_Examples [di Sidenote]: definizioni del sublime, del comico e del humoristic. _
Che cosa è il sublime? L'affermazione inattesa di una forza morale ultra-potente: quella è l'una definizione. Ma che l'altra definizione è volontà ugualmente buona, che inoltre riconosce il sublime dove la forza che si dichiara è un ultra-potente, ma immorale e distruttiva. Sia rimanere vago che non assumere forma precisa, fino ad applicarli ad un caso concreto, che fa chiaramente che cosa qui è significato vicino _ultra-powerful_ e che cosa da _unexpected_. Sono quantitativi concetti, ma erroneamente quantitativo, poiché non ci è senso di misurazione loro; sono, in basso, metafore, frasi enfatiche, o tautologie logiche. Il divertente sarà risata mescolata con le rotture, la risata amara, il passaggio improvviso dal comico al tragico e dal tragico al comico, il romantico comico, il sublime invertito, guerra dichiarata contro ogni tentativo di insincerity, la pietà che è imbarazzata deplorare, la derisione non del fatto, ma dell'ideale in se; e qualsiasi altra cosa può migliorare prego, secondo è voluto per ottenere una vista del physiognomy questa o di quel poeta, questa o di quella poesia, che è, nella relativa unicità, nella relativa propria definizione e benchè momentaneo e circoscritto, tuttavia nella suola sufficiente. Il comico è stato definito come il fastidio in seguito alla percezione di una deformità immediatamente seguita da un maggior piacere in seguito al rilassamento del nostro forze psichiche, che erano strained in previsione di una percezione di cui l'importanza è stata preveduta. Mentre ascoltiamo una descrizione, che, per esempio, dovrebbe descrivere lo scopo magnifico ed eroico di una persona definita, prevediamo nell'immaginazione l'avvenimento di un'azione sia eroica che magnifica e ci prepariamo riceverli, sforzando le nostre forze psichiche. Se, tuttavia, in un momento, anziché l'azione magnifica ed eroica, che i locali ed il tono della descrizione li avévano condotti a prevedere, da un cambiamento inatteso si presenta una leggera, azione media e insensata, disuguale alla nostra aspettativa, siamo stati ingannati ed il riconoscimento della frode porta con esso un istante di fastidio. Ma questo istante è come se sia stato sormontato da quello subito dopo di, in che possiamo scartare la nostra attenzione strained, liberarsi dalla misura di energia psichica accumulato e, d'ora in poi superfluo, per ritenersi ragionevoli ed alleviato di una difficoltà. Ciò è il piacere del comico, con il relativo equivalente fisiologico, risata. Se il fatto sgradevole che ha accaduto se interessa penosamente i nostri interessi, il piacere non presenterebbe, risata immediatamente sarebbe soffocato, l'energia psichica sarebbe strained ed affaticata da altre percezioni più serie. Se, da un lato, tali percezioni più serie non presentano, se l'intera perdita be è limitata ad un leggero inganno della nostra previsione, allora la sensibilità supervening della nostra ricchezza psichica permette l'ampia compensazione per questo molto leggero fastidio. --Ciò, dichiarato in alcune parole, è una delle definizioni moderne più esatte del comico. Si vanta di contenere, giustificato o corretto, il collettore tenta di definire il comico, dall'antichità ellenica al nostro proprio giorno. Include la citazione del Platone nel _Philebus_ ed Aristotle, che è più esplicito. L'ultimo considera il comico come _ugliness senza pain_. Contiene la teoria di Hobbes, che lo ha disposto nella sensibilità di _individual superiority_; di Kant, che ha veduto in esso un _relaxation di tension_; e quelli di altri pensatori, per quale era contrasto del _the fra grande e piccolo, fra il limitato e il infinite_. Ma sull'attento esame, analisi e definizione sopra dato, anche se il più elaborato e rigoroso nell'apparenza, tuttavia enuncia le caratteristiche che sono applicabile, non solo al comico, ma ad ogni processo spiritoso; quale la successione dei momenti dolorosi e gradevoli e della soddisfazione in seguito alla coscienza di forza e del relativo sviluppo libero. La differenziazione qui data è quella delle determinazioni quantitative, a cui i limiti non possono essere assegnati. Rimangono frasi vaghe, raggiungenti ad un certo significato dal loro riferimento questo o a quel singolo fatto comico. Se tali definizioni be sono prese troppo seriamente, accade loro che Jean Paul Richter ha detto di tutte le definizioni del comico: vale a dire, quel loro solo merito è _to è essi stessi comic_ e produrre, in realtà, il fatto, che provano inutile a definire logicamente. E chi determinerà mai logicamente la linea di demarcazione fra il comico e non-comico, fra i sorrisi e la risata, fra sorridere e gravità; chi taglierà in parti chiaramente divise quella continuità mai-variante in cui la vita si fonde?
