Il principio di associazione, come ogni sa, coinvolge che ogni volta che due cose sono state associate sufficiente insieme, il suggerimento di uno di loro alla mente immediatamente solleverà un suggerimento dell'altro. È nella virtù di questo principio che la lingua, come così la denominiamo, esiste affatto, dato che l'essenza della lingua consiste, come ho detto forse già troppo spesso, nella fissità con cui determinate idee sono collegate invariabilmente con determinati simboli. Ma questo essere così, è duro vedere come possiamo negare che gli animali più bassi possiedono i germi altamente di un maleducato e non specializzato, ma ancora lingua allineare, a meno che inoltre neghiamo che hanno tutte le idee affatto; e questo che mi riunisco è che cosa il professor Max Muller in un senso calmo piuttosto desidera fare. Così dice, “è abbastanza facile da indicare che gli animali comunicano, ma questo è un fatto quale non è stato contestato mai. I cani che ringhiano e scortecciano il permesso senza dubbio nelle menti di altri cani o gatti, o persino dell'uomo, di che cosa significano, ma ringhiando e scortecciando non sono lingua, né persino contengono gli elementi della lingua.„ {18}
Osservo che il professore dice che gli animali comunicano senza dire che cosa è che comunicano. Credo questo per essere perché se dicesse che gli animali più bassi comunicano le loro idee, questo sarebbe stato di ammettere che hanno idee; in caso affermativo e se, mentre presentano ogni apparenza di fare, possono ricordarsi, riflettere su, modificare queste idee secondo i dintorni modificati e interscambiarli tra loro, come è possibile rifiutare loro i germi di pensiero, della lingua e del motivo--per non dire molto più dei germi? Sembra a me quella che non conosce che altro per dire che gli animali abbiano comunicato se non fosse idee e non conoscente che disordine non potrebbe entrare se ammettesse che hanno avuti idee affatto, lui lo ha pensato più sicuro di omettere il suo caso di accusativo complessivamente.
Che ringhiare e scortecciare non possono essere denominati una lingua molto altamente specializzata va da sè; , tuttavia, così tanto sono differenziati nel carattere, secondo le circostanze, che dispongono la a il considerevole numero dei simboli all'ordine dell'animale e lui attacca invariabilmente lo stesso simbolo alla stessa idea. Un gatto non fa le fusa mai quando è arrabbiata, né sputa quando è piacevole. Quando lucida affettuoso la sua testa contro qualunque è il suo simbolo per dire che è molto affettuosa di lui e prevede e solitamente ritrovamenti che sia capito. Se vede la sua padrona sollevare la sua mano come se per fingere di colpirla, conosca che sia invariabilmente il simbolo i suoi addetti della padrona all'idea di invio lei via e poichè tale lei la accetta. Ammesso che i simboli in uso fra gli animali più bassi sono meno e meno altamente differenziato che nel caso di tutta la lingua umana conosciuta e quindi che la lingua animale è incomparabile meno sottile e meno capace di espressione delle tonalità fragili del significato che le nostri proprie, questi le differenze sono tuttavia soltanto quelle che esistono fra la lingua fortemente sviluppata ed inchoate; non coinvolgono quelle che distinguano la lingua da nessuna lingua. Sono le differenze fra il protoplasma non differenziato dell'ameba e la nostra propria organizzazione complessa; non sono le differenze fra vita e nessuna vita. Nella lingua animale tanto quanto in essere umano là è una mente che usa intenzionalmente un simbolo accettato da un'altra mente come allegato invariabilmente ad una determinata idea, per produrre quell'idea nella mente che è voluto per interessare--brevemente, ci è un sayer, un sayee e un simbolo convenuto applicato designedly. Il nostro proprio discorso è vertebrated ed articolato per mezzo dei nomi, dei verbi e delle regole di grammatica. Il discorso del cane è invertebrato, ma non vedo come è possibile negare che possiede tutti gli elementi essenziali della lingua.
