_Critique [di Sidenote] della teoria della conclusione di arte e della scelta del soddisfare. _

Per gli stessi motivi la ricerca del _end di art_ è ridicola, quando è capito di arte come art. E poiché riparare un'estremità è di scegliere, la teoria che il contenuto di arte deve essere _selected_ è un'altra forma dello stesso errore. Una selezione fra dalle impressioni e dalle sensazioni implica che queste siano già espressioni, altrimenti, come può la a la selezione be è fatta fra che cosa è continuo ed indistinto? Per scegliere è al dovrà: per per volere questo e non volere quello: e questo e quello devono essere prima di noi, devono essere espressi. La pratica segue, esso non precede la teoria; l'espressione è ispirazione libera.

L'artista allineare, infatti, si trova grande con il suo tema, lui conosce non come; ritiene il momento della nascita disegnare vicino, ma non può volerlo o non non esso. Se dovesse desiderare comportarsi nell'opposizione alla sua ispirazione, per operare una scelta arbitraria, se, Anacreon sopportato, lui fosse di desiderare cantare di Atreus e di Alcides, il suo lyre lo avvertirebbe del suo errore, echeggiando soltanto di Venus e dell'amore, nonostante i suoi sforzi al contrario.

[Sidenote] innocenza _Practical di arte. _

Il tema o il soddisfare non può, quindi, essere praticamente o morale incaricato degli epiteti di elogio o di colpa. Quando i critici di arte rilevano che un tema è _badly selected_, nei casi in cui quell'osservazione ha un fondamento giusto, è una questione di rimprovero, non la selezione del tema (che sarebbe irragionevole), ma il modo in cui l'artista lo ha trattato. L'espressione è venuto a mancare, a causa delle contraddizioni che contiene. E quando gli stessi critici si ribellano contro il tema o il soddisfare come essendo indegni di arte e biasimevoli, per quanto riguarda gli impianti che affermano per essere artisticamente perfetti; se queste espressioni realmente sono perfette, ci è niente essere fatto ma raccomandare i critici per lasciare gli artisti nella pace, dato che non possono ottenere l'ispirazione, salvo da che cosa ha fatto un'impressione su loro. I critici dovrebbero ritenere piuttosto a come possono effettuare i cambiamenti in natura e nella società, affinché quelle impressioni non possano esistere. Se la bruttezza fosse di sparire dal mondo, se la virtù e la felicità universali siano stabilite là, forse gli artisti più non rappresenterebbero perverso o pessimistico sentimenti, ma sentimenti che sono calmi, non colpevoli e gioiosi, come i Arcadians di un Arcady reale. Ma a condizione che la bruttezza ed il turpitude esistano in natura e si impongano all'artista, non è possibile impedire l'espressione di queste cose anche; e quando ha presentato, nequit_ di fieri di infectum di _factum. Parliamo così interamente dal punto di vista estetico e da quello di critica estetica pura.

Non facciamo ritardare passare qui nella revisione il danno che la critica della scelta fa a produzione artistica, con i pregiudizi che esso produce o effettua fra gli artisti essi stessi e con contrapporre che provoca fra l'impulso artistico e critico esigenze. È allineare che a volte sembra fare qualche buon anche, mediante l'assistenza degli artisti per scoprirsi, cioè, i loro propri impressioni e la loro propria ispirazione ed acquistare coscienza dell'operazione che, per così dire, è imposta loro entro il momento storico in où vivono e dal loro temperamento specifico. In questi casi, la critica della scelta soltanto riconosce ed aiuta le espressioni che già stanno formande. Si crede per essere la madre, in cui, al massimo, è soltanto l'ostetrica.