Ciò inoltre spiega perché è consueto attribuire egualmente agli artisti il massimo di sensibilità o di _passion_ e il _serenity_ olimpico massimo o di insensibilità. Entrambe le qualificazioni accosentono, dato che non si riferiscono allo stesso oggetto. La sensibilità o la passione si riferisce al materiale ricco che l'artista assorbe nel suo organismo psichico; insensibilità o la serenità alla forma con cui sottomette e domina il tumulto delle sensibilità e delle passioni.
III
ARTE E FILOSOFIA
_Indissolubility [di Sidenote] di intellective da conoscenza intuitiva. _
Le due forme di conoscenza, estetico ed intellettuale o concettuale, sono effettivamente varie, ma questa non ammonta complessivamente a separazione ed a disgiunzione, come troviamo con due forze che vanno ogni relativo proprio senso. Se indichiamo che la forma estetica è complessivamente indipendente dall'intellettuale e basta a se senza supporto esterno, non abbiamo detto che l'intellettuale può levarsi in piedi senza l'estetico. Questo _reciprocity_ non sarebbe allineare.
Che cosa è conoscenza dai concetti? È conoscenza dei rapporti delle cose e quelle cose sono intuizioni. I concetti non sono possibili senza intuizioni, appena poichè l'intuizione è in se impossibile senza il materiale delle impressioni. Le intuizioni sono: questo fiume, questo lago, questo ruscello, questa pioggia, questo vetro di acqua; il concetto è: innaffiare, non questo o quegli apparenza ed esempio particolare dell'acqua, ma l'acqua generalmente in che cosa tempo o lo dispone be è realizzata; il materiale di infinito intuizioni, ma di un singolo e concetto costante.
Tuttavia, il concetto, l'universale, se non è più intuizione in un rispetto, è in un'altra intuizione di rispetto e non può venire a mancare di essere intuizione. Per l'uomo che pensa ha le impressioni ed emozioni, finchè pensa. La sue impressione ed emozione non saranno amore o avversione, ma sforzo del _the del suo itself_ di pensiero, con il dolore e la gioia, l'amore e l'avversione uniti ad esso. Questo sforzo non può ma diventare intuitivo nella forma, nel diventare obiettivo alla mente. Per parlare, non è di pensare logicamente; ma a _think il logically_ è, allo stesso tempo, a _speak_.
_Critique [di Sidenote] delle negazioni di questa tesi. _
Che il pensiero non può esistere senza discorso, è una verità ammessa generalmente. Le negazioni di questa tesi tutte sono fondate sui equivoques e sugli errori.
Il primo dei equivoques è implicato da coloro che osserva che si può pensare similarmente con le figure geometriche, numeri algebrici, segni ideografici, senza una parola singola, persino pronunciata silenziosamente e quasi insensibile all'interno di una. Inoltre affermano che ci sono lingue in cui la parola, il segno fonetico, non esprime niente, a meno che il segno scritto inoltre be sia esaminato. Ma quando abbiamo detto “il discorso,„ abbiamo inteso impiegare una sineddoche e quell'“espressione„ genericamente, dovrebbe essere capita, dato che l'espressione è non solo cosiddetta espressione verbale, come già abbiamo notato. Può essere ammesso che determinati concetti possono essere pensati senza manifestazioni fonetiche. Ma gli esempi stessi addotti per mostrare questo inoltre dimostrano che quei concetti non esistono mai senza espressioni.
Altri effettuano che gli animali, o gli animali sicuri, pensano o ragionano senza parlare. Ora quanto a come, se e che animali pensano, se sono uomini rudimentali e metà-selvaggi che resistono alla civilizzazione, piuttosto che le macchine fisiologiche, come gli spiritualists anziani la avrebbe, sono domande che non li interessano qui. Quando i colloqui del filosofo della natura animale, brutale, impulsiva, istintiva e simili, non si basa sulle congetture quanto a questi fatti riguardo ai cani o gatti, leoni o formiche; ma sulle osservazioni di che cosa è denominato animale e brutale nell'uomo: del contorno o della base dell'animale di che cosa riteniamo in noi stessi. Se specifico gli animali, i cani o i gatti, leoni o formiche, possiedono qualcosa dell'attività dell'uomo, così tanto il migliore, o così tanto il più difettoso per loro. Ciò significa che per quanto riguarda loro anche che dobbiamo comunicare, non della loro natura complessivamente, ma della relativa base animale, come essendo forse più grande e più forte della base animale dell'uomo. E se supponiamo che gli animali pensino e formare i concetti, che cosa è là nella linea di congettura per giustificare l'ammissione che agiscono in tal modo senza espressioni corrispondenti? L'analogia con l'uomo, la conoscenza dello spirito, la psicologia umana, che è lo strumento di tutte le nostre congetture quanto alla psicologia animale, li obbligherebbe a supporre che se pensano in qualunque senso, inoltre avessero certa specie di discorso.
Ciò inoltre spiega perché è consueto attribuire egualmente agli artisti il massimo di sensibilità o di _passion_ e il _serenity_ olimpico massimo o di insensibilità. Entrambe le qualificazioni accosentono, dato che non si riferiscono allo stesso oggetto. La sensibilità o la passione si riferisce al materiale ricco che l'artista assorbe nel suo organismo psichico; insensibilità o la serenità alla forma con cui sottomette e domina il tumulto delle sensibilità e delle passioni.
III
ARTE E FILOSOFIA
_Indissolubility [di Sidenote] di intellective da conoscenza intuitiva. _
Le due forme di conoscenza, estetico ed intellettuale o concettuale, sono effettivamente varie, ma questa non ammonta complessivamente a separazione ed a disgiunzione, come troviamo con due forze che vanno ogni relativo proprio senso. Se indichiamo che la forma estetica è complessivamente indipendente dall'intellettuale e basta a se senza supporto esterno, non abbiamo detto che l'intellettuale può levarsi in piedi senza l'estetico. Questo _reciprocity_ non sarebbe allineare.
Che cosa è conoscenza dai concetti? È conoscenza dei rapporti delle cose e quelle cose sono intuizioni. I concetti non sono possibili senza intuizioni, appena poichè l'intuizione è in se impossibile senza il materiale delle impressioni. Le intuizioni sono: questo fiume, questo lago, questo ruscello, questa pioggia, questo vetro di acqua; il concetto è: innaffiare, non questo o quegli apparenza ed esempio particolare dell'acqua, ma l'acqua generalmente in che cosa tempo o lo dispone be è realizzata; il materiale di infinito intuizioni, ma di un singolo e concetto costante.
Tuttavia, il concetto, l'universale, se non è più intuizione in un rispetto, è in un'altra intuizione di rispetto e non può venire a mancare di essere intuizione. Per l'uomo che pensa ha le impressioni ed emozioni, finchè pensa. La sue impressione ed emozione non saranno amore o avversione, ma sforzo del _the del suo itself_ di pensiero, con il dolore e la gioia, l'amore e l'avversione uniti ad esso. Questo sforzo non può ma diventare intuitivo nella forma, nel diventare obiettivo alla mente. Per parlare, non è di pensare logicamente; ma a _think il logically_ è, allo stesso tempo, a _speak_.
_Critique [di Sidenote] delle negazioni di questa tesi. _
Che il pensiero non può esistere senza discorso, è una verità ammessa generalmente. Le negazioni di questa tesi tutte sono fondate sui equivoques e sugli errori.
Il primo dei equivoques è implicato da coloro che osserva che si può pensare similarmente con le figure geometriche, numeri algebrici, segni ideografici, senza una parola singola, persino pronunciata silenziosamente e quasi insensibile all'interno di una. Inoltre affermano che ci sono lingue in cui la parola, il segno fonetico, non esprime niente, a meno che il segno scritto inoltre be sia esaminato. Ma quando abbiamo detto “il discorso,„ abbiamo inteso impiegare una sineddoche e quell'“espressione„ genericamente, dovrebbe essere capita, dato che l'espressione è non solo cosiddetta espressione verbale, come già abbiamo notato. Può essere ammesso che determinati concetti possono essere pensati senza manifestazioni fonetiche. Ma gli esempi stessi addotti per mostrare questo inoltre dimostrano che quei concetti non esistono mai senza espressioni.
Altri effettuano che gli animali, o gli animali sicuri, pensano o ragionano senza parlare. Ora quanto a come, se e che animali pensano, se sono uomini rudimentali e metà-selvaggi che resistono alla civilizzazione, piuttosto che le macchine fisiologiche, come gli spiritualists anziani la avrebbe, sono domande che non li interessano qui. Quando i colloqui del filosofo della natura animale, brutale, impulsiva, istintiva e simili, non si basa sulle congetture quanto a questi fatti riguardo ai cani o gatti, leoni o formiche; ma sulle osservazioni di che cosa è denominato animale e brutale nell'uomo: del contorno o della base dell'animale di che cosa riteniamo in noi stessi. Se specifico gli animali, i cani o i gatti, leoni o formiche, possiedono qualcosa dell'attività dell'uomo, così tanto il migliore, o così tanto il più difettoso per loro. Ciò significa che per quanto riguarda loro anche che dobbiamo comunicare, non della loro natura complessivamente, ma della relativa base animale, come essendo forse più grande e più forte della base animale dell'uomo. E se supponiamo che gli animali pensino e formare i concetti, che cosa è là nella linea di congettura per giustificare l'ammissione che agiscono in tal modo senza espressioni corrispondenti? L'analogia con l'uomo, la conoscenza dello spirito, la psicologia umana, che è lo strumento di tutte le nostre congetture quanto alla psicologia animale, li obbligherebbe a supporre che se pensano in qualunque senso, inoltre avessero certa specie di discorso.