Niente dimostra più chiaro che la rinascita non ha superato i limiti della teoria estetica raggiunti nell'antichità, che il fatto che la teoria pedagogica di arte continuata per prevalere, di fronte a le traduzioni del _Poetics_ di Aristotle e dei lavori diffusi hanno consumato su quel lavoro. Questa teoria persino è stata innestata sul _Poetics_, in cui si è sorpreso trovarlo. Ci sono alcuni edonisti che si levano in piedi fuori dalla tendenza generale dell'opinione. La riaffermazione della posizione pedagogica, di rinforzo con gli esempi fatti dall'antichità, è stata diffusa durante Europa dagli italiani della rinascita. La Francia, la Spagna, l'Inghilterra e la Germania ha ritenuto la relativa influenza e noi trovano i produttori del periodo di Louis XIV. l'uno o l'altro franco didattico, come Le Bossu (1675), per quale il primo oggetto del poeta è di insegnare a, o con La Menardiere (1640) che parla della poesia come “avec agreable la douceur du langage dei preceptes del DES del gravite della La del mele di qui di scienza di cette.„ Per il precedente di questi critici, il homer era l'autore di due manuali didattici concernente gli argomenti militari e politici: il _Iliad_ e _Odyssey_.
Il Didacticism è stato considerato sempre come l'poetico del Rinascita, anche se il didattico non è accennato fra i generi di poesia di quel periodo. Il motivo di questo si trova nel fatto che per la rinascita tutta la poesia era didattica, oltre che tutte le altre qualità che potrebbe possedere. Discussione attiva sulla teoria poetica, sulla critica di Aristotle e dell'esclusione del Platone di poesia, del possibile e del verisimilar, se non fornisse molto materiale originale alla teoria di arte, tuttavia ad ogni modo ha seminato i semi che in seguito hanno germinato e la frutta del foro. Perché, ha chiesto con Aristotle, alla rinascita, la poesia si occupa dell'universale, la storia con il particolare? Che cosa è il motivo per la poesia che è obbligata a cercare verosimiglianza? Che cosa Raphael significa “dalla determinata idea,„ che segue nella sua pittura?
Questi temi ed altri cognate sono stati trattati con da italiano e vicino Produttori spagnoli, che rivelano occasionalmente le acume meravigliose, come quando Francesco Patrizio, criticante teoria del Aristotle di imitazione, osservazioni: “Tutte le lingue e tutte le scritture filosofiche e tutte le altre scritture sarebbero la poesia, perché sono fatte delle parole e le parole sono imitazioni.„ Ma finora nessuno osati seguono un tal indizio al il labirinto e la rinascita si chiude con il senso di un mistero ancora essere rivelato.
III
DICIASSETTESIMI E DICIOTTESIMI SECOLI
Il diciassettesimo secolo è notevole per il fermento di pensiero su questo problema difficile. Tali parole come il genio, il gusto, l'immaginazione o l'immaginazione e ritenere, compaiono in questa letteratura e meritano un avviso di passaggio. Per quanto riguarda la parola “genio,„ troviamo “il ingegno„ italiano opposta a all'intelletto e la dialettica ornata con gli attributi degli ultimi, mentre la retorica presenta il vantaggio “del ingegno„ in tutte le relative forme, quali “il concetti„ e “il acutezze.„ Con questi la parola inglese ingegnosa ha un collegamento evidente, particolarmente nel relativo uso più a breve termine per gli uomini delle lettere. Il francese ha lavorato sulla parola “ingegno„ ed ha evoluto da esso in varie associazioni le espressioni “esprit,„ “beaux Esprits.„ Il manuale della gesuita spagnola, Baltasar Gracian, è stato celebrato durante Europa e qui troviamo “il ingegno„ descritto come la facoltà vero inventiva e da esso la parola inglese “genio,„ “il genio italiano,„ “i genii francesi,„ in primo luogo prendpartee ad uso generale.