_Examples [di Sidenote]: definizioni del sublime, del comico e del humoristic. _
Che cosa è il sublime? L'affermazione inattesa di una forza morale ultra-potente: quella è l'una definizione. Ma che l'altra definizione è volontà ugualmente buona, che inoltre riconosce il sublime dove la forza che si dichiara è un ultra-potente, ma immorale e distruttiva. Sia rimanere vago che non assumere forma precisa, fino ad applicarli ad un caso concreto, che fa chiaramente che cosa qui è significato vicino _ultra-powerful_ e che cosa da _unexpected_. Sono quantitativi concetti, ma erroneamente quantitativo, poiché non ci è senso di misurazione loro; sono, in basso, metafore, frasi enfatiche, o tautologie logiche. Il divertente sarà risata mescolata con le rotture, la risata amara, il passaggio improvviso dal comico al tragico e dal tragico al comico, il romantico comico, il sublime invertito, guerra dichiarata contro ogni tentativo di insincerity, la pietà che è imbarazzata deplorare, la derisione non del fatto, ma dell'ideale in se; e qualsiasi altra cosa può migliorare prego, secondo è voluto per ottenere una vista del physiognomy questa o di quel poeta, questa o di quella poesia, che è, nella relativa unicità, nella relativa propria definizione e benchè momentaneo e circoscritto, tuttavia nella suola sufficiente. Il comico è stato definito come il fastidio in seguito alla percezione di una deformità immediatamente seguita da un maggior piacere in seguito al rilassamento del nostro forze psichiche, che erano strained in previsione di una percezione di cui l'importanza è stata preveduta. Mentre ascoltiamo una descrizione, che, per esempio, dovrebbe descrivere lo scopo magnifico ed eroico di una persona definita, prevediamo nell'immaginazione l'avvenimento di un'azione sia eroica che magnifica e ci prepariamo riceverli, sforzando le nostre forze psichiche. Se, tuttavia, in un momento, anziché l'azione magnifica ed eroica, che i locali ed il tono della descrizione li avévano condotti a prevedere, da un cambiamento inatteso si presenta una leggera, azione media e insensata, disuguale alla nostra aspettativa, siamo stati ingannati ed il riconoscimento della frode porta con esso un istante di fastidio. Ma questo istante è come se sia stato sormontato da quello subito dopo di, in che possiamo scartare la nostra attenzione strained, liberarsi dalla misura di energia psichica accumulato e, d'ora in poi superfluo, per ritenersi ragionevoli ed alleviato di una difficoltà. Ciò è il piacere del comico, con il relativo equivalente fisiologico, risata. Se il fatto sgradevole che ha accaduto se interessa penosamente i nostri interessi, il piacere non presenterebbe, risata immediatamente sarebbe soffocato, l'energia psichica sarebbe strained ed affaticata da altre percezioni più serie. Se, da un lato, tali percezioni più serie non presentano, se l'intera perdita be è limitata ad un leggero inganno della nostra previsione, allora la sensibilità supervening della nostra ricchezza psichica permette l'ampia compensazione per questo molto leggero fastidio. --Ciò, dichiarato in alcune parole, è una delle definizioni moderne più esatte del comico. Si vanta di contenere, giustificato o corretto, il collettore tenta di definire il comico, dall'antichità ellenica al nostro proprio giorno. Include la citazione del Platone nel _Philebus_ ed Aristotle, che è più esplicito. L'ultimo considera il comico come _ugliness senza pain_. Contiene la teoria di Hobbes, che lo ha disposto nella sensibilità di _individual superiority_; di Kant, che ha veduto in esso un _relaxation di tension_; e quelli di altri pensatori, per quale era contrasto del _the fra grande e piccolo, fra il limitato e il infinite_. Ma sull'attento esame, analisi e definizione sopra dato, anche se il più elaborato e rigoroso nell'apparenza, tuttavia enuncia le caratteristiche che sono applicabile, non solo al comico, ma ad ogni processo spiritoso; quale la successione dei momenti dolorosi e gradevoli e della soddisfazione in seguito alla coscienza di forza e del relativo sviluppo libero. La differenziazione qui data è quella delle determinazioni quantitative, a cui i limiti non possono essere assegnati. Rimangono frasi vaghe, raggiungenti ad un certo significato dal loro riferimento questo o a quel singolo fatto comico. Se tali definizioni be sono prese troppo seriamente, accade loro che Jean Paul Richter ha detto di tutte le definizioni del comico: vale a dire, quel loro solo merito è _to è essi stessi comic_ e produrre, in realtà, il fatto, che provano inutile a definire logicamente. E chi determinerà mai logicamente la linea di demarcazione fra il comico e non-comico, fra i sorrisi e la risata, fra sorridere e gravità; chi taglierà in parti chiaramente divise quella continuità mai-variante in cui la vita si fonde?