INTRODUZIONE
Ci sono sempre i Americas da scoprire: l'più interessante in Europa.
Posso non porre reclamo a scoprire l'America, ma sostengo scoprire Columbus. Il suo nome è Benedetto Croce ed abita sui puntelli del Mediterraneo, a Napoli, città del Parthenope antico.
L'America del Croce non può essere espressa nei termini geografici. È più importante di tutto lo spazio della montagna e del fiume, della foresta e della vallata. Appartiene al regno dello spirito ed ha molte province. Quella provincia che la maggior parte dei interessi me, io si sono sforzati nelle seguenti pagine di annettere ai possessi della corsa anglosassone; un atto che non può essere incolpato di come predatore, poiché può essere detto di filosofia più allineare di di amore, che “dividersi non è togliere.„
Il sommario storico mostrerà quant0 un avventuriere coraggioso ha ha traversato i mari pericolosi della speculazione su arte, come la comprensione meravigliosa del Aristotle gli ha dato le occhiate della relativa bellezza, come Platone ha gettato via la relativa frutta dorata, come Baumgarten ha suonato la profondità delle relative acque, Kant ha navigato lungo il relativo litorale senza atterraggio e Vico ha sollevato la bandierina italiana sul relativo puntello.
Ma Benedetto Croce è stato il primo completamente per esplorarlo, tagliando il suo interno di senso attraverso il sottobosco aggrovigliato di pensiero imperfetto. Ha misurato la relativa lunghezza e larghezza, contrassegnato fuori e relativo descritto caratteristiche spiritose con esattezza minuscola. Il paese vinto così a la filosofia porterà sempre il suo nome, _Estetica di Croce_, un nuovo L'America.
Era a Napoli, in inverno di 1907, che in primo luogo ho veduto il filosofo di estetico. Benedetto Croce, anche se nato nel Abruzzi, provincia di Aquila (1866), è essenzialmente un napoletano e raramente rimane lungamente assente dalla città, sul puntello di quel mare magico, in cui una volta che Ulysses ha navigato e dove a volte tuttavia (vicino ad Amalfi) possiamo sentire lo Syrens cantare la loro canzone. Ma più meravigliosa della canzone di tutto lo Syren sembra a me la teoria di estetico come la scienza dell'espressione e ecco perché ho superato gli ostacoli che si sono levati in piedi fra me e dare di questa teoria, che nella mia credenza è la verità, al mondo anglofono.
Nessuno potrebbero più ulteriormente essere rimossi che io stesso, mentre ho girato a Napoli le pagine del _La Critica_, da tutta l'idea che stavo avvicinando alla soluzione del problema dell'art. Tutta la mia gioventù lo aveva frequentato. Poichè uno studente non laureato a Oxford io aveva interferito la cadenza squisita di discorso del Pater di Walter, poichè è venuto dalle sue labbra stesse, o è aumentato come il profumo di un certo fiore esotico dalle pagine costolate del _Renaissance_.
Sembrando risolvere il setaccio dello Sphinx, lo ha risolto non--soltanto contentissimo con piacere puro di poesia e di pensiero sottile come ha condotto uno lungo le vie del suo giardino incantato, in cui amerò sempre percorrere.
Oscar Wilde, anche, avevo sentito spesso al suo meglio, il parlatore più brillante del nostro tempo, il suo spirito che infiamma alla luce solare della molla dei pranzo-partiti di Oxford come ora nelle sue belle scritture, come la rapière jewelled di Mercutio. Ma suo funziona, anche, sarà cercato invano dal cercatore dopo la verità estetica definita.
INTRODUZIONE
Ci sono sempre i Americas da scoprire: l'più interessante in Europa.
Posso non porre reclamo a scoprire l'America, ma sostengo scoprire Columbus. Il suo nome è Benedetto Croce ed abita sui puntelli del Mediterraneo, a Napoli, città del Parthenope antico.
L'America del Croce non può essere espressa nei termini geografici. È più importante di tutto lo spazio della montagna e del fiume, della foresta e della vallata. Appartiene al regno dello spirito ed ha molte province. Quella provincia che la maggior parte dei interessi me, io si sono sforzati nelle seguenti pagine di annettere ai possessi della corsa anglosassone; un atto che non può essere incolpato di come predatore, poiché può essere detto di filosofia più allineare di di amore, che “dividersi non è togliere.„
Il sommario storico mostrerà quant0 un avventuriere coraggioso ha ha traversato i mari pericolosi della speculazione su arte, come la comprensione meravigliosa del Aristotle gli ha dato le occhiate della relativa bellezza, come Platone ha gettato via la relativa frutta dorata, come Baumgarten ha suonato la profondità delle relative acque, Kant ha navigato lungo il relativo litorale senza atterraggio e Vico ha sollevato la bandierina italiana sul relativo puntello.
Ma Benedetto Croce è stato il primo completamente per esplorarlo, tagliando il suo interno di senso attraverso il sottobosco aggrovigliato di pensiero imperfetto. Ha misurato la relativa lunghezza e larghezza, contrassegnato fuori e relativo descritto caratteristiche spiritose con esattezza minuscola. Il paese vinto così a la filosofia porterà sempre il suo nome, _Estetica di Croce_, un nuovo L'America.
Era a Napoli, in inverno di 1907, che in primo luogo ho veduto il filosofo di estetico. Benedetto Croce, anche se nato nel Abruzzi, provincia di Aquila (1866), è essenzialmente un napoletano e raramente rimane lungamente assente dalla città, sul puntello di quel mare magico, in cui una volta che Ulysses ha navigato e dove a volte tuttavia (vicino ad Amalfi) possiamo sentire lo Syrens cantare la loro canzone. Ma più meravigliosa della canzone di tutto lo Syren sembra a me la teoria di estetico come la scienza dell'espressione e ecco perché ho superato gli ostacoli che si sono levati in piedi fra me e dare di questa teoria, che nella mia credenza è la verità, al mondo anglofono.
Nessuno potrebbero più ulteriormente essere rimossi che io stesso, mentre ho girato a Napoli le pagine del _La Critica_, da tutta l'idea che stavo avvicinando alla soluzione del problema dell'art. Tutta la mia gioventù lo aveva frequentato. Poichè uno studente non laureato a Oxford io aveva interferito la cadenza squisita di discorso del Pater di Walter, poichè è venuto dalle sue labbra stesse, o è aumentato come il profumo di un certo fiore esotico dalle pagine costolate del _Renaissance_.
Sembrando risolvere il setaccio dello Sphinx, lo ha risolto non--soltanto contentissimo con piacere puro di poesia e di pensiero sottile come ha condotto uno lungo le vie del suo giardino incantato, in cui amerò sempre percorrere.
Oscar Wilde, anche, avevo sentito spesso al suo meglio, il parlatore più brillante del nostro tempo, il suo spirito che infiamma alla luce solare della molla dei pranzo-partiti di Oxford come ora nelle sue belle scritture, come la rapière jewelled di Mercutio. Ma suo funziona, anche, sarà cercato invano dal cercatore dopo la verità estetica definita.