte che della grandezza dopo più luminosa. Per esempio, dovremmo avere quasi quattro volte altretante stelle della sesta grandezza a partire dal quinto; quasi quattro volte altretante del settimo a partire dal sixth ed e così via indefinitamente. Ora, realmente è trovato che mentre questo rapporto di aumento è allineare per le stelle più luminose, non è così per quelle più deboli e che l'aumento nel numero degli ultimi cad da velocemente da quando facciamo i conteggi delle stelle telescopiche più deboli. Infatti, lungamente è stato conosciuto che, era l'universo infinito nel limite e le stelle hanno sparso ugualmente attraverso tutto lo spazio, gli interi cieli arderebbero esclusivamente con la luce di milioni innumerevoli di stelle distanti invisibili anche con il telescopio.

L'unico senso in cui questa conclusione può essere invalidata è dalla possibilità che la luce delle stelle è in qualche modo estinto o ostruito nel relativo passaggio attraverso spazio. Una teoria a questo effetto è stata proposta da Struve quasi un secolo fa, ma da allora è stato trovato che i fatti mentre li ha fissati avanti non giustificano la conclusione, che fosse, infatti, piuttosto ipotetico. Le teorie di scienza moderna convergono verso la vista che, nell'etere puro di spazio, nessun raggio di luce può essere perso mai, non importa come lontano può viaggiare. Ma ci è un'altra causa possibile per l'estinzione di luce. Negli ultimi anni le scoperte di oscurità e quindi stelle invisibili sono state fatte per mezzo dello spettroscopio con un successo che sarebbe stato abbastanza incredibile molto i pochi anni fa e che, persino oggi, deve eccitare la meraviglia e l'ammirazione. La conclusione generale è che, oltre alle stelle brillanti che esistono nello spazio, ci può essere tutto il numero di oscurità un, per sempre invisibile in nostri telescopi. Non può essere che questi corpi siano così numerosi quanto a hanno tagliato la luce che riceveremmo al contrario dai corpi più distanti dell'universo? È, naturalmente, impossible rispondere a questo problema in un senso positivo, ma nella conclusione probabile è negativo. Possiamo dire con certezza che le stelle scure non sono così numerose quanto a hanno tagliato qualsiasi parte importante della luce dalle stelle del senso latteo, perché, se facessero, gli ultimi non sarebbero stati così è veduto chiaramente come esso. Poiché pensiamo che il senso latteo contiene le stelle più distanti il nostro sistema, possiamo ritenere ragionevolmente sicuri che non molta luce possa essere tagliata dagli enti scuri dalla regione più distante a cui i nostri telescopi possono penetrare. Fino a questa distanza vediamo le stelle appena mentre sono. Anche entro il limite dell'universo poichè lo capiamo, è probabile che più di a metà delle stelle che realmente esistono è troppo debole essere veduto dalla visione umana, anche quando munito con i telescopi più potenti. Ma il loro invisibility è dovuto soltanto alla loro distanza ed alla debolezza della loro luce intrinseca e non a tutta l'agenzia d'ostruzione.