Il principio di associazione, come ogni sa, coinvolge che ogni volta che due cose sono state associate sufficiente insieme, il suggerimento di uno di loro alla mente immediatamente solleverà un suggerimento dell'altro. È nella virtù di questo principio che la lingua, come così la denominiamo, esiste affatto, dato che l'essenza della lingua consiste, come ho detto forse già troppo spesso, nella fissità con cui determinate idee sono collegate invariabilmente con determinati simboli. Ma questo essere così, è duro vedere come possiamo negare che gli animali più bassi possiedono i germi altamente di un maleducato e non specializzato, ma ancora lingua allineare, a meno che inoltre neghiamo che hanno tutte le idee affatto; e questo che mi riunisco è che cosa il professor Max Muller in un senso calmo piuttosto desidera fare. Così dice, “è abbastanza facile da indicare che gli animali comunicano, ma questo è un fatto quale non è stato contestato mai. I cani che ringhiano e scortecciano il permesso senza dubbio nelle menti di altri cani o gatti, o persino dell'uomo, di che cosa significano, ma ringhiando e scortecciando non sono lingua, né persino contengono gli elementi della lingua.„ {18}
Osservo che il professore dice che gli animali comunicano senza dire che cosa è che comunicano. Credo questo per essere perché se dicesse che gli animali più bassi comunicano le loro idee, questo sarebbe stato di ammettere che hanno idee; in caso affermativo e se, mentre presentano ogni apparenza di fare, possono ricordarsi, riflettere su, modificare queste idee secondo i dintorni modificati e interscambiarli tra loro, come è possibile rifiutare loro i germi di pensiero, della lingua e del motivo--per non dire molto più dei germi? Sembra a me quella che non conosce che altro per dire che gli animali abbiano comunicato se non fosse idee e non conoscente che disordine non potrebbe entrare se ammettesse che hanno avuti idee affatto, lui lo ha pensato più sicuro di omettere il suo caso di accusativo complessivamente.
Che ringhiare e scortecciare non possono essere denominati una lingua molto altamente specializzata va da sè; , tuttavia, così tanto sono differenziati nel carattere, secondo le circostanze, che dispongono la a il considerevole numero dei simboli all'ordine dell'animale e lui attacca invariabilmente lo stesso simbolo alla stessa idea. Un gatto non fa le fusa mai quando è arrabbiata, né sputa quando è piacevole. Quando lucida affettuoso la sua testa contro qualunque è il suo simbolo per dire che è molto affettuosa di lui e prevede e solitamente ritrovamenti che sia capito. Se vede la sua padrona sollevare la sua mano come se per fingere di colpirla, conosca che sia invariabilmente il simbolo i suoi addetti della padrona all'idea di invio lei via e poichè tale lei la accetta. Ammesso che i simboli in uso fra gli animali più bassi sono meno e meno altamente differenziato che nel caso di tutta la lingua umana conosciuta e quindi che la lingua animale è incomparabile meno sottile e meno capace di espressione delle tonalità fragili del significato che le nostri proprie, questi le differenze sono tuttavia soltanto quelle che esistono fra la lingua fortemente sviluppata ed inchoate; non coinvolgono quelle che distinguano la lingua da nessuna lingua. Sono le differenze fra il protoplasma non differenziato dell'ameba e la nostra propria organizzazione complessa; non sono le differenze fra vita e nessuna vita. Nella lingua animale tanto quanto in essere umano là è una mente che usa intenzionalmente un simbolo accettato da un'altra mente come allegato invariabilmente ad una determinata idea, per produrre quell'idea nella mente che è voluto per interessare--brevemente, ci è un sayer, un sayee e un simbolo convenuto applicato designedly. Il nostro proprio discorso è vertebrated ed articolato per mezzo dei nomi, dei verbi e delle regole di grammatica. Il discorso del cane è invertebrato, ma non vedo come è possibile negare che possiede tutti gli elementi essenziali della lingua.