_Critique [di Sidenote] della teoria dei codici categoria artistici e letterari. _

Ma il più grande trionfo dell'errore intellectualist si trova nella teoria dei codici categoria artistici e letterari, che ancora ha moda in trattati letterari e disturba i critici e gli storici dell'art. Osserviamo la relativa genesi.

La mente umana può passare dall'estetico al logico, solo perché il precedente è un primo punto, per quanto riguarda gli ultimi. Può distruggere le espressioni, cioè, il pensiero dell'individuo con il pensiero dell'universale. Può ridurre i fatti espressivi ai rapporti logici. Già abbiamo indicato che questo funzionamento a sua volta diventa concreto in un'espressione, ma questo non significa che le prime espressioni non si sono distrutte. Hanno reso il loro posto al nuovo espressioni aesthetico-logiche. Quando siamo sul secondo punto, abbiamo lasciato il primo.

Che entra in una immagine-galleria, o che legge una serie di poesie, può, dopo che ha osservato e letto, va più avanti: può cercare i rapporti delle cose là espresse. Così quelle immagini e composizioni, di cui ciascuno è un individuo inexpressible da logica, sono resolved negli universali e nelle astrazioni, quali i _costumes, paesaggi, i ritratti, la vita domestica, le battaglie, gli animali, i fiori, la frutta, le viste sul mare, i laghi, deserti, tragico, comico, piteous, crudele, lirico, epico, drammatici, facts_ knightly e idilliaco, e simili. Spesso inoltre sono risolte nelle categorie soltanto quantitative, quale l'immagine del _little, immagine, statuetta, gruppo, madrigal, canzone, sonetto, ghirlanda dei sonetti, la poesia, poesia, storia, romance_, e simili.

Quando pensiamo il life_ _domestic di concetto, o _knighthood_, o _idyll_, o _cruelty_, o qualunque altro concetto quantitativo, l'individuo il fatto espressivo da cui abbiamo cominciato è abbandonato. Dagli esteti che eravamo, siamo stati cambiati in responsabili della logistica; dai contemplators dell'espressione, nei reasoners. Certamente nessun'obiezione può essere fatta ad un tal processo. In che cosa l'altro senso potrebbe la scienza essere sopportata, che, se le espressioni estetiche be sono presupposte in esso, tuttavia ha affinchè la funzione andassero oltre loro? La forma logica o scientifica, come tale, esclude la forma estetica. Che comincia a pensare scientifico già è cessato di contemplare estetico; anche se il suo pensiero assumerà della necessità a sua volta una forma estetica, come già è stato detto e come esso sarebbe superfluo ripetersi.

L'errore comincia quando proviamo a dedurre l'espressione dal concetto e trovare nella cosa che sostituisce le leggi della cosa sostituito; quando la differenza fra la seconda ed il primo punto non è stata osservata e quando, di conseguenza, dichiariamo che stiamo levando in piedi sul primo punto, quando realmente stiamo levando in piedi sul secondo. Questo errore è conosciuto come teoria del _the di classes_ artistico e letterario.

Che cosa è la forma estetica di durata domestica, del knighthood, del idyll, di crudeltà, e così via? Come dovrebbe questo soddisfare essere _represented_? Tale è il problema irragionevole implicito nella teoria dei codici categoria artistici e letterari. È in questo che consiste tutta la ricerca dopo le leggi o le regole di stili. Vita domestica, knighthood, idyll, la crudeltà, e simili, è non impressioni, ma concetti. Sono non soddisfare, ma forme logico-estetiche. Non potete esprimere la forma, dato che è già in se espressione. E che cosa sono la crudeltà di parole, idyll, knighthood, vita domestica ed e così via, ma l'espressione di quelli concetti?