Da un lato, è evidente, che la ricerca storica, diretta per illuminare un'opera d'arte disponendoli in una posizione per giudicarla, da solo non basta per portarla alla nascita nel nostro spirito: avere un sapore e un'immaginazione addestrata e svegliata, è presupposta similarmente. La più grande erudizione storica può accompagnare un gusto in parte lordo o difettoso, un'immaginazione lumbering, o, poichè è espressa generalmente, un cuore freddo e duro, chiuso all'art. Quale è poco la malvagità? --grande erudizione e gusto difettoso, o buona ignoranza naturale grande e di gusto? La domanda è stata fatta spesso e forse sarà meglio da negare il relativo possibilità, perché una non può dire quale delle due malvagità sono di meno, o che cosa esattamente quei mezzi. L'uomo soltanto istruito non riesce mai dentro prendparteendo alla comunicazione con i grandi alcoolici e continu aare vagare per mai circa le corti esterne, le scale e le anticamere dei loro palazzi; ma il ignoramus dotato l'uno o l'altro passa dai capolavori che sono a lui inaccessibile, o invece di comprensione delle opere d'arte, mentre realmente sono, inventa altri, con la sua immaginazione. Ora, i lavori del precedente possono servire almeno a chiarire altri; ma l'ingegnosità degli ultimi rimane complessivamente sterile. Come, allora, possiamo non riuscire a preferire l'uomo istruito coscienzioso all'uomo inconcludente del talento, che non è realmente di talento, se si rassegna e finchè si rassegna, giungere a nessuna conclusione?

[Sidenote] storia _Literary ed artistica. La relativa distinzione da critica storica e da giudizio artistico. _

È necessario da distinguere esattamente la storia del _the, di arte e literature_ da quei lavori storici che usano le opere d'arte, ma per gli scopi estranei (quali la biografia, storia civile, religiosa e politica, ecc.) ed anche da erudizione storica, di cui l'oggetto è preparazione per la sintesi estetica della riproduzione.

La differenza fra la prima di questi è evidente. La storia di arte e di letteratura ha le opere d'arte essi stessi per l'oggetto principale; gli altri rami dello studio invitano e consultano le opere d'arte, ma soltanto come testimoni, da cui scoprire verità dei fatti che non sono estetici. La seconda differenza a cui ci siamo riferiti può sembrare meno profonda. Tuttavia, è molto grande. L'erudizione votata alla radura della rappresentazione ancora la comprensione delle opere d'arte, obiettivi alla fabbricazione compare semplicemente un determinato fatto interno, una riproduzione estetica. La storia artistica e letteraria, da un lato, non compare fino a tali la riproduzione è stata ottenuta. Richiede, quindi, avanzare i lavori. Come tutta la altra storia, il relativo oggetto è di registrare precisamente tali fatti come realmente hanno avvenuto, cioè, i fatti artistici e letterari. Un uomo che, dopo acquistante l'erudizione storica richiesta, si riproduce in sè ed assagia un'opera d'arte, può rimanere semplicemente un uomo del gusto, o esprimere al massimo la sua propria sensibilità, con un'esclamazione di bello o di brutto. Ciò non basta per la fabbricazione di uno storico di letteratura e dell'art. Ci è ulteriore bisogno che l'atto semplice della riproduzione be è seguito in lui da un secondo funzionamento interno. Che cosa è questo nuovo funzionamento? È, a sua volta, un'espressione: l'espressione della riproduzione; la descrizione storica, esposizione, o rappresentazione. Ci è questa differenza, allora, fra l'uomo del gusto e lo storico: il primo soltanto riproduce nel suo spirito l'opera d'arte; il secondo, dopo riproducente lo, lo rappresenta storicamente, così applicandosi ad esso quelle categorie da cui, come sappiamo, la storia è differenziata dalla storia artistica e letteraria pura di art. è, quindi, opera d'arte di _a storica fondata su uni o più impianti di art_.