È collegata intimamente con l'oggetto che abbiamo discusso la domanda dell'età del nostro sistema, se l'età esso può essere detta per avere. Nella considerazione del questo problema, l'ipotesi più semplice suggerirsi è che l'universo sia esistito per sempre in certa tale forma come ora la vediamo; che è un sistema economicamente indipendente, in grado di accendere per sempre con soltanto tali cicli di trasformazione come possono ripeter indefinitamente e possono, quindi, ripeter essi stessi indefinitamente nel passato. L'osservazione ordinaria non rende nulla noto a noi quale sembrerebbe invalidare questa ipotesi. Nel considerare i funzionamenti dell'universo, possiamo paragonarci ad un ospite alla terra da un'altra sfera che deve ricavare le conclusioni circa la vita di un uomo specifico dalle osservazioni passante attraverso alcuni giorni. Durante quel tempo, non vederebbe ragione per la quale la vita dell'uomo dovrebbe avere un inizio o un'estremità. Vede un tondo quotidiano di cambiamento, attività e resto, nutrizione e spreco; ma, all'estremità del tondo, l'individuo apparentemente è ristabilito prima alla sua condizione del giorno. Perché non può questo tondo accendere per sempre e continua in avvenire senza estremità? Prenderebbe un corso del profounder di osservazione e un tempo maggiore indicare che, nonostante questo ripristino sembrante, un residuo impercettibile di energia vitale, necessario alla continuazione di vita, non è stato ristabilito e che la perdita di questo residuo giorno dopo giorno debba infine provocare la morte.

Il caso è il molto stesso con i grandi corpi dell'universo. Anche se, all'osservazione superficiale, potrebbe sembrare che potrebbero irradiare per sempre la loro luce, le generalizzazioni moderne dell'esposizione di fisica che tali non possono essere il caso. La radiazione di luce necessariamente gli coinvolge una perdita corrispondente del calore e con il dispendio di certa forma di energia. La quantità di energia all'interno di tutto il corpo è necessariamente limitata. Il rifornimento deve essere esaurito a meno che l'energia della luce spedetta in spazio infinito, in qualche modo, sia ristabilita al corpo che lo ha consumato. La possibilità di un tal ripristino completamente oltrepassa la nostra scienza. Come può la piccola vibrazione che colpisce il nostro occhio da una certa stella distante e che è stata forse migliaia di anni nel raggiungimento noi, trovare il relativo senso di nuovo alla relativa origine? La luce ha emesso dal sole 10.000 anni fa oggi sta perseguendo il relativo senso in una sfera di cui la superficie è 10.000 light-years distanti da tutti i lati. La scienza non ha niente persino suggerire la possibilità del relativo ripristino ed i la maggior parte le osservazioni fragili non riescono a mostrare alcun ritorno dal abisso impenetrabile.