_Critique [di Sidenote] delle sensibilità apparenti. _

Una categoria di sensibilità estetiche del _apparent_ è stata formata in estetico moderno. Questi hanno niente a che fare con le sensazioni estetiche di piacere in seguito alla forma, cioè dal lavoro dell'art. al contrario, risultano dal contenuto del lavoro dell'art. È stato osservato che “le rappresentazioni artistiche destano il piacere ed il dolore nella loro varietà e gradazioni infinite. Tremiamo con ansia, noi ci rallegriamo, noi temiamo, noi ridiamo, noi piangiamo, noi vogliamo, con i personages di un dramma o di un romance, con le figure in un'immagine, o con la melodia di musica. Ma queste sensibilità non sono quelle che abbiano dato l'occasione al fatto reale fuori di arte; cioè, sono le stesse nella qualità, ma sono quantitativo un'attenuazione. Il piacere ed il dolore del _apparent_ ed estetici sono leggeri, di poca profondità e variabile.„ Non abbiamo necessità di trattare dei questi il feelings_ _apparent, per la buona ragione per cui già ampiamente li abbiamo discussi; effettivamente, abbiamo trattato di loro da solo. Che cosa sono mai sensibilità che diventano apparenti o si manifestano, ma sensibilità objectified, intensificato, espresso? Ed è naturale che non li disturbano appassionato e non agitano, come fa quelli di vita reale, perché quelle erano materia, questi è forma ed attività; quelle sensibilità allineare ed adeguate, queste intuizioni ed espressioni. La formula, allora, di feelings_ _apparent è niente ma una tautologia. Il meglio che può essere fatto è di fare funzionare la penna con esso.

XI

VALUTAZIONE DI EDONISMO ESTETICO

Come ci opponiamo a generalmente ad edonismo cioè, alla teoria che è basata sulla qualità intrinseca di dolore e di piacere all'economia e accompagna ogni altra forma di attività, confondendo il soddisfare e quello che lo contiene e non riesce a riconoscere alcun processo ma il hedonistic; così ci opponiamo a ad edonismo estetico in particolare, che considera l'estetico ad ogni modo, se non anche su tutto l'altro le attività, come semplice fatto della sensibilità e confonde il _pleasurable di expression_, che è il bello, con il piacevole e niente più e con il piacevole di tutte le specie.

_Critique [di Sidenote] del bello come quello che soddisfa gli più alti sensi. _

Il punto di vista estetico-hedonistic è stato presentato in parecchie forme. Uno dell'più antico concepisce il bello come quello che soddisfa la vista e l'udienza, cioè, il cosiddetto superiore percepisce. Quando l'analisi dei fatti estetici in primo luogo ha cominciato, era, infatti, difficile da evitare l'errore di pensiero che un'immagine e una parte di musica sono impressioni di vista o dell'udienza: era ed è fatto incontestabile che l'uomo cieco non gode dell'immagine, né l'uomo sordo la musica. Per per mostrare, come abbiamo indicato, che il fatto estetico non dipende dalla natura delle impressioni, ma che tutti le impressioni ragionevoli possono essere sollevate all'espressione estetica e quel nessuna bisogno della necessità è in modo da alzata, è un'idea che si presenta soltanto quando tutti i altri sensi dalla difficoltà sono stati provati. Ma il whoso immagina che il fatto estetico sia qualcosa che soddisfa agli occhi o all'udienza, non ha linea di difesa contro lui che continua logicamente ad identificare generalmente il bello con il piacevole e comprende la cottura in estetico, o, come un certo positivist ha fatto, viscerale il bello.