La domanda, allora, che cosa sono gli elementi essenziali, la presenza di cui costituisce la lingua, mentre le loro negazioni di assenza esso complessivamente, noi trovano che il professor Max Muller le limita all'uso delle parole articolate grammaticali che possiamo scrivere o dire e nega che qualche cosa può essere denominato lingua a meno che possa essere scritto o parlato nelle parole e nelle frasi articolate. Inoltre nega che possiamo pensare affatto a meno che agiamo in tal modo nelle parole; cioè, nelle frasi con i verbi ed i nomi. Effettivamente va per quanto dire sulla sua titolo-pagina che non ci può essere motivo--quale immagino viene al molto la stessa cosa del pensiero--senza lingua e nessuna lingua senza motivo.

Contro l'asserzione che non ci può essere lingua allineare senza motivo io non ha niente dire. Ma quando il professore dice che non ci può essere motivo, o il pensiero, senza lingua, i suoi avversari si contende, poichè sembra a me, con maggior forza, quel pensiero, benchè infinitamente aiutato, esteso e reso definito con l'invenzione delle parole, tuttavia esistente così completamente quanto a non merita altre migliaia nome, se non milioni di anni prima delle parole avévano preso parte esso affatto. Le parole, dicono, sono un'invenzione comparativamente recente, per l'espressione più completa di qualcosa che sia stato già in atto.

Bambini, sollecitano spesso, sono evidentemente pensanti e ragionanti, benchè possano nè pensare nè parlare nelle parole. Se mi chiedete di definire il motivo, rispondo a come prima che questo può non di più non essere fatto che il pensiero, la verità o il movimento può essere definito. Chi ha risposto alla domanda, “che cosa è la verità?„ L'uomo non può vedere il dio e vivere. Non possiamo andare finora indietro su noi stessi quanto a insidiamo i nostri propri fondamenti; se proviamo a fare traballiamo e perdiamo quello molto motivo circa cui proviamo inutile a ragionare. Se lasciamo i fondamenti essere, sappiamo abbastanza bene che sono là e possiamo costruire su loro in tutta la sicurezza. Non possiamo, quindi, definire il motivo né la greppia, baracca e limitarli all'interno di un così-lontano-shalt-thou-andare-e-nessun-ulteriormente. Chi può definire il calore o freddo, o notte o il giorno? Tuttavia, a condizione che teniamo velocemente da consenso corrente, le nostre probabilità dell'errore per vogliono di migliore la definizione è così piccola che nessuna persona ragionevole le considererà. Nello stesso modo, se teniamo da consenso corrente o buonsenso, che è la stessa cosa, circa motivo, non troveremo il volere di una definizione accademica più posteriore noi da una conclusione ragionevole. Che infermiera o madre dubiterà che il suo bambino infantile può ragionare entro i limiti della relativa propria esperienza, molto prima che possa formulare il relativo motivo nel pensiero articolato espresso? Se lo sviluppo di qualunque animale dato è, come i nostri avversari essi stessi ammettono, un epitome della storia del relativo intero sviluppo anteriore, certamente il fatto che il discorso è una realizzazione acquistata dopo che la nascita così artificialmente che bambini che sono andato selvaggi nel legno la perde se la abbiano imparata mai, punti antenati alla conclusione del quell'uomo imparati soltanto per esprimersi nella lingua articolata alla a periodo comparativamente recente. Ammesso che imparano pensare continuamente e motivo sempre più completamente per agire in tal modo, il buonsenso ci permetterà di supporre che potrebbero nè pensare nè motivo affatto finchè potrebbero trasportare le loro idee nelle parole?