Il problema dell'origine di arte, capita storicamente, è giustificato soltanto quando è proposto per cercare, non per la formazione della funzione, ma dove e quando l'arte è comparso per la prima volta (comparso, cioè, in un modo notevole), a che punto o in che regione del globo ed a che punto o epoca della relativa storia; quando, cioè, non l'origine di arte, ma la relativa maggior parte della storia antica o primitiva, è l'oggetto della ricerca. Questo problema forma uno con quello dell'apparenza della civilizzazione umana sulla terra. I dati per la relativa soluzione certamente stanno volendo, ma tuttavia rimane la possibilità astratta e certamente i tentativi e le ipotesi per la relativa soluzione abbondano.

[Sidenote] _History ed il test di verifica di progresso. _

Ogni forma di storia dell'umanità ha il concetto di _progress_ per fondamento. Ma tramite progresso non deve essere capito il _law immaginario e metafisico di progress_, che dovrebbe condurre le generazioni di uomo con forza irresistibile ad un certo destino sconosciuto, secondo la a programma providential che possiamo divine e capire logicamente. A la legge presunta di questa specie è la negazione della storia in se, di quel accidentality, quel empiricity, che contingenza, che distinguono il fatto concreto dall'astrazione. E per lo stesso motivo, il progresso ha niente a che fare con il cosiddetto _law di evolution_. Se la media di sviluppo il fatto concreto della realtà che si evolve (cioè che è la realtà), esso non è una legge. Se, da un lato, è una legge, esso è confuso con la legge di progresso nel senso descritto appena. Il progresso di cui parliamo qui, è niente ma il _concept del itself_ di attività umana, che, funzionante sul materiale assicurato esso dalla natura, conquista gli ostacoli e piega la natura alla relativa propria estremità.

Tale concezione di progresso, cioè, di attività umana applicata ad un materiale dato, è il _point di view_ dello storico di umanità. Nessuno ma un collettore puro dei fatti esterni, un cercatore semplice, o un chronicler incoerente, possono un la più piccola descrizione dei documenti legali umani, a meno che abbia un punto di vista definito, cioè, una convinzione personale intima per quanto riguarda la concezione dei fatti che ha deciso riferire. L'opera d'arte storica non può essere realizzato fra la massa confusa e divergente dei fatti grezzi, salvo per mezzo di questo punto di vista, che permette di intagliare una figura definita dal Massachusetts di massima ed incoerente quello. Lo storico di un'azione pratica dovrebbe conoscere che cosa è l'economia ed i che moralità; lo storico di matematica, che cosa sono matematica; lo storico di botanica, che cosa è la botanica; lo storico di filosofia, che cosa è filosofia. Ma se realmente non conosce queste cose, deve almeno avere l'illusione di conoscerle; altrimenti non potrà mai ingannarsi che è la storia di scrittura.

Non possiamo fare ritardare qui dimostrare la necessità e l'inevitabilità di questo test di verifica soggettivo in ogni descrizione degli affari umani. Soltanto diremo che questo test di verifica è compatibile con il massimo l'obiettività, l'imparzialità e la scrupolosità trattando i dati ed effettivamente forma un elemento costitutivo di tale test di verifica soggettivo. Basta leggere tutto il libro della storia per scoprire immediatamente il punto di vista dell'autore, se è uno storico degno del nome e conosce il suo proprio commercio. Esiste liberale e reazionario, rationalist e storici cattolici, che si occupano della storia politica o sociale; per la storia di filosofia ci sono storici metafisici, empirici, scettici, idealist e spiritualist. Gli storici assolutamente storici non fanno e non possono esistere. Può essere detto che Thucydides e Polybius, Livy e Tacito, Machiavelli e Guicciardini, Giannone e Voltaire, erano senza morale e idee politiche; e, nel nostro tempo, Guizot o Thiers, Macaulay o Balbo, Ranke o Mommsen? E nella storia di filosofia, da Hegel, che era il primo per sollevarlo ad un grande altezza, a Ritter, Zeller, il cugino, Lewes ed il nostro Spaventa, era ci uno chi non ha posseduto la sua concezione di progresso ed il test di verifica di giudizio? È ci un singolo lavoro di tutto il valore nella storia di Estetico, che è stato scritto da questo o da quel punto di vista, con questo o quella polarizzazione (hegeliana o Herbartian), da un sensualist o da un punto di vista eclettico e così via? Se lo storico deve fuoriuscire dalla necessità inevitabile di presa del lato, deve trasformarsi in in a eunuch politico e scientifico; e la storia non è il commercio dei eunuchs. Al massimo sarebbero utili nella compilazione dei quei tomi grandi di erudizione non inutile, fracta_ del atque di _elumbis, che sono denominati, non senza motivo, monkish.