_Intuition [di Sidenote] ed i concetti di spazio e di tempo. _
Quelli, quindi, che considerano l'intuizione come la sensazione si è formata e organizzato semplicemente secondo le categorie di spazio e di tempo, sembrerebbe avvicinarsi più quasi alla verità. Lo spazio ed il tempo (dicono) sono le forme di intuizione; per avere intuizioni è di disporre nello spazio e nella sequenza temporale. L'attività intuitiva allora consisterebbe in questa doppia e funzione simultanea di spatiality e di temporality. Ma per queste due categorie deve essere ripetuto che cosa è stato detto delle distinzioni intellettuali, ha trovato mescolato con le intuizioni. Abbiamo intuizioni senza spazio e senza tempo: una tinta del cielo e una tinta del sentimento, ah! di dolore e di uno sforzo della volontà, objectified nella coscienza. Queste sono intuizioni, che possediamo e con la loro fabbricazione, lo spazio ed il tempo non hanno niente fare. In alcune intuizioni, lo spatiality può essere trovato senza temporality, in altri, questo senza quello; e perfino dove entrambi sono trovati, sono percepite dalla riflessione posteriore: possono essere fuse con l'intuizione nello stesso modo con tutti gli relativi altri elementi: cioè sono in esso _materialiter_ e non _formaliter_, come ingredienti e non come elementi essenziali. Chi, senza un simile atto della riflessione interruptive, è cosciente della sequenza temporale mentre ascolta una storia o una parte di musica? Quello che l'intuizione rivela in un'opera d'arte è non spazio e tempo, ma carattere, physiognomy specifico. Parecchi tentativi possono essere notati in filosofia moderna, che confermano la vista qui esposta. Lo spazio ed il tempo, lontano da essere funzioni molto semplici e primitive, sono indicati di essere costruzioni intellettuali di grande complessità. Ed avanzare, anche in alcuni di coloro che complessivamente non nega a spazio e cronometrare la qualità di formazione o delle categorie e delle funzioni, una può osservare il tentativo di unificarle e capire in un modo diverso da quella effettuata generalmente rispetto a queste categorie. Alcuni si riducono intuizione alla categoria unica di spatiality, effettuante che il tempo anche può essere concepito soltanto in termini di spazio. Altri abbandonano non filosoficamente le tre dimensioni di spazio come necessarie e concepiscono la funzione di spatiality come vuoto di ogni particolare spaziale determinazione. Ma che cosa ha potuto così funzione spaziale essere, quello dovrebbe controllare persino il tempo? Può non essere un residuo delle critiche e di negazioni da cui risulta soltanto la necessità per presupporre un'attività intuitiva generica? E non è questo ultimo allineare risoluto, quando una funzione unica è attribuita ad esso, non spatializing né non temporalizing, ma non caratterizzando? O, migliore, quando questo è concepito come se una categoria o una funzione, che danno la conoscenza delle cose in loro concretion ed individualità?
_Intuition e sensazione [di Sidenote]. _
Così liberando conoscenza intuitiva da qualsiasi suggerimento di intellectualism e da ogni aggiunta posteriore ed esterna, dobbiamo ora fare chiaramente e determinare i relativi limiti a partire da un altro lato ed a partire da un genere differente di invasione e di confusione. Dall'altro lato e prima del contorno inferiore, è la sensazione, materia informe, che lo spirito può non comprendere mai in sé, finchè è materia pura. Ciò che può possedere soltanto con la forma e nella forma, ma postula il relativo concetto come, precisamente, un limite. La materia, nella relativa astrazione, è meccanismo, passività; è che cosa lo spirito dell'uomo sperimenta, ma non produce. Senza esso non c'è nessun conoscenza ed attività umane possibili; ma la materia pura produce l'animalità, qualunque è brutale ed impulsiva nell'uomo, non il dominio spiritoso, che è umanità. Ogni quanto tempo ci sforziamo di capire che cosa sta passando chiaramente presso noi? Interferiamo un'occhiata di qualcosa, ma questa non compare alla mente come objectified e formata. In tali momenti ha luogo, quello i la cosa migliore percepiamo la differenza profonda fra la materia e la forma. Questi non sono due atti di il nostro, faccia a faccia tra loro; ma assaliamo e trasportiamo fuori quello che è fuori di noi, mentre quello presso noi tende ad assorbire e fare il relativi propri che senza. La materia, attacata e conquistata dalla forma, dà il posto alla forma concreta. È la materia, il soddisfare, che differenzia una delle nostre intuizioni da un altro: formar è costante: è attività spiritosa, mentre la materia è variabile. Senza materia, tuttavia, la nostra attività spiritosa non lascerebbe la relativa astrazione per diventare concreta e reale, questa o quella soddisfare spiritoso, questo o quell'intuizione definita.
