La risposta era: che il brutto è ammissibile, solo quando può essere _overcome_, una bruttezza unconquerable, quali il _disgusting_ o il _nauseating_, complessivamente escludendosi. Più ulteriormente, quello il dovere del brutto, una volta ammesso nell'arte, è di contribuire verso l'aumento dell'effetto del bello (simpatico), producendo una serie di contrappone, da che il piacevole pubblicherà più efficace e piacere-dare. È, infatti, un'osservazione comune che il piacere è più chiaro ha ritenuto quando è stato preceduto da astinenza o vicino sofferenza. Così il brutto nell'arte è stato considerato come il servo del bello, del relativi stimolante e condimento.
Quella teoria speciale del perfezionamento hedonistic, che ha usato per essere denominata pompously _surmounting del ugly_, cade con la teoria generale del simpatico; e con esso l'enumerazione e la definizione dei concetti detti precedentemente rimangono completamente escluse da estetico. Per estetico non riconosce l'attività simpatica o il antipathetic nelle loro varietà, ma soltanto spiritoso della rappresentazione.
[Sidenote] i concetti _Pseudo-aesthetic appartengono alla psicologia. _
Tuttavia, il grande spazio che, come abbiamo detto, quei concetti fino ad ora hanno occupato in trattati estetici rende opportuno una spiegazione piuttosto più copiosa di che cosa sono. Che cosa sarà il loro lotto? Come si esclude da estetico, in che cosa l'altra parte di filosofia sarà ricevuta?
Allineare, in nessun. Tutti quei concetti sono senza valore filosofico. Sono niente ma lle serie di codici categoria, che possono essere piegati nei sensi più vari ed essere moltiplicati a piacere, a cui è cercato per ridurre le complicazioni e le ombreggiature infinite dei valori e dei disvalues di vita. Di quei codici categoria, ci sono alcuni che abbiano un'importanza particolarmente positiva, come il bello, il sublime, il maestoso, il solenne, il serio, il pesante, il nobile, il elevated; altri hanno a negazione di importanza particolarmente, come il brutto, l'orribile, il terribile, il tremendo, l'enorme, l'insensato, l'esagerato; in altre prevale un'importanza mista, come è il caso con il comico, l'offerta, la malinconia, il divertente, il tragicomico. le complicazioni sono infinite, perché i individuations sono infiniti; quindi non è possibile costruire i concetti, salvo nel modo arbitrario ed approssimativo delle scienze naturali, di cui il dovere è di fare buon un programma come possibile di quella realtà che non possono esaurire da enumerazione, né di capire speculativo e sorpassare. E poiché il _Psychology_ è la disciplina naturalistic, che decide costruire i tipi ed i programmi con processi spiritosi dell'uomo (di quale, infatti, sta accentuando sempre il nostro giorno nel carattere soltanto empirico e descrittivo), questi concetti non appartiene a ad estetico, né, generalmente a filosofia. Devono essere cosegnati semplicemente alla psicologia.
_Impossibility [di Sidenote] delle definizioni rigoristic di loro. _
Come è il caso con tutte le altre costruzioni psicologiche, così è con quei concetti: non ci sono le definizioni rigorose possibili; e conseguentemente quello non può essere dedotto dall'altro e non possono essere collegate in un sistema, come ha, tuttavia, tentato spesso, a grande perdita di tempo e senza risultato. Ma può essere esatto come possibile verificarsi, oltre alle definizioni filosofiche riconosciute come definizioni impossibili e empiriche, universalmente accettabili come allineare. Poiché non esiste una definizione unica di un fatto dato, ma le definizioni innumerevoli possono essere date di esso, secondo i casi e gli oggetti per cui sono fatte, in modo da esso è chiaro che se ci fosse soltanto uno e che quello allineare, questo più non sarebbe un empirico, ma una definizione rigorosa e filosofica. Parlando esattamente, ogni volta che quell'dei termini a cui ci siamo riferiti è stato impiegato, o qualsiasi altra della serie innumerevole, una definizione di esso allo stesso tempo è stata data, espresso stata o capita. E ciascuna di queste definizioni ha differito piuttosto dagli altre, in un certo particolare, forse di importanza molto piccola, quale riferimento tacito ad un certo fatto specifico o ad altro, che si sono trasformati in così particolarmente in un oggetto dell'attenzione e sono stati alzati alla posizione di un tipo generale. Così accade che non uno di tali definizioni lo soddisfaccia che lo sente, né lo soddisfa persino che lo costruisce. Per, il momento dopo, questo stesso individuo si trova faccia a faccia con un nuovo caso, per cui riconosce che la sua definizione è più o meno insufficiente, malato-adattato e necessitante ritoccare. È necessario, quindi, lasciare i produttori e gli altoparlanti liberi di definire il sublime o il comico, il tragico o il humoristic, in ogni occasione, poichè prego e può sembrare adatto al loro scopo. E se insistete sull'ottenere una definizione empirica di validità universale, possiamo ma presentare questo: --Il sublime (comico, tragico, humoristic, ecc.) è _everything_ che è o sarà così _called_ da coloro che ha impiegato o impiegherà questo _word_.
