_Critique [di Sidenote] di assolutismo (intellectualism) e di relativismo estetico. _

La spiegazione sopra dato di giudizio o della riproduzione estetico immediatamente afferma e nega la posizione dei absolutists e dei relativists, di quelli, cioè, che affermano e di coloro che nega l'esistenza di un gusto assoluto.

I absolutists, che affermano che possono giudicare del bello, sono di destra; ma la teoria su cui hanno trovato la loro affermazione non è mantenibile. Immaginano il bello, cioè, del valore estetico, a partire da qualcosa disposto fuori dell'attività estetica; come se sia un modello o un concetto di che un artista realizza nel suo lavoro e di quale il critico si servisce in seguito per giudicare il lavoro in se. I concetti ed i modelli non hanno egualmente esistenza nell'arte, per affermando che ogni arte può essere giudicata soltanto in sé ed ha relativo proprio modello in sé, hanno raggiunto alla smentita dell'esistenza dei modelli obiettivi di bellezza, se sono concetti intellettuali, o delle idee sospese nel cielo metafisico.

Nell'affermazione del questo, gli avversari, i relativists, sono perfettamente di destra e compire un progresso. Tuttavia, la razionalità iniziale della loro tesi si trasforma in a sua volta in una teoria falsa. Ripetizione della massima vecchia che non ci sono i gusti rappresentanti, credono che l'espressione estetica sia della stessa natura del piacevole e dello sgradevole, a che ogni ritiene nel suo proprio senso e quanto a quale là sono no disputa. Ma sappiamo che il piacevoli e lo sgradevoli sono fatti utilitari e pratici. Così i relativists negano caratteristica del fatto estetico, espressione con l'impressione, il teoretico ancora di confusione con il pratico.

La soluzione allineare si trova nel rifiuto nel relativismo o in dello psicologismo simile e nell'assolutismo falso; e nel riconoscimento che il test di verifica del gusto è assoluto, ma nell'assoluto in un modo diverso da quello dell'intelletto, che è sviluppato da motivo. Il test di verifica del gusto è assoluto, con il absoluteness intuitivo dell'immaginazione. Così ogni atto di l'attività espressiva, che è così realmente, sarà riconosciuta As bello ed ogni fatto in cui l'attività e la passività espressive sono trovate agganciata tra loro in una lotta non finita, essere riconosciuto come brutto.

_Critique [di Sidenote] di relativismo relativo. _

Si trova, fra i absolutists ed i relativists, un terzo codice categoria, che può essere denominato quello dei relativists relativi. Questi affermano l'esistenza dei valori assoluti in altri campi, quali logica e l'etica, ma nega la loro esistenza nel campo di estetico. A loro sembra naturale e giustificabile disputare circa scienza e la moralità; perché la scienza riposa sull'universale, comune a tutti gli uomini ed alla moralità in servizio, che è inoltre una legge della natura umana; ma come, dice, può si disputare circa arte, che riposa sull'immaginazione? Non solo, tuttavia, è l'attività immaginativa universale ed appartiene alla natura umana, come il concetto logico ed il dovere pratico; ma dobbiamo opporrci ad un capitale obiezione a questa tesi intermedia. Se la natura assoluta dell'immaginazione sia negata, dovremmo essere obbligati a negare anche quello della verità intellettuale o concettuale e, implicitamente, della moralità. La moralità non presuppone le distinzioni logiche? Come hanno potuto questi essere conosciuti, altrimenti che dalle espressioni e dalle parole, cioè, nella forma immaginativa? Se il absoluteness dell'immaginazione sia rimosso, la vita spiritosa tremerebbe alla relativa base. Un individuo non più capire un altro, né effettivamente il suo proprio auto di un momento prima, où, una volta considerato un momento, è già un altro individuo.