IV

IL LIMITE DELL'UNIVERSO

Non possiamo prevedere che gli uomini più saggi della nostra posterità più a distanza, che possano basare le loro conclusioni su migliaia di anni di osservazione esatta, raggiungano una decisione a questo proposito senza certa misura della riserva. Tale essere il caso, potrebbe sembrare dettame della saggezza per affidare la relativa considerazione ad una certa età futura, quando può essere presa con i migliori mezzi di informazioni che ora possediamo. Ma la domanda è una che rifiuterà di essere posposto a condizione che la tendenza a pensare alle possibilità della creazione sia caratteristica della nostra corsa. L'edizione non è se ignoreremo la domanda complessivamente, come Eve in presenza di Raphael; ma se nello studio esso limiteremo le nostre speculazioni all'interno dell'insieme di limiti da scientifico sano ragionamento. Provando fare questo, invito l'attenzione del lettore alla che scienza può suggerire, ammettendo in anticipo che la sfera di conoscenza esatta è piccolo rispetto alle possibilità di creazione e quella parte esterna questa sfera che possiamo dichiarare le conclusioni soltanto più o meno probabili.

Il lettore che vuole avvicinarsi a questo oggetto in più lo spirito ricettivo dovrebbe cominciare il suo studio betaking su una sera libera e senza luna, quando non ha preoccupazione terrena per disturbare la serenità dei suoi pensieri, ad un certo punto in cui può trovarsi sulla sua parte posteriore sul banco o sul tetto ed esplora l'intera volta di cielo ad una vista. Può fare questo con il più grande piacere e profittare di nella fine dell'estate o nell'autunno--l'inverno farebbe ugualmente bene era esso possibile affinchè la mente aumentino finora sopra le circostanze corporee che la domanda della temperatura non dovrebbe entrare. L'uomo di pensiero che fa questo in circostanze più favorevoli per pensiero calmo formerà una nuova concezione della meraviglia dell'universo. Se l'estate o l'autunno be è scelto, l'arco prodigioso del senso latteo passerà vicino allo zenit e la costellazione Lyra, principale dal relativo bello Vega blu della prima grandezza, può essere non molto lontano da quel punto. Il sud di esso sarà veduto la costellazione Aquila, contrassegnato dall'altair luminoso, fra due più piccoli ma le stelle cospicue. Il Arcturus luminoso sarà in qualche luogo nell'ovest e, se l'osservazione non è fatta troppo presto nella stagione, Aldebaran sarà veduto in qualche luogo nell'est. Quando l'attenzione è concentrata sulla scena migliaia di stelle da ogni lato del senso latteo riempiranno la mente di coscienza di un telaio prodigioso ed esauriente, al lato di cui tutti gli affari umani affondano insignificanza. Una nuova idea sarà formata di così fatto ben noto di astronomia come il movimento del sistema solare nello spazio, riflettendo che, durante tutta la storia dell'umanità, il sole, trasportantegli la terra con, sta pilotando dentro o appena verso una regione il sud della costellazione Lyra, con velocità oltre tutta quell'arte può produrre su terra, senza produrre alcun cambiamento apparente a visione ordinaria nella funzione della costellazione. Non solo Lyra ed Aquila, ma ogni delle mille stelle che formano la struttura del cielo, sono stati veduti dai nostri antenati più in anticipo appena come ora li vediamo. Il resto corporeo può essere ottenuto in qualunque momento vicino cessando dai nostri lavori e dai sistemi stancati può trovare il resto del nervo a tutto il ricorso di estate; ma so di nessun senso in cui il resto completo può essere ottenuto per l'anima stancata--in quale la mente può essere così interamente alleviato della difficoltà di tutta l'ansia umana--come dal proposito dello spettacolo ha presentato dai cieli stellati nelle circostanze descritte appena. Poichè facciamo un tentativo debole di imparare che cosa la scienza può dirci circa la struttura di questo telaio stellato, spero il lettore permetta che me lo immagini almeno che la contempla in questo modo.