La risposta era: che il brutto è ammissibile, solo quando può essere _overcome_, una bruttezza unconquerable, quali il _disgusting_ o il _nauseating_, complessivamente escludendosi. Più ulteriormente, quello il dovere del brutto, una volta ammesso nell'arte, è di contribuire verso l'aumento dell'effetto del bello (simpatico), producendo una serie di contrappone, da che il piacevole pubblicherà più efficace e piacere-dare. È, infatti, un'osservazione comune che il piacere è più chiaro ha ritenuto quando è stato preceduto da astinenza o vicino sofferenza. Così il brutto nell'arte è stato considerato come il servo del bello, del relativi stimolante e condimento.
Quella teoria speciale del perfezionamento hedonistic, che ha usato per essere denominata pompously _surmounting del ugly_, cade con la teoria generale del simpatico; e con esso l'enumerazione e la definizione dei concetti detti precedentemente rimangono completamente escluse da estetico. Per estetico non riconosce l'attività simpatica o il antipathetic nelle loro varietà, ma soltanto spiritoso della rappresentazione.
[Sidenote] i concetti _Pseudo-aesthetic appartengono alla psicologia. _
Tuttavia, il grande spazio che, come abbiamo detto, quei concetti fino ad ora hanno occupato in trattati estetici rende opportuno una spiegazione piuttosto più copiosa di che cosa sono. Che cosa sarà il loro lotto? Come si esclude da estetico, in che cosa l'altra parte di filosofia sarà ricevuta?
Allineare, in nessun. Tutti quei concetti sono senza valore filosofico. Sono niente ma lle serie di codici categoria, che possono essere piegati nei sensi più vari ed essere moltiplicati a piacere, a cui è cercato per ridurre le complicazioni e le ombreggiature infinite dei valori e dei disvalues di vita. Di quei codici categoria, ci sono alcuni che abbiano un'importanza particolarmente positiva, come il bello, il sublime, il maestoso, il solenne, il serio, il pesante, il nobile, il elevated; altri hanno a negazione di importanza particolarmente, come il brutto, l'orribile, il terribile, il tremendo, l'enorme, l'insensato, l'esagerato; in altre prevale un'importanza mista, come è il caso con il comico, l'offerta, la malinconia, il divertente, il tragicomico. le complicazioni sono infinite, perché i individuations sono infiniti; quindi non è possibile costruire i concetti, salvo nel modo arbitrario ed approssimativo delle scienze naturali, di cui il dovere è di fare buon un programma come possibile di quella realtà che non possono esaurire da enumerazione, né di capire speculativo e sorpassare. E poiché il _Psychology_ è la disciplina naturalistic, che decide costruire i tipi ed i programmi con processi spiritosi dell'uomo (di quale, infatti, sta accentuando sempre il nostro giorno nel carattere soltanto empirico e descrittivo), questi concetti non appartiene a ad estetico, né, generalmente a filosofia. Devono essere cosegnati semplicemente alla psicologia.
_Impossibility [di Sidenote] delle definizioni rigoristic di loro. _
Come è il caso con tutte le altre costruzioni psicologiche, così è con quei concetti: non ci sono le definizioni rigorose possibili; e conseguentemente quello non può essere dedotto dall'altro e non possono essere collegate in un sistema, come ha, tuttavia, tentato spesso, a grande perdita di tempo e senza risultato. Ma può essere esatto come possibile verificarsi, oltre alle definizioni filosofiche riconosciute come definizioni impossibili e empiriche, universalmente accettabili come allineare. Poiché non esiste una definizione unica di un fatto dato, ma le definizioni innumerevoli possono essere date di esso, secondo i casi e gli oggetti per cui sono fatte, in modo da esso è chiaro che se ci fosse soltanto uno e che quello allineare, questo più non sarebbe un empirico, ma una definizione rigorosa e filosofica. Parlando esattamente, ogni volta che quell'dei termini a cui ci siamo riferiti è stato impiegato, o qualsiasi altra della serie innumerevole, una definizione di esso allo stesso tempo è stata data, espresso stata o capita. E ciascuna di queste definizioni ha differito piuttosto dagli altre, in un certo particolare, forse di importanza molto piccola, quale riferimento tacito ad un certo fatto specifico o ad altro, che si sono trasformati in così particolarmente in un oggetto dell'attenzione e sono stati alzati alla posizione di un tipo generale. Così accade che non uno di tali definizioni lo soddisfaccia che lo sente, né lo soddisfa persino che lo costruisce. Per, il momento dopo, questo stesso individuo si trova faccia a faccia con un nuovo caso, per cui riconosce che la sua definizione è più o meno insufficiente, malato-adattato e necessitante ritoccare. È necessario, quindi, lasciare i produttori e gli altoparlanti liberi di definire il sublime o il comico, il tragico o il humoristic, in ogni occasione, poichè prego e può sembrare adatto al loro scopo. E se insistete sull'ottenere una definizione empirica di validità universale, possiamo ma presentare questo: --Il sublime (comico, tragico, humoristic, ecc.) è _everything_ che è o sarà così _called_ da coloro che ha impiegato o impiegherà questo _word_.