L'opposizione potrebbe essere risolta distinguendo due scienze differenti, una dell'espressione e l'altra del simpatico, se gli ultimi potessero essere l'oggetto di una scienza speciale; cioè, se non fosse, come è stato indicato, un fatto complesso. Se la predominanza be è data al fatto espressivo, si trasforma in in una parte di estetico come scienza di espressione; se al soddisfare piacevole, cadiamo di nuovo allo studio sui fatti che sono essenzialmente hedonistic (utilitario), tuttavia complicato possono comparire. L'origine, anche, del collegamento fra il soddisfare e la forma deve essere cercata per nell'estetico del simpatico, quando questo è concepito come la somma dei due valori.
[Sidenote] edonismo e moralism _Aesthetic. _
In tutte le dottrine ora discusse, il fatto di arte è presupposto come soltanto hedonistic. Ma questa vista non può essere effettuata, salvo unendolo ad un edonismo filosofico che è completo e non parziale, cioè, con un edonismo che non ammette qualunque altra forma di valore. Appena questa concezione hedonistic di arte è stata ricevuta vicino ai filosofi, che ammettono uni o più valori spiritosi, della verità o della moralità, che la seguente domanda devono necessariamente essere chiesti: Che cosa dovrebbe essere fatto con arte? A che uso dovrebbe essere messo? Dovrebbe un corso libero essere permesso ai relativi piaceri? Ed in caso affermativo, in che misura? La domanda del _end di art_, che nell'estetico dell'espressione sarebbe una contraddizione dei termini, qui sembra sul posto e complessivamente logica.
Negazione rigoristic del _The [di Sidenote] e la giustificazione pedagogica di arte. _
Ora è evidente che, ammettere le premesse, ma due soluzioni di tal domanda può essere data, quella complessivamente negativa, l'altra restrittiva. Il primo, che denomineremo il _rigoristic_ o _ascetic_, compare varie volte, anche se non frequentemente, nella storia delle idee. Considera arte come inebriation dei sensi e quindi, non solo inutili, ma nocivi. Secondo questa teoria, allora, è necessario guidarlo con tutta la nostra resistenza dall'anima umana, che disturba. L'altra soluzione, che denomineremo il _pedagogic_ o _moralistico-utilitarian_, ammette l'arte, ma soltanto finchè concorda con la conclusione della moralità; finchè aiuta a piacere non colpevole il lavoro di lui che conduce all'allineare ed al buon; finchè spruzza con balsamo dulcet i lati del vaso della saggezza e di moralità.
È bene di osservare che sarebbe un errore per dividere questa seconda vista in intellectualist e in moralistico-utilitario, secondo come la conclusione di conduzione all'allineare o a che cosa è praticamente buono, be è assegnata all'art. L'operazione dell'istruzione, che è imposta esso, precisamente perché è un'estremità che è richiesta e raccomandata, non è più soltanto un fatto teorico, ma un fatto teorico si trasforma in nel materiale per azione pratica; non è, quindi, intellectualism, ma pedagogism e practicism. Né sarebbe più esatto suddividere la vista pedagogica nell'utilitario puro e nell'moralistico-utilitario; perché coloro che ammette soltanto individualmente l'utile (il desiderio dell'individuo), precisamente perché sono edonisti assoluti, non hanno motivo per la ricerca della giustificazione più ulteriore per l'art.
Ma enunciare queste teorie al punto a cui abbiamo raggiunto è di confute. Quindi ci limitiamo ad osservare quello nella teoria pedagogica di arte dobbiamo essere trovati un altro delle ragioni per le quali è stato esatto erroneamente che il contenuto di arte dovrebbe essere _chosen_ con vista a determinati effetti pratici.
L'opposizione potrebbe essere risolta distinguendo due scienze differenti, una dell'espressione e l'altra del simpatico, se gli ultimi potessero essere l'oggetto di una scienza speciale; cioè, se non fosse, come è stato indicato, un fatto complesso. Se la predominanza be è data al fatto espressivo, si trasforma in in una parte di estetico come scienza di espressione; se al soddisfare piacevole, cadiamo di nuovo allo studio sui fatti che sono essenzialmente hedonistic (utilitario), tuttavia complicato possono comparire. L'origine, anche, del collegamento fra il soddisfare e la forma deve essere cercata per nell'estetico del simpatico, quando questo è concepito come la somma dei due valori.
[Sidenote] edonismo e moralism _Aesthetic. _
In tutte le dottrine ora discusse, il fatto di arte è presupposto come soltanto hedonistic. Ma questa vista non può essere effettuata, salvo unendolo ad un edonismo filosofico che è completo e non parziale, cioè, con un edonismo che non ammette qualunque altra forma di valore. Appena questa concezione hedonistic di arte è stata ricevuta vicino ai filosofi, che ammettono uni o più valori spiritosi, della verità o della moralità, che la seguente domanda devono necessariamente essere chiesti: Che cosa dovrebbe essere fatto con arte? A che uso dovrebbe essere messo? Dovrebbe un corso libero essere permesso ai relativi piaceri? Ed in caso affermativo, in che misura? La domanda del _end di art_, che nell'estetico dell'espressione sarebbe una contraddizione dei termini, qui sembra sul posto e complessivamente logica.
Negazione rigoristic del _The [di Sidenote] e la giustificazione pedagogica di arte. _
Ora è evidente che, ammettere le premesse, ma due soluzioni di tal domanda può essere data, quella complessivamente negativa, l'altra restrittiva. Il primo, che denomineremo il _rigoristic_ o _ascetic_, compare varie volte, anche se non frequentemente, nella storia delle idee. Considera arte come inebriation dei sensi e quindi, non solo inutili, ma nocivi. Secondo questa teoria, allora, è necessario guidarlo con tutta la nostra resistenza dall'anima umana, che disturba. L'altra soluzione, che denomineremo il _pedagogic_ o _moralistico-utilitarian_, ammette l'arte, ma soltanto finchè concorda con la conclusione della moralità; finchè aiuta a piacere non colpevole il lavoro di lui che conduce all'allineare ed al buon; finchè spruzza con balsamo dulcet i lati del vaso della saggezza e di moralità.
È bene di osservare che sarebbe un errore per dividere questa seconda vista in intellectualist e in moralistico-utilitario, secondo come la conclusione di conduzione all'allineare o a che cosa è praticamente buono, be è assegnata all'art. L'operazione dell'istruzione, che è imposta esso, precisamente perché è un'estremità che è richiesta e raccomandata, non è più soltanto un fatto teorico, ma un fatto teorico si trasforma in nel materiale per azione pratica; non è, quindi, intellectualism, ma pedagogism e practicism. Né sarebbe più esatto suddividere la vista pedagogica nell'utilitario puro e nell'moralistico-utilitario; perché coloro che ammette soltanto individualmente l'utile (il desiderio dell'individuo), precisamente perché sono edonisti assoluti, non hanno motivo per la ricerca della giustificazione più ulteriore per l'art.
Ma enunciare queste teorie al punto a cui abbiamo raggiunto è di confute. Quindi ci limitiamo ad osservare quello nella teoria pedagogica di arte dobbiamo essere trovati un altro delle ragioni per le quali è stato esatto erroneamente che il contenuto di arte dovrebbe essere _chosen_ con vista a determinati effetti pratici.