[Illustrazione con il titolo: Un mazzo di stella tipico--Centauri]

La stella più vicina di cui la distanza conosciamo, alfa centauri, siamo distante da noi più di quattro light-years. Con ogni probabilità questa è realmente la stella più vicina ed è per niente probable che qualunque altra stella si trova all'interno di sei light-years. Inoltre, se siamo stati trasportati a questa stella la probabilità sembra essere che il sole ora sia stato la stella più vicina a noi. Volando a qualsiasi altra delle stelle di cui il parallasse è stato misurato, dovremmo probabilmente trovare che la media delle sei o otto stelle più vicine intorno noi gamme in qualche luogo fra cinque e sette light-years. Possiamo, in certo senso, denominare otto light-years una stella-distanza, significante da questo termine la media delle distanze più vicine fra una stella e quelle circondanti.

Per utilizziamo il risultato delle misure di parallasse in un'altra forma, suppongono, descritto intorno al nostro sole come centro, un sistema delle sfere concentriche ciascuna di cui delle superfici sia alla distanza di sei light-years fuori della sfera dopo all'interno di esso. L'interno è alla distanza di sei light-years intorno al sole. La superficie della seconda sfera sarà dodici light-years via, quello dei terzi diciotto, ecc. I volumi di spazio all'interno di ciascuna di queste sfere saranno come i cubi dei diametri. La conclusione che più probabile possiamo ricavare dalle misure di parallasse è che la prima sfera conterrà, al lato del sole al relativo centro, soltanto alfa centauri. Il secondo, dodici light-years via, probabilmente conterrà, oltre a questi due, altre sei stelle, facenti otto in tutto. Il terzo può contenere ventuno più, facendo ventisette stelle all'interno della terza sfera, che è il cubo di tre. All'interno del quarto probabilmente essere trovato sessantaquattro stelle, questo essere il cubo di quattro e così via.

Oltre questo no misura di parallasse tuttavia fatto ci darà molta assistenza. Possiamo arguire soltanto che probabilmente la stessa legge tiene per tantissime sfere, benchè sia abbastanza determinato che non tiene indefinitamente. Per più luce sull'oggetto dobbiamo fare ricorso ai movimenti adeguati. Le ultime parole di astronomia a questo proposito possono brevemente essere ricapitolate. In generale, non c'è nessuna stella a riposo. Ciascuno sta muovendosi attraverso spazio con velocità che differisce notevolmente con differenti stelle, ma è quasi sempre rapido, effettivamente, una volta misurato affatto dal campione a cui siamo abituati. Lento e fermarsi, effettivamente, è quella stella che non fa più di un miglio un il secondo. Con due o tre eccezioni, dove l'attrazione di un compagno entra, il movimento di ogni stella, per quanto ancora risoluto, avviene in una linea retta. Nel relativo movimento esterno il corpo di volo devia nè al di destra nè di sinistra. È sicuro dire che, se della deviazione è di avvenire, migliaia di anni saranno richieste affinchè i nostri osservatori terrestri lo riconoscano.