[Sidenote] giudizio _Aesthetic e la lingua di modello. _
La ricerca di un language_ del _model, o di un metodo di riduzione l'uso linguistico a _unity_, risulta dall'idea sbagliata della a misura rationalistic del bello, dal concetto che abbiamo chiamato quello di absoluteness estetico falso. In Italia, denominiamo questo problema che del _unity del language_.
La lingua è creazione perpetua. Che cosa è stato espresso linguisticamente non può essere ripetuto, salvo dalla riproduzione di che cosa già è stato prodotto. Le mai-nuove impressioni provocano i cambiamenti continui dei suoni e dei significati, cioè, alle mai-nuove espressioni. Per cercare la lingua di modello, allora, è di cercare l'immobilità di movimento. Ogni parla e dovrebbe parlare, secondo gli echi che le cose destano nella sua anima, cioè, secondo le sue impressioni. Non è senza ragione per cui il sostenitore convinto di qualunque delle soluzioni del problema dell'unità della lingua (sia mediante l'uso di Latino, dell'italiano di quattordicesimo-secolo, o di fiorentino) ritiene un repugnance nell'applicazione della sua teoria, quando sta parlando per comunicare i suoi pensieri e farsi capito. Il motivo per questo è che ritiene che era lui per sostituire il Latino, italiano di quattordicesimo-secolo, o discorso fiorentino per quello di un'origine differente, ma che risponde a alle sue impressioni, stava falsificando gli ultimi. Diventerebbe un ascoltatore inutile a sè, anziché un altoparlante, un pedant al posto di un uomo serio, un histrion anziché una persona sincera. Per scrivere secondo una teoria non è realmente di scrivere: al massimo, _making literature_.
La domanda dell'unità della lingua è sempre riapparire, perché, messa poichè è, là può essere soluzione ad esso, a causa del relativo che è basato su una concezione falsa di che cosa la lingua è. La lingua non è un arsenale delle armi pronte e non è _vocabulary_, che, finchè è pensato a come progressivo ed in uso vivente, sia sempre un cimitero, contenendo i cadaveri più o meno pozzo imbalsamato, cioè, a accumulazione delle astrazioni.
Il nostro modo di risoluzione della domanda della lingua di modello, o dell'unità della lingua, può sembrare in qualche modo brusco, ma non desidereremmo comparire al contrario che rispettosi verso la lunga fila di uomini letterari che hanno dibattuto questo problema in Italia per i secoli. Ma quei dibattiti ardenti erano, in basso, dibattiti sul aestheticity, non su scienza estetica, su letteratura piuttosto che sulla teoria letteraria, su efficace parlare e scrivere, non sulla scienza linguistica. Il loro errore è consistito nella trasformazione della manifestazione di un volere in una tesi scientifica, l'esigenza di comprensione dell'uno un altro più facilmente in una gente divisa dialettico, nella ricerca filosofica di una lingua, che dovrebbe essere una o ideale. Una tal ricerca era irragionevole quanto che altra ricerca di un language_ _universal, con immobilità del concetto e dell'astrazione. L'esigenza sociale di migliore comprensione di una un altro non può essere satisfied salvo da coltura universale, tramite l'aumento delle comunicazioni e tramite lo scambio di pensiero fra gli uomini.
_Conclusion [di Sidenote]. _
Queste osservazioni devono bastare indicare che tutti i problemi scientifici di linguistico sono gli stessi di quelli di estetico e che le verità e gli errori di quello sono le verità e gli errori dell'altro. Se Linguistico ed estetico sembrano essere due scienze differenti, questa presenta dal fatto che la gente pensa al precedente come grammatica, o come miscela fra filosofia e la grammatica, cioè, uno schema mnemonico arbitrario. Non pensano esso come scienza razionale e come filosofia pura di discorso. La grammatica, o qualche cosa di grammaticale, inoltre causa il pregiudizio nelle menti della gente, in che la realtà della lingua si trova parole isolate e combinabili, non nel discorso vivente fra gli organismi espressivi, razionale indivisibili.
[Sidenote] giudizio _Aesthetic e la lingua di modello. _
La ricerca di un language_ del _model, o di un metodo di riduzione l'uso linguistico a _unity_, risulta dall'idea sbagliata della a misura rationalistic del bello, dal concetto che abbiamo chiamato quello di absoluteness estetico falso. In Italia, denominiamo questo problema che del _unity del language_.
La lingua è creazione perpetua. Che cosa è stato espresso linguisticamente non può essere ripetuto, salvo dalla riproduzione di che cosa già è stato prodotto. Le mai-nuove impressioni provocano i cambiamenti continui dei suoni e dei significati, cioè, alle mai-nuove espressioni. Per cercare la lingua di modello, allora, è di cercare l'immobilità di movimento. Ogni parla e dovrebbe parlare, secondo gli echi che le cose destano nella sua anima, cioè, secondo le sue impressioni. Non è senza ragione per cui il sostenitore convinto di qualunque delle soluzioni del problema dell'unità della lingua (sia mediante l'uso di Latino, dell'italiano di quattordicesimo-secolo, o di fiorentino) ritiene un repugnance nell'applicazione della sua teoria, quando sta parlando per comunicare i suoi pensieri e farsi capito. Il motivo per questo è che ritiene che era lui per sostituire il Latino, italiano di quattordicesimo-secolo, o discorso fiorentino per quello di un'origine differente, ma che risponde a alle sue impressioni, stava falsificando gli ultimi. Diventerebbe un ascoltatore inutile a sè, anziché un altoparlante, un pedant al posto di un uomo serio, un histrion anziché una persona sincera. Per scrivere secondo una teoria non è realmente di scrivere: al massimo, _making literature_.
La domanda dell'unità della lingua è sempre riapparire, perché, messa poichè è, là può essere soluzione ad esso, a causa del relativo che è basato su una concezione falsa di che cosa la lingua è. La lingua non è un arsenale delle armi pronte e non è _vocabulary_, che, finchè è pensato a come progressivo ed in uso vivente, sia sempre un cimitero, contenendo i cadaveri più o meno pozzo imbalsamato, cioè, a accumulazione delle astrazioni.
Il nostro modo di risoluzione della domanda della lingua di modello, o dell'unità della lingua, può sembrare in qualche modo brusco, ma non desidereremmo comparire al contrario che rispettosi verso la lunga fila di uomini letterari che hanno dibattuto questo problema in Italia per i secoli. Ma quei dibattiti ardenti erano, in basso, dibattiti sul aestheticity, non su scienza estetica, su letteratura piuttosto che sulla teoria letteraria, su efficace parlare e scrivere, non sulla scienza linguistica. Il loro errore è consistito nella trasformazione della manifestazione di un volere in una tesi scientifica, l'esigenza di comprensione dell'uno un altro più facilmente in una gente divisa dialettico, nella ricerca filosofica di una lingua, che dovrebbe essere una o ideale. Una tal ricerca era irragionevole quanto che altra ricerca di un language_ _universal, con immobilità del concetto e dell'astrazione. L'esigenza sociale di migliore comprensione di una un altro non può essere satisfied salvo da coltura universale, tramite l'aumento delle comunicazioni e tramite lo scambio di pensiero fra gli uomini.
_Conclusion [di Sidenote]. _
Queste osservazioni devono bastare indicare che tutti i problemi scientifici di linguistico sono gli stessi di quelli di estetico e che le verità e gli errori di quello sono le verità e gli errori dell'altro. Se Linguistico ed estetico sembrano essere due scienze differenti, questa presenta dal fatto che la gente pensa al precedente come grammatica, o come miscela fra filosofia e la grammatica, cioè, uno schema mnemonico arbitrario. Non pensano esso come scienza razionale e come filosofia pura di discorso. La grammatica, o qualche cosa di grammaticale, inoltre causa il pregiudizio nelle menti della gente, in che la realtà della lingua si trova parole isolate e combinabili, non nel discorso vivente fra gli organismi espressivi, razionale indivisibili.