_The [di Sidenote] bello come liberamente e libero. _
Un'altra divisione del bello, che ancora è trovato in trattati, è quella nel _free e non nel free_. Dalle bellezze che non sono libere, essere ha capito quegli oggetti che devono avere un doppio scopo, supplementare-estetico ed estetico (stimolanti delle intuizioni); e poiché sembra che il primo scopo limiti ed impedica il secondo, il bello oggetto che risulta da ciò è stato considerato come bellezza che non è libera.
Gli impianti architettonici sono citati particolarmente; e precisamente per questo motivo, l'architettura si è esclusa spesso dal numero di cosiddetti di arti. Un tempiale deve essere soprattutto cose adattate all'uso di un culto; una casa deve contenere tutte le stanze richieste per il prodotto di vivere e devono essere organizzate con vista a questo prodotto; una fortezza deve essere una costruzione capace di resistenza degli attacchi degli eserciti sicuri e dei colpi di determinati strumenti della guerra. È quindi sostenuto che il campo dell'architetto è limitato: può potere a _embellish_ in parte il tempiale, la casa, la fortezza; ma le sue mani sono limitate dal _object_ di queste costruzioni e può manifestare soltanto quella parte della sua visione di bellezza nella loro costruzione che non altera il loro estrinseco, ma nel fondamento, oggetti.
Altri esempi sono fatti da che cosa è denominato arte applicata all'industria. I piatti, i vetri, le lame, le pistole ed i pettini possono essere resi bei; ma è stabilito che la loro bellezza non deve finora eccedere quanto a impedice il nostro cibo il piatto, bere dal vetro, il taglio con la lama, l'infornamento fuori dalla pistola, o la pettinatura dei suoi capelli con il pettine. Lo stesso è detto dell'arte di stampa: un libro dovrebbe essere bello, ma non nella misura del relativo essere difficile o impossible da leggerla.
_Critique [di Sidenote] del bello che non è libero. _
Per quanto riguarda il tutto questo, dobbiamo osservare, in primo luogo, che lo scopo esterno, precisamente perché è tale, non facciamo del limite o del tramaglio di necessità l'altro scopo di essere uno stimolo alla riproduzione estetica. Niente, quindi, può essere più errato della tesi che l'architettura, per esempio, è per la relativa natura non libera ed imperfetta, poiché deve anche compiere altri oggetti pratici. Bello gli impianti architettonici, tuttavia, essi stessi decidono negare questo dalla loro presenza semplice.
In secondo luogo, non solo sono i due oggetti non necessariamente nell'opposizione; ma, dobbiamo aggiungere, l'artista sempre abbiamo i mezzi di impedicendo questa contraddizione avvenire. In che senso? Prendendo, come il materiale della sue intuizione ed esternalizzazione estetica, precisamente il _destination_ dell'oggetto, che servisce un'estremità pratica. Non dovrà aggiungere qualche cosa all'oggetto, per rendergli lo strumento delle intuizioni estetiche: sarà così, se adattato perfettamente al relativo scopo pratico. Le dimore ed i palazzi rustici, le chiese e le caserne, spade ed aratri, sono bei, non finchè sono abbellite ed ornate, ma finchè esprimono lo scopo per cui sono state fatte. Un indumento è soltanto bello perché è abbastanza adatto ad una persona data nelle circostanze stabilite. La spada limitata al lato del guerriero Rinaldo da Armida amorous non era bella: “così ha ornato che è sembrato un ornamento inutile, non lo strumento warlike di un guerriero.„ Era bello, se, negli occhi e nell'immaginazione del sorceress, che amava il suo amante in questo senso effeminato. il fatto estetico può accompagnare sempre il fatto pratico, perché l'espressione è la verità.
_The [di Sidenote] bello come liberamente e libero. _
Un'altra divisione del bello, che ancora è trovato in trattati, è quella nel _free e non nel free_. Dalle bellezze che non sono libere, essere ha capito quegli oggetti che devono avere un doppio scopo, supplementare-estetico ed estetico (stimolanti delle intuizioni); e poiché sembra che il primo scopo limiti ed impedica il secondo, il bello oggetto che risulta da ciò è stato considerato come bellezza che non è libera.
Gli impianti architettonici sono citati particolarmente; e precisamente per questo motivo, l'architettura si è esclusa spesso dal numero di cosiddetti di arti. Un tempiale deve essere soprattutto cose adattate all'uso di un culto; una casa deve contenere tutte le stanze richieste per il prodotto di vivere e devono essere organizzate con vista a questo prodotto; una fortezza deve essere una costruzione capace di resistenza degli attacchi degli eserciti sicuri e dei colpi di determinati strumenti della guerra. È quindi sostenuto che il campo dell'architetto è limitato: può potere a _embellish_ in parte il tempiale, la casa, la fortezza; ma le sue mani sono limitate dal _object_ di queste costruzioni e può manifestare soltanto quella parte della sua visione di bellezza nella loro costruzione che non altera il loro estrinseco, ma nel fondamento, oggetti.
Altri esempi sono fatti da che cosa è denominato arte applicata all'industria. I piatti, i vetri, le lame, le pistole ed i pettini possono essere resi bei; ma è stabilito che la loro bellezza non deve finora eccedere quanto a impedice il nostro cibo il piatto, bere dal vetro, il taglio con la lama, l'infornamento fuori dalla pistola, o la pettinatura dei suoi capelli con il pettine. Lo stesso è detto dell'arte di stampa: un libro dovrebbe essere bello, ma non nella misura del relativo essere difficile o impossible da leggerla.
_Critique [di Sidenote] del bello che non è libero. _
Per quanto riguarda il tutto questo, dobbiamo osservare, in primo luogo, che lo scopo esterno, precisamente perché è tale, non facciamo del limite o del tramaglio di necessità l'altro scopo di essere uno stimolo alla riproduzione estetica. Niente, quindi, può essere più errato della tesi che l'architettura, per esempio, è per la relativa natura non libera ed imperfetta, poiché deve anche compiere altri oggetti pratici. Bello gli impianti architettonici, tuttavia, essi stessi decidono negare questo dalla loro presenza semplice.
In secondo luogo, non solo sono i due oggetti non necessariamente nell'opposizione; ma, dobbiamo aggiungere, l'artista sempre abbiamo i mezzi di impedicendo questa contraddizione avvenire. In che senso? Prendendo, come il materiale della sue intuizione ed esternalizzazione estetica, precisamente il _destination_ dell'oggetto, che servisce un'estremità pratica. Non dovrà aggiungere qualche cosa all'oggetto, per rendergli lo strumento delle intuizioni estetiche: sarà così, se adattato perfettamente al relativo scopo pratico. Le dimore ed i palazzi rustici, le chiese e le caserne, spade ed aratri, sono bei, non finchè sono abbellite ed ornate, ma finchè esprimono lo scopo per cui sono state fatte. Un indumento è soltanto bello perché è abbastanza adatto ad una persona data nelle circostanze stabilite. La spada limitata al lato del guerriero Rinaldo da Armida amorous non era bella: “così ha ornato che è sembrato un ornamento inutile, non lo strumento warlike di un guerriero.„ Era bello, se, negli occhi e nell'immaginazione del sorceress, che amava il suo amante in questo senso effeminato. il fatto estetico può accompagnare sempre il fatto pratico, perché l'espressione è la verità.