Già abbiamo alluso alla conclusione che assolutamente il sistema infinito delle stelle indurrebbe gli interi cieli ad essere riempito di fiammata di luce luminosa quanto il sole. È inoltre allineare che la forza attraente all'interno di un tal universo sarebbe infinitamente grande in un certo senso o in un altro. Ma nessuna di queste considerazioni ci permette di fissare un limite nella misura del nostro sistema. In due carte notevoli dal signore Kelvin che recentemente sono comparso, quello che è un indirizzo prima che l'associazione britannica alla relativa riunione di Glasgow, in 1901, sia fornita risultati di alcuni calcoli numerici pertinente a questo oggetto. Assegnando che le stelle sono sparse promiscuo attraverso spazio con un certo metodo all'uniformità di spessore e sono di un grado di brilliancy conosciuto, è facile da computare fin dove fuori il sistema deve estendere affinché, esaminando in su il cielo, vediamo una certa somma di luce venire dalle stelle invisibili. Assegnando che, nella media generale, ogni stella è luminosa quanto il sole e che il loro spessore è tale che all'interno di una sfera di 3300 light-years ci sono 1.000.000.000 stelle, se domandiamo fin dove fuori un tal sistema deve essere continuato affinché il cielo lucidi con persino quattro per cento della luce del sole, troveremo la distanza del relativo contorno così grande che milioni di milioni di anni sarebbero richiesti per la luce delle stelle esterne per raggiungere il centro del sistema. Tenuto conto del fatto che questa durata a tempo lontano supera che cosa sembra essere la durata possibile di vita di una stella, per quanto la nostra conoscenza di esso può estendere, il fatto puro che il cielo non emette luce con qualsiasi luminosità non dimostra piccolo o niente quanto al limite del sistema.

Possiamo, tuttavia, sostituire queste considerazioni puramente negative domandando quanta luce realmente otteniamo dalle stelle invisibili del nostro sistema. Qui possiamo rilasciare una dichiarazione definita. Contrassegnare fuori un piccolo cerchio nel cielo 1 grado di diametro. La quantità di luce che riceviamo su una notte cloudless e senza luna dal cielo all'interno di questo cerchio ammette della determinazione reale. Dalle misure finora disponibili sembrerebbe quella, nel General fare la media, questa quantità di luce non è molto differente da quello di una stella della quinta grandezza. Ciò è qualcosa molto differente da una fiammata di luce. Una stella della quinta grandezza è chiaramente a malapena più di visibile alla visione ordinaria. La zona di intero cielo è, nei numeri rotondi, circa 50.000 volte che del cerchio abbiamo descritto. Ne consegue che la quantità di luce totale che riceviamo da tutte le stelle è circa uguale a quella di 50.000 stelle della quinta grandezza--piuttosto più di 1000 della prima grandezza. Questa intera quantità di luce dovrebbe essere moltiplicata per 90.000.000 per rendere una luce uguale a quella del sole. È, quindi, per niente necessario considerare fin dove il sistema deve estendere affinché i cieli dovrebbero ardere come il sole. Adottando l'ipotesi del signore Kelvin, troveremo che, affinché possiamo ricevere dalle stelle la quantità di luce abbiamo indicato, questo sistema non dobbiamo estendere oltre circa 5000 light-years. Ma questa ipotesi probabilmente sopravvaluta spessore delle stelle nello spazio. Non sembra probabile che ci sia altretanto come 1.000.000.000 stelle all'interno della sfera di 3300 light-years. Né è a tutto il sicuro che la luce del la stella media è uguale a quella del sole. È impossibile, nello stato attuale della nostra conoscenza, assegnare tutto il valore definito a questa media. Per agire in tal modo è un problema simile a quello di assegnazione del peso medio ad ogni componente della creazione animale, dagli insetti microscopici che distruggono le nostre piante fino al elefante. Che cosa possiamo dire con un'approssimazione giusta a fiducia siamo che, se potessimo volare fuori in qualunque senso ad una distanza di 20.000, forse anche di 10.000, light-years, dovremmo trovare che avevamo lasciato una grande frazione del nostro sistema dietro noi. Dovremmo vedere il relativo contorno nel senso in cui avevamo viaggiato molto più certamente di noi lo vediamo dal nostro punto di vista.