Niente dimostra più chiaro che la rinascita non ha superato i limiti della teoria estetica raggiunti nell'antichità, che il fatto che la teoria pedagogica di arte continuata per prevalere, di fronte a le traduzioni del _Poetics_ di Aristotle e dei lavori diffusi hanno consumato su quel lavoro. Questa teoria persino è stata innestata sul _Poetics_, in cui si è sorpreso trovarlo. Ci sono alcuni edonisti che si levano in piedi fuori dalla tendenza generale dell'opinione. La riaffermazione della posizione pedagogica, di rinforzo con gli esempi fatti dall'antichità, è stata diffusa durante Europa dagli italiani della rinascita. La Francia, la Spagna, l'Inghilterra e la Germania ha ritenuto la relativa influenza e noi trovano i produttori del periodo di Louis XIV. l'uno o l'altro franco didattico, come Le Bossu (1675), per quale il primo oggetto del poeta è di insegnare a, o con La Menardiere (1640) che parla della poesia come “avec agreable la douceur du langage dei preceptes del DES del gravite della La del mele di qui di scienza di cette.„ Per il precedente di questi critici, il homer era l'autore di due manuali didattici concernente gli argomenti militari e politici: il _Iliad_ e _Odyssey_.
Il Didacticism è stato considerato sempre come l'poetico del Rinascita, anche se il didattico non è accennato fra i generi di poesia di quel periodo. Il motivo di questo si trova nel fatto che per la rinascita tutta la poesia era didattica, oltre che tutte le altre qualità che potrebbe possedere. Discussione attiva sulla teoria poetica, sulla critica di Aristotle e dell'esclusione del Platone di poesia, del possibile e del verisimilar, se non fornisse molto materiale originale alla teoria di arte, tuttavia ad ogni modo ha seminato i semi che in seguito hanno germinato e la frutta del foro. Perché, ha chiesto con Aristotle, alla rinascita, la poesia si occupa dell'universale, la storia con il particolare? Che cosa è il motivo per la poesia che è obbligata a cercare verosimiglianza? Che cosa Raphael significa “dalla determinata idea,„ che segue nella sua pittura?
Questi temi ed altri cognate sono stati trattati con da italiano e vicino Produttori spagnoli, che rivelano occasionalmente le acume meravigliose, come quando Francesco Patrizio, criticante teoria del Aristotle di imitazione, osservazioni: “Tutte le lingue e tutte le scritture filosofiche e tutte le altre scritture sarebbero la poesia, perché sono fatte delle parole e le parole sono imitazioni.„ Ma finora nessuno osati seguono un tal indizio al il labirinto e la rinascita si chiude con il senso di un mistero ancora essere rivelato.
III
DICIASSETTESIMI E DICIOTTESIMI SECOLI
Il diciassettesimo secolo è notevole per il fermento di pensiero su questo problema difficile. Tali parole come il genio, il gusto, l'immaginazione o l'immaginazione e ritenere, compaiono in questa letteratura e meritano un avviso di passaggio. Per quanto riguarda la parola “genio,„ troviamo “il ingegno„ italiano opposta a all'intelletto e la dialettica ornata con gli attributi degli ultimi, mentre la retorica presenta il vantaggio “del ingegno„ in tutte le relative forme, quali “il concetti„ e “il acutezze.„ Con questi la parola inglese ingegnosa ha un collegamento evidente, particolarmente nel relativo uso più a breve termine per gli uomini delle lettere. Il francese ha lavorato sulla parola “ingegno„ ed ha evoluto da esso in varie associazioni le espressioni “esprit,„ “beaux Esprits.„ Il manuale della gesuita spagnola, Baltasar Gracian, è stato celebrato durante Europa e qui troviamo “il ingegno„ descritto come la facoltà vero inventiva e da esso la parola inglese “genio,„ “il genio italiano,„ “i genii francesi,„ in primo luogo prendpartee ad uso generale.