La logica riformata così sarà sempre logica del _formal_; studierà la forma o l'attività allineare di pensiero, il concetto, a parte i singoli e concetti particolari. La vecchia logica è ill denominato convenzionale; era migliore denominarla _verbal_ o _formalistic_. La logica convenzionale caccerà logica formalista. Per raggiungere questo oggetto, non sarà necessario da fare ricorso, come alcuni hanno fatto, ad una logica reale o materiale, che non è una scienza di pensiero, ma si sono pensato nell'atto; non solo una logica, ma il complesso di filosofia, in cui la logica inoltre è inclusa. La scienza di pensiero (logica) è quella del concetto, come quella dell'immaginazione (estetica) è la scienza dell'espressione. Il benessere di entrambi le scienze si trova esattamente in quanto segue in ogni particolare la distinzione fra i due dominii.
VI
ATTIVITÀ TEORETICA E PRATICA
Lo scarico intuitivo ed intellective delle forme, come abbiamo detto, tutta la forma teoretica dello spirito. Ma non è possibile conoscerle completamente, né criticare un'altra serie di teorie estetiche errate, senza in primo luogo stabilire chiaramente i loro rapporti con un'altra forma dello spirito, che è la forma del _practical_.
Il _The [di Sidenote]. _
Questa forma o attività pratica è il _will_. Non impieghiamo questa parola qui nel senso di alcun sistema filosofico, in cui la volontà è il fondamento dell'universo, del principio di cose e della realtà allineare. Né la impieghiamo nell'ampio senso di altri sistemi, che capiscono vicino l'energia dello spirito, dello spirito o dell'attività facenti generalmente di ogni atto dello spirito umano un atto della volontà. Nè tale significato metafisico nè tale metaforico è il nostro. Per noi, la volontà è, come corrente, quell'attività dello spirito, che differisce dal proposito teorico puro delle cose ed è produttivo, non di conoscenza, ma delle azioni. L'azione è realmente azione, finchè è volontaria. Non è necessario da rilevare quello nella volontà per fare, è incluso, nel senso scientifico, anche che cosa vulgarly è denominato non-fare: la volontà da resistere a, rifiutare, la volontà prometheutic, è inoltre azione.
Il _The [di Sidenote] come fase più ulteriore per quanto riguarda conoscenza. _
L'uomo capisce le cose con la forma teorica, con la forma che pratica le cambia; con quello si appropria l'universo, con l'altro che lo generi. Ma la prima forma è la base del seconda; ed il rapporto di degree_ _double, che già abbiamo trovato esistendo fra l'attività estetica e logica, è ripetuta fra questi due su vasta scala. L'indipendente di conoscenza dalla volontà è thinkable; indipendente da conoscenza è impensabile. I ciechi non sono; la volontà allineare ha occhi.
Come potere, senza avere prima di noi intuizioni storiche (percezioni) degli oggetti e della conoscenza dei rapporti (logici), che li chiariscono quanto alla natura di quegli oggetti? Come potere realmente, se non conosciamo il mondo che li circondi ed il modo di cose cambianti comportandosi su loro?
_Objections e delucidazioni [di Sidenote]. _
È stato obiettato che gli uomini di azione, uomini pratici nel senso eminente, sono il più minimo disposti contemplare e teorizzare: la loro energia non è fatta ritardare nel proposito, esso scorre veloce immediatamente nella volontà. E per contro, quel uomini contemplativi, filosofi, sono spesso molto mediocre negli argomenti pratici, voluto debole e quindi trascurato e spinta da parte nel tumulto di vita. È facile da vedere che questi le distinzioni sono soltanto empiriche e quantitative. Certamente, l'uomo pratico non ha bisogno di un sistema filosofico per comportarsi, ma nelle sfere in cui si comporta, comincia dalle intuizioni e dai concetti che sono i più chiari lui. Altrimenti non potrebbe volere il la maggior parte azioni ordinarie. Non sarebbe possibile alla volontà alimentarsi, per esempio, senza conoscenza dell'alimento e del collegamento di causa - e - effetto fra i movimenti sicuri e determinate sensazioni organiche. Aumentando gradualmente alle azioni più complesse, per esempio al politici, come potremmo noi volere politicamente qualche cosa buon o difettoso, senza conoscere gli stati reali della società e conseguentemente i mezzi e gli espedienti essere adottato? Quando l'uomo pratico si ritiene nello scuro circa uni o più di questi punti, o quando è grippato con dubbio, l'azione non comincia o non si arresta. È allora che il momento teorico, che nella successione veloce delle azioni umane appena è notato e velocemente è dimenticato, diventa importante ed occupa la coscienza per un tempo maggiore. E se questo momento be è prolungato, quindi l'uomo pratico può diventare Hamlet, diviso fra desiderio per azione e la sua piccola quantità di chiarezza teorica per quanto riguarda la situazione ed i mezzi essere impiegato. E se sviluppa un gusto per il proposito e la scoperta ed affidare volere e comportarsi, all'più o meno grande limite, ad altri, là è formato in lui la disposizione calma dell'artista, dell'uomo di scienza, o del filosofo, che siano a volte poco pratici o complessivamente biasimevole. Queste osservazioni sono tutte evidenti. Loro l'esattezza non può essere negata. Lasciarli, tuttavia, ripeter che sono fondati sulle distinzioni quantitative e non confutano, ma confermare il fatto che un'azione, comunque leggero è, non può realmente essere un'azione, cioè, un'azione che è voluta, a meno che be sia preceduta da attività cognoscitive.
La logica riformata così sarà sempre logica del _formal_; studierà la forma o l'attività allineare di pensiero, il concetto, a parte i singoli e concetti particolari. La vecchia logica è ill denominato convenzionale; era migliore denominarla _verbal_ o _formalistic_. La logica convenzionale caccerà logica formalista. Per raggiungere questo oggetto, non sarà necessario da fare ricorso, come alcuni hanno fatto, ad una logica reale o materiale, che non è una scienza di pensiero, ma si sono pensato nell'atto; non solo una logica, ma il complesso di filosofia, in cui la logica inoltre è inclusa. La scienza di pensiero (logica) è quella del concetto, come quella dell'immaginazione (estetica) è la scienza dell'espressione. Il benessere di entrambi le scienze si trova esattamente in quanto segue in ogni particolare la distinzione fra i due dominii.
VI
ATTIVITÀ TEORETICA E PRATICA
Lo scarico intuitivo ed intellective delle forme, come abbiamo detto, tutta la forma teoretica dello spirito. Ma non è possibile conoscerle completamente, né criticare un'altra serie di teorie estetiche errate, senza in primo luogo stabilire chiaramente i loro rapporti con un'altra forma dello spirito, che è la forma del _practical_.
Il _The [di Sidenote]. _
Questa forma o attività pratica è il _will_. Non impieghiamo questa parola qui nel senso di alcun sistema filosofico, in cui la volontà è il fondamento dell'universo, del principio di cose e della realtà allineare. Né la impieghiamo nell'ampio senso di altri sistemi, che capiscono vicino l'energia dello spirito, dello spirito o dell'attività facenti generalmente di ogni atto dello spirito umano un atto della volontà. Nè tale significato metafisico nè tale metaforico è il nostro. Per noi, la volontà è, come corrente, quell'attività dello spirito, che differisce dal proposito teorico puro delle cose ed è produttivo, non di conoscenza, ma delle azioni. L'azione è realmente azione, finchè è volontaria. Non è necessario da rilevare quello nella volontà per fare, è incluso, nel senso scientifico, anche che cosa vulgarly è denominato non-fare: la volontà da resistere a, rifiutare, la volontà prometheutic, è inoltre azione.
Il _The [di Sidenote] come fase più ulteriore per quanto riguarda conoscenza. _
L'uomo capisce le cose con la forma teorica, con la forma che pratica le cambia; con quello si appropria l'universo, con l'altro che lo generi. Ma la prima forma è la base del seconda; ed il rapporto di degree_ _double, che già abbiamo trovato esistendo fra l'attività estetica e logica, è ripetuta fra questi due su vasta scala. L'indipendente di conoscenza dalla volontà è thinkable; indipendente da conoscenza è impensabile. I ciechi non sono; la volontà allineare ha occhi.
Come potere, senza avere prima di noi intuizioni storiche (percezioni) degli oggetti e della conoscenza dei rapporti (logici), che li chiariscono quanto alla natura di quegli oggetti? Come potere realmente, se non conosciamo il mondo che li circondi ed il modo di cose cambianti comportandosi su loro?
_Objections e delucidazioni [di Sidenote]. _
È stato obiettato che gli uomini di azione, uomini pratici nel senso eminente, sono il più minimo disposti contemplare e teorizzare: la loro energia non è fatta ritardare nel proposito, esso scorre veloce immediatamente nella volontà. E per contro, quel uomini contemplativi, filosofi, sono spesso molto mediocre negli argomenti pratici, voluto debole e quindi trascurato e spinta da parte nel tumulto di vita. È facile da vedere che questi le distinzioni sono soltanto empiriche e quantitative. Certamente, l'uomo pratico non ha bisogno di un sistema filosofico per comportarsi, ma nelle sfere in cui si comporta, comincia dalle intuizioni e dai concetti che sono i più chiari lui. Altrimenti non potrebbe volere il la maggior parte azioni ordinarie. Non sarebbe possibile alla volontà alimentarsi, per esempio, senza conoscenza dell'alimento e del collegamento di causa - e - effetto fra i movimenti sicuri e determinate sensazioni organiche. Aumentando gradualmente alle azioni più complesse, per esempio al politici, come potremmo noi volere politicamente qualche cosa buon o difettoso, senza conoscere gli stati reali della società e conseguentemente i mezzi e gli espedienti essere adottato? Quando l'uomo pratico si ritiene nello scuro circa uni o più di questi punti, o quando è grippato con dubbio, l'azione non comincia o non si arresta. È allora che il momento teorico, che nella successione veloce delle azioni umane appena è notato e velocemente è dimenticato, diventa importante ed occupa la coscienza per un tempo maggiore. E se questo momento be è prolungato, quindi l'uomo pratico può diventare Hamlet, diviso fra desiderio per azione e la sua piccola quantità di chiarezza teorica per quanto riguarda la situazione ed i mezzi essere impiegato. E se sviluppa un gusto per il proposito e la scoperta ed affidare volere e comportarsi, all'più o meno grande limite, ad altri, là è formato in lui la disposizione calma dell'artista, dell'uomo di scienza, o del filosofo, che siano a volte poco pratici o complessivamente biasimevole. Queste osservazioni sono tutte evidenti. Loro l'esattezza non può essere negata. Lasciarli, tuttavia, ripeter che sono fondati sulle distinzioni quantitative e non confutano, ma confermare il fatto che un'azione, comunque leggero è, non può realmente essere un'azione, cioè, un'azione che è voluta, a meno che be sia preceduta da attività cognoscitive.