_Intuition [di Sidenote] ed i concetti di spazio e di tempo. _
Quelli, quindi, che considerano l'intuizione come la sensazione si è formata e organizzato semplicemente secondo le categorie di spazio e di tempo, sembrerebbe avvicinarsi più quasi alla verità. Lo spazio ed il tempo (dicono) sono le forme di intuizione; per avere intuizioni è di disporre nello spazio e nella sequenza temporale. L'attività intuitiva allora consisterebbe in questa doppia e funzione simultanea di spatiality e di temporality. Ma per queste due categorie deve essere ripetuto che cosa è stato detto delle distinzioni intellettuali, ha trovato mescolato con le intuizioni. Abbiamo intuizioni senza spazio e senza tempo: una tinta del cielo e una tinta del sentimento, ah! di dolore e di uno sforzo della volontà, objectified nella coscienza. Queste sono intuizioni, che possediamo e con la loro fabbricazione, lo spazio ed il tempo non hanno niente fare. In alcune intuizioni, lo spatiality può essere trovato senza temporality, in altri, questo senza quello; e perfino dove entrambi sono trovati, sono percepite dalla riflessione posteriore: possono essere fuse con l'intuizione nello stesso modo con tutti gli relativi altri elementi: cioè sono in esso _materialiter_ e non _formaliter_, come ingredienti e non come elementi essenziali. Chi, senza un simile atto della riflessione interruptive, è cosciente della sequenza temporale mentre ascolta una storia o una parte di musica? Quello che l'intuizione rivela in un'opera d'arte è non spazio e tempo, ma carattere, physiognomy specifico. Parecchi tentativi possono essere notati in filosofia moderna, che confermano la vista qui esposta. Lo spazio ed il tempo, lontano da essere funzioni molto semplici e primitive, sono indicati di essere costruzioni intellettuali di grande complessità. Ed avanzare, anche in alcuni di coloro che complessivamente non nega a spazio e cronometrare la qualità di formazione o delle categorie e delle funzioni, una può osservare il tentativo di unificarle e capire in un modo diverso da quella effettuata generalmente rispetto a queste categorie. Alcuni si riducono intuizione alla categoria unica di spatiality, effettuante che il tempo anche può essere concepito soltanto in termini di spazio. Altri abbandonano non filosoficamente le tre dimensioni di spazio come necessarie e concepiscono la funzione di spatiality come vuoto di ogni particolare spaziale determinazione. Ma che cosa ha potuto così funzione spaziale essere, quello dovrebbe controllare persino il tempo? Può non essere un residuo delle critiche e di negazioni da cui risulta soltanto la necessità per presupporre un'attività intuitiva generica? E non è questo ultimo allineare risoluto, quando una funzione unica è attribuita ad esso, non spatializing né non temporalizing, ma non caratterizzando? O, migliore, quando questo è concepito come se una categoria o una funzione, che danno la conoscenza delle cose in loro concretion ed individualità?
_Intuition e sensazione [di Sidenote]. _
Così liberando conoscenza intuitiva da qualsiasi suggerimento di intellectualism e da ogni aggiunta posteriore ed esterna, dobbiamo ora fare chiaramente e determinare i relativi limiti a partire da un altro lato ed a partire da un genere differente di invasione e di confusione. Dall'altro lato e prima del contorno inferiore, è la sensazione, materia informe, che lo spirito può non comprendere mai in sé, finchè è materia pura. Ciò che può possedere soltanto con la forma e nella forma, ma postula il relativo concetto come, precisamente, un limite. La materia, nella relativa astrazione, è meccanismo, passività; è che cosa lo spirito dell'uomo sperimenta, ma non produce. Senza esso non c'è nessun conoscenza ed attività umane possibili; ma la materia pura produce l'animalità, qualunque è brutale ed impulsiva nell'uomo, non il dominio spiritoso, che è umanità. Ogni quanto tempo ci sforziamo di capire che cosa sta passando chiaramente presso noi? Interferiamo un'occhiata di qualcosa, ma questa non compare alla mente come objectified e formata. In tali momenti ha luogo, quello i la cosa migliore percepiamo la differenza profonda fra la materia e la forma. Questi non sono due atti di il nostro, faccia a faccia tra loro; ma assaliamo e trasportiamo fuori quello che è fuori di noi, mentre quello presso noi tende ad assorbire e fare il relativi propri che senza. La materia, attacata e conquistata dalla forma, dà il posto alla forma concreta. È la materia, il soddisfare, che differenzia una delle nostre intuizioni da un altro: formar è costante: è attività spiritosa, mentre la materia è variabile. Senza materia, tuttavia, la nostra attività spiritosa non lascerebbe la relativa astrazione per diventare concreta e reale, questa o quella soddisfare spiritoso, questo o quell'intuizione definita.