Se, allora, il concetto di progresso, il punto di vista, il test di verifica, è inevitabile, il meglio da fare non è di provare e fuoriuscire da loro, ma ottenere il migliore. Tutto tenta seriamente e laborioso d'ottenere questa estremità, quando forma le sue proprie convinzioni. Gli storici che professano desiderare consultare i fatti, senza aggiungere qualche cosa dei loro propri a loro, non devono essere ritenuti. Ciò, al massimo, è il risultato di ingenuousness e dell'illusione sulla loro parte: aggiungeranno sempre che cosa hanno di personale, se sono allineare storici, benchè sia senza conoscerlo, o crederanno che fuoriescano agire in tal modo, solo perché si sono riferito dall'insinuazione, che è l'insinuazione e penetrative dei metodi.

_Non-existence [di Sidenote] di una linea unica di progresso nella storia artistica e letteraria. _

La storia artistica e letteraria non può erogare facilmente con il test di verifica di progresso altro che l'altra storia. Non possiamo mostrare che cosa un'opera d'arte data è, salvo continuando da una concezione di arte, per riparare il problema artistico quale l'autore di tale opera d'arte ha dovuto risolvere e determinando da se o nessun lo ha risolto, o da quanto ed in che senso non è riuscito a agire in tal modo. Ma è importante notare che il test di verifica di progresso assume una forma differente nella storia artistica e letteraria a quella che presuppone (o è creduto per presupporre) nella storia di scienza.

L'intera storia di conoscenza può essere rappresentata da una singola linea di progresso e regredire. La scienza è l'universale ed i relativi problemi sono organizzati in un singolo sistema ampio, o nel problema complesso. Tutti i pensatori si stancano sopra lo stesso problema quanto alla natura della realtà e di conoscenza: filosofi greci contemplativi e degli indiani, cristiani e musulmani, teste nude e teste con i turbanti, teste wigged e teste con il berretta nero (come Heine ha detto); e le generazioni future si stancheranno con esso, come il nostro hanno fatto. Prenderebbe troppo lungamente per domandare qui se questo è allineare o non di scienza. Ma non è certamente vero per arte; l'arte è intuizione e l'intuizione è individualità e l'individualità non è ripetuta mai. Per immaginare la storia della produzione artistica della razza umana come diventata seguendo una singola linea di progresso e regredire, quindi sarebbero complessivamente errati.

Al massimo e funzionando in parte con le generalizzazioni e le astrazioni, può essere ammesso che la storia dei prodotti estetici mostra i cicli progressivi, ma ogni ciclo ha relativo proprio problema ed è progressivo soltanto per quanto riguarda quel problema. Quando molti sono sul lavoro sul medesimo argomento, senza riuscire a dare esso la forma adatta, tuttavia illustrazione sempre più quasi ad esso, sarebbe il progresso. Quando che dà esso la forma definita compare, il ciclo sarebbe completo, il progresso si è concluso. Un esempio tipico di questo sarebbe progredire nell'elaborazione del modo di usando il tema del chivalry, durante la rinascita italiana, da Pulci a Ariosto. (Se questo caso be è usato, l'eccessiva semplificazione di esso deve essere scusata.) Niente ma la ripetizione e l'imitazione hanno potuto essere il risultato di uso del quello lo stesso materiale dopo Ariosto. Il risultato era ripetizione o d'imitazione, la diminuzione o esagerazione, guastare di che cosa già era stato realizzato; nella somma, decadenza. Il epigoni di Ariostesque dimostra questo. Il progresso comincia con l'inizio di nuovo ciclo. Cervantes, con il suoi più aperti e l'ironia cosciente, è un caso di questo. In che cosa la decadenza generale di letteratura italiana alla conclusione del sedicesimo secolo è consistito? Semplicemente nell'non avere niente più dire e nella ripetizione e nell'esagerazione dei motivi già ha trovato. Se gli italiani di questo periodo persino possano esprimere la loro propria decadenza, non sarebbero stati complessivamente guasti, ma hanno preveduto il movimento letterario della rinascita. Dove il tema non è lo stesso, un ciclo progressivo non esiste. Shakespeare non rappresenta un progresso per quanto riguarda Dante, né Goethe per quanto riguarda Shakespeare. Dante, tuttavia, rappresenta un progresso per quanto riguarda i visionari dei Medio Evo, Shakespeare ai drammaturghi elisabettiani, Goethe, con _Werther_ e la prima parte di _Faust_, per quanto riguarda i produttori del und Drang_ del _Sturm. Questo modo di presentazione della storia della poesia e dell'arte contiene, tuttavia, come abbiamo rilevato, qualcosa dell'estratto, di soltanto pratico ed è senza valore filosofico rigoroso. Non solo non è l'arte dei selvaggi inferiore, come arte, a quella della gente civilizzata, se è correlativa alle impressioni del selvaggio; ma ogni individuo, effettivamente ogni momento della vita spiritosa di un individuo, ha relativo mondo artistico; e tutti quei mondi sono, artisticamente, incomparabile tra loro.