Locke era intellectualist in Inghilterra di questo periodo quanto era Cartesio in Francia. Parla di spirito come combinazione delle idee in una varietà gradevole, che colpisce l'immaginazione, mentre l'intelletto o il giudizio cerca per le differenze secondo la verità. Lo spirito, allora, consiste di qualcosa che sia per niente conforme alla verità ed al motivo. Per Shaftesbury, il gusto è un senso o un istinto del bello, di ordine e della proporzione, identico con il senso morale e con i relativi “preconcetti„ che prevedono il riconoscimento di motivo. Il corpo, lo spirito ed il dio sono i tre gradi di bellezza. Francis Hutcheson è continuato da Shaftesbury ed ha avuto popolare “significato interno di bellezza, che si trova in qualche luogo fra sensualità e la razionalità ed è occupato con la discussione l'unità nella varietà, l'accordo nella molteplicità e dell'allineare, il buon ed il bello nella loro identità notevole.„ Hutcheson ha alleato il piacere di arte con questo senso, cioè, con il piacere di imitazione e della somiglianza della copia all'originale. Ciò che ha considerato As bellezza relativa, essere distinto da bellezza assoluta. La stessa vista domina i produttori inglesi dello XVIIIesimo secolo, où possono essere Reid accennato, la testa della scuola scozzese ed Adam Smith.

Con vigore filosofico ben maggior, Leibniz in Germania ha aperto il portello a quella folla dei fatti psichici che il intellectualism cartesiano aveva rifiutato con l'orrore. La sua concezione della realtà come _continuous_ (saltus_ non facit di _natura) ha lasciato la stanza per l'immaginazione, il gusto e loro congeners. Leibniz ha creduto che la scala di ascensione dall'più umile al dio. Che cosa ora chiamiamo i fatti estetici allora sono stati identificati con che Cartesio e Leibniz aveva chiamato la conoscenza “sconcertante„, che potrebbe diventare “chiara,„ ma non distinto. Potrebbe sembrare che quando ha applicato questa terminologia ai fatti estetici, Leibniz avesse riconosciuto la loro essenza particolare, come essendo nè sensuale nè intellettuale. Non sono sensuali per lui, perché hanno loro propri “chiarezza,„ differendo dal piacere e dall'emozione sensuale e “dal distinctio intellettuale.„ Ma la legge Leibnitzian di continuità e di intellectualism non ha fatto permesso di una tal interpretazione. L'oscurità e la chiarezza sono qui essere capite come gradi quantitativi di una forma del _single_ di conoscenza, il distinto o intellettuale, verso cui sia tendono che raggiungono ad un grado superiore. Benchè il giudice degli artisti con le percezioni confuse, che sono chiare ma non distinte, questi possa ancora essere corretto e si riveli fondato da conoscenza intellective. L'intelletto chiaramente e conosce distintamente la cosa che l'immaginazione conosce confuso ma chiaramente. Questa vista di Leibniz ammonta a dire che la realizzazione di un'opera d'arte può essere perfezionata intellettuale determinando il relativo concetto. Così Leibniz ha sostenuto che ci era soltanto una forma allineare di conoscenza e che tutte le altre forme potrebbero raggiungere soltanto la perfezione in quanto. La sua “chiarezza„ non è a differenza specifica; è soltanto un'anticipazione parziale di suo “distinzione intellective.„ Per presupporre questo grado è un successo importante, ma la vista di Leibniz non è fondamentalmente differente da quella dei creatori delle parole e delle intuizioni già studiate. Tutti hanno contribuito per attrarre l'attenzione alla caratteristica dei fatti